SPAZIO MAFALDA: tra Mondiali U20, sfuriate, Accademie ed alto livello (???)

di Mafalda la Contestatrice

Il centro inglese gioca titolare nei Saracens, mentre l’apertura del Galles negli Ospreys. Mi fermo qui, non scendo d’emisfero. Vi pare poco? E i nostri ragazzi, dove se la giocano la convocazione? All’oratorio!

Mi trovo ad un torneo di touch e nei campi destinati al gioco mi imbatto in due Azzurrini reduci da un mondiale discutibile. Così dopo la “sfuriata” di Cavinato contro tutto e tutti  (in ritardo e non “meglio tardi che mai”), blocco i due ragazzi e lascio loro ruota libera su questo mondiale nostrano dove, nonostante tutto, è stato raggiunto l’obiettivo, la non retrocessione… di un soffio.
Una sola domanda: come vi siete sentiti entrando in campo a Rovigo, seconda con l’Argentina, e trovare lo stadio completamente vuoto?
CI SIAMO CHIESTI PERCHE’ E PER CHI ERAVAMO IN CAMPO. Eravamo sotto pressione, giocavamo in casa nostra. La pressione arrivava dai vertici: eravamo in Veneto la patria del rugby italiano. Loro, a casa, giocano in club di Premier o di Super qualcosa, alcuni di noi forse giochiamo in Eccellenza, che è pari ad una loro categoria inferiore, una A2, una B. Non c’è paragone . E poi non ci si può allenare tutti assieme se non in alcuni brevi periodi dell’anno e poi non si è sempre gli stessi, come fai a creare una squadra in sintonia sul campo? Come puoi credere che qualche allenamento nazionale possa farci diventare gli atleti del futuro? Noi facciamo del nostro meglio. Siamo riusciti a creare uno spogliatoio bellissimo, nonostante tutto. La forza interiore veniva dal gruppo. Però loro, tutti, sono più forti: gli avanti, la difesa, tutti. La nostra preparazione non è ad alto livello, lo staff che ci prepara non va, non noi, certo non siamo i migliori al mondo, ma anche i nostri preparatori…
Già, non siamo certo i migliori al mondo, ma quando siamo entrati al Battaglin ed era vuoto, vuoto per un mondiale!, cavolo che tonfo al cuore… ma per chi siamo qui, ci siamo chiesti? Eravamo già pronti per la doccia, meglio spalti pieni con il nostro pubblico che ci fischiava dietro che giocare per nessuno.

Bene a questo punto, sono Mafalda, cosa possiamo dire. Riprendiamo un attimo le tante parole di Checchinato sull’alto livello? Cosa intende lui per alto livello? Un’azienda che produce atleti 190×110: forse questo è l’alto livello? Ma se poi a questi nessuno insegna il gioco del rugby, se queste accademie così volute e così decantate dai nostri vertici risultano alla fine essere solo altri costi in più e che i preparatori non sono poi così ad alto livello come vorrebbero farci pensare, perché sono sempre la solita gente che gira da un’under all’altra. Sono dell’idea che qui si potrebbe aprire un dibattito, ma sarebbe inutile visto che chi dovrebbe ascoltarci non ha orecchie per sentire e prosegue per la sua strada tranquillo, perché intanto è lui a guidare la macchina ed è sempre lui che si mette le chiavi in tasca.

A proposito di accademie AUGURO UN BUON “NUOVO” LAVORO A DE MARIGNY E AL SUO STAFF ai quali è stata affidata Tirrenia.

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