Nuove regole FIR, tra critiche e dettami CONI

La questione è abbastanza tecnica e pure un filino noiosa da spiegare, ma è di capitale importanza. D’altronde quando si parla di regole non in astratto ma nella concretezza, si finisce per usare termini e formule sintattiche molto tecniche. Insomma, andare al cinema è decisamente più divertente. Ma da quelle cose lì non si può e non si deve prescindere.
Regole dunque, quelle dell’elezione del Presidente FIR, che verranno probabilmente modificate nell’assemblea straordinaria del prossimo 26 giugno. Regole che fanno discutere e che questa mattina sono state analizzate in maniera approfondita in una sorta di articolo-editoriale da Rugby 1823.

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In sostanza le novità vengono lette come il tentativo dell’attuale dirigenza federale di facilitarsi la strada ad una rielezione il prossimo anno (e per Dondi sarebbe il quinto mandato, il più lungo di sempre), tra mancati invii della documentazione da sottoporre a votazione e minor peso in seno alla stessa delle società più piccole.
La Federazione però fa sapere che il proprio statuto non è modificabile senza il placet del CONI e che ogni modifica può essere proposta e votata solo se rispetta i dettami del Comitato Olimpico. E che anzi le novità proposte arrivano direttamente dallo stesso CONI, che in caso di mancato raggiungimento del quorum necessario sarebbe costretto a nominare un commissario straordinario ad acta per far approvare le modifiche.
Detto un po’ più fuori dai denti, la FIR non può “inventarsi” modifiche statutarie a prescindere dal CONI, perché è una federazione affiliata a quel Comitato, da cui dipende.
Non solo: la FIR fa sapere che tutte le società con diritto di partecipazione e voto sono state avvertite tramite raccomandata con ricevuta di ritorno e la documentazione inviata conteneva gli articoli dello Statuto attualmente vigente con le modifiche che verranno proposte e sottoposte a votazione il 26 giugno. L’invio della documentazione e dell’annuncio dell’assemblea straordinaria è un obbligo rigidamente osservato.
Va da sé che al di là delle modalità previste e vigenti, sui contenuti di quelle modifiche si può discutere, e ci mancherebbe.

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