Mafalda La Contestatrice ci parla di Filippo Frati, ormai ex coach dei Crociati Parma
Inizia a giocare a rugby il 9 settembre 1978 e il 1° maggio 2011 disputa l’ultima partita che porterà la Rugby Noceto in serie B. Nel frattempo 4 caps con la Nazionale maggiore e il 25 novembre 2000 il sogno di ogni rugbista, “grazie” ad un infortunio occorso a soli 2’ del primo tempo a Troncon, Frati entra in campo contro gli All Blacks.
Come allenatore inizia con l’Academy U15, i ragazzi del 1992 gli stessi che la scorsa settimana, diventati U20 e allenati dal duo Mazzariol/Maida, si aggiudicano il Tricolore di categoria a Livorno. Adesso come allenatore uscente dei Crociati Rugby dopo una stagione da incorniciare girano voci che lo vogliono a Prato in compagnia dell’amico Andrea De Rossi.
Ma chi è Filippo Frati allenatore?
Nella stagione 2008/2009 rileva da Umberto Laneri la prima squadra della Rugby Noceto FC, un gruppo di giocatori, quasi tutti nocetani, affiatato e preparato che decide di portare lontano. All’allora Presidente della società emiliana, Daniele Reverberi attuale Consigliere Federale, Frati chiede carta bianca per la gestione della squadra, (allenamenti, orari, uomini e altro ancora) sarebbe stata una sfida per lui soprattutto, ma anche per la società. La dirigenza accetta e fa bene perché Frati porta in tre anni il Noceto dalla A2 alla Coppa Europa.
Alla prima riunione con la sua squadra (A2) Frati pronuncia una frase che tutti ricordano benissimo: “OBIETTIVO SUPER TEN”, non si chiamava ancora Eccellenza. Il fatto che anche lui come i suoi ragazzi fosse un nocetano e quindi amici da sempre non per età ma per campi da rugby, lo ha portato a scegliere come coach-assistant l’amico Leone Larini che risulterà essere molto importante per la gestione del gruppo come Frati aveva previsto.
Di per sé Frati è un’ambizioso e tra le sfide che si è imposto c’è quella di puntare tutto su i giovani provenienti dal vivaio del Noceto, ma prima su tutto, prima ancora della costruzione dell’uomo-atleta lui punta sulla costruzione dell’uomo nella società. Alcuni dei tagli da lui apportati alla squadra non sono dovuti alla mancata aspettativa tecnico-atletica del giocatore, ma al comportamento poco composto tenuto dagli stessi una volta lontani dai campi. MEGLIO SEI COME UOMO, MEGLIO SARAI COME GIOCATORE, questo dice ai suoi ragazzi.
E di questi ragazzi uno è stato convocato in Nazionale Maggiore, altri quattro in Nazionale A e qualcuno in franchigia. Un buon lavoro per un allenatore che aveva allenato solo un’U15 fino ad allora. E’ riuscito, poi, a trovare con la squadra un equilibrio tra amicizia e lavoro. E’ riuscito ad avere una sinto-sincronia dal numero uno al numero 15 come se a muoversi sul campo fosse sempre lo stesso atleta indipendentemente da quale fosse il giocatore ad impostare il gioco.
Con Salvatore Sau, direttore sportivo, Frati ha scelto i giocatori extracomunitari da Roldan a Andrews, da Woodman a Sigg e Fa’atau e l’oramai nocetano d’adozione Marco Anversa che si sono succeduti in questi tre anni e che hanno contribuito alla crescita della squadra.
Frati ritiene che il rugby sia uno sport in costante evoluzione e convinto di questo aggiorna costantemente la sua conoscenza in materia e nei periodi di riposo tra una stagione e l’altra trolley alla mano vola in Nuova Zelanda ospite di un amico dove segue corsi d’aggiornamento. Una crescita personale, ma anche di chi con lui lavora, i suoi ragazzi e il suo staff e come ama ripetere: “LA FORTUNA DI UN GRANDE ALLENATORE E’ DI AVERE DEI GRANDI GIOCATORI”
