Francesco Volpe per Il Corriere dello Sport, edizione romana
Gabriele Caccamo è sui blocchi di partenza. L’editore del bisettimanale di annunci economici “Porta Portese”, 58 anni, è pronto a rilevare la Rugby Roma. Ha trovato un partner affidabile – l’imprenditore Paolo Bernabei (vini&affini), appassionato di rugby e papà di un piccolo bianconero – ed è in trattativa con Pietro Mezzaroma e Giampaolo
Angelucci, nomi “forti” segnalati dal Comune. Entrambi si sarebbero detti interessati ad una nuova avventura sportiva. Mezzaroma, costruttore, è il fratello del presidente della
M.Roma Volley e del Siena calcio; Angelucci è il re delle cliniche private, a lungo tra i potenziali acquirenti della Roma calcio.
«Ma già così Bernabei ed io siamo in grado di partire» chiarisce Caccamo, da anni presidente della Rugby Roma 2000. Il nodo, neanche a dirlo, è il passaggio di proprietà del club. Dopo otto anni Paolo Abbondanza lascia. Aveva garantito una transizione indolore,
ma ha mollato gli ormeggi dall’oggi al domani, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza
della Roma: niente arretrati ai giocatori, Tre Fontane sigillato, nessuna pianificazione
della nuova stagione. Baracca chiusa e burattini cacciati a pedate. Una fuga in piena regola.
Vergognosa.
Caccamo gli ha chiesto di sedersi ad un tavolo. Vuole vederci chiaro sui debiti, sul costo del titolo sportivo, sulla disponibilità a restare come sponsor (come annunciato dallo stesso Abbondanza in una recente conferenza stampa). «Se vuole darci una mano, è il benvenuto; se punta ad un’uscita dignitosa per riscattare questo brutto finale, siamo pronti ad
assecondarlo. Ma niente sorprese – avverte Caccamo – Gli abbiamo chiesto un appuntamento, siamo in attesa».
PROGETTO – Il tempo stringe. C’è da ricostruire da zero la società, scegliere i dirigenti, avviare il mercato. Soprattutto, c’è da rassicurare gli attuali giocatori e scongiurare lodi
che potrebbero affossare il club. «Con Nicola Leonardi e Alberto Saccardo – capitano
e vice-capitano dei bianconeri – parlerò solo quando sarò in grado di proporre fatti e non parole. Serietà, coerenza e trasparenza saranno le parole d’ordine della nuova Rugby Roma. Non puoi promettere 100 sapendo già che pagherai 50. Ai giocatori e agli appassionati dico: ci aspetta un futuro roseo ma molto difficile. Con la cinghia tirata di due o tre tacche. Il che
non vuol dire che la Roma ridimensiona. Vogliamo mantenere le posizioni, ritrovare
appeal e credibilità senza perdere mai di vista lo spirito del rugby. Ci vorranno almeno due stagioni, occorrerà essere virtuosi, ma l’impegno non ci spaventa. L’importante è che non saltino fuori sorprese sui debiti, che non ci siano trucchi».
Giochetti che il Comune non tollererebbe. Il delegato allo sport Alessandro Cochi ha preso a cuore la vicenda e intende tutelare una realtà sportiva che ha 80 anni di storia, cinque
scudetti e centinaia di ragazzi nel vivaio.
