Gilberto Benetton, i perché della nostra scelta ovale

Da La Tribuna di Treviso

Sono passati 4 mesi dal famoso annuncio di disimpegno della famiglia dalle società di pallacanestro e pallavolo, è «paròn» Gilberto Benetton è tornato a parlare in pubblico. E lo ha fatto alla Ghirada, davanti alle telecamere di Sky, in occasione del recente trofeo «Topolino», ribadendo i motivi che l’hanno spinto a chiudere i rubinetti a Benetton Basket e Sisley, tenendoli aperti invece per la sezione pallaovale. «Noi privilegiamo il movimento dei giovani: abbiamo abbandonato volley e basket dopo aver capito che di sociale nelle squadre professionistiche è rimasto ben poco. Si continuano ad investire un sacco di soldi su giocatori internazionali e il sociale viene abbandonato. Inoltre l’interesse del pubblico è molto limitato, quindi noi tendiamo a sviluppare sempre di più la Ghirada, il centro sportivo che coinvolge soprattutto i ragazzi, che nel rugby fanno la parte del leone».
Gilberto Benetton ha anche confermato il suo personale innamoramento verso il rugby, del quale il rappresentante «storico» era sempre stato suo fratello Luciano. «Il trofeo Topolino ha sempre rappresentato la nostra storia, la nostra volontà di coinvolgere i ragazzi. Girare qui e vedere giocare i bambini di ogni età e taglia è da brividi. E’ meraviglioso. Capimmo subito l’importanza dell’avvenimento, ricordo l’avvocato Munari e Raccamari, che purtroppo ci ha lasciato, e tutti i volontari, che lavorano a questa manifestazione. Lo dico da genitore, ora da nonno: l’idea di far parte di una squadra è ottima, il rugby in questo senso è magico, uno sport di sacrificio. A livello di rapporti giovanili è sicuramente il massimo»

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