Dall’ufficio stampa della Lazio Rugby
Il 4 maggio prossimo, dopo oltre cinque mesi di lavoro, dopo circa 100 ore di lezioni in aula, in palestra e sul campo, le classi delle sei scuole della Provincia di Roma che hanno aderito al progetto “FareSquadra per Vincere. Il rugby scende in campo contro il bullismo”, daranno vita al torneo finale nel “tempio” del rugby romano, l’impianto Giulio Onesti all’Acquacetosa.
Ogni scuola presenterà le sue squadre formate da dieci ragazze e ragazzi che, in una serie di partite di “touch rugby” (invece di “placcare” si “tocca” l’avversario), si contenderanno la vittoria finale.
“Fare Squadra per Vincere, Il rugby scende in campo contro il bullismo” è un progetto, giunto quest’anno alla terza edizione che, ideato e gestito da Erreottanta Comunicazione e da ERFAP Lazio, ha beneficiato del contributo della Provincia di Roma, del patrocinio della Federazione Italiana Rugby e del supporto tecnico della S.S. Lazio Rugby 1927 e del suo sponsor Powerbalance Il progetto, attraverso un percorso progressivo con le classi interessate, realizzato in tre incontri da psicologi, uomini di sport e tecnici della SS Lazio Rugby 1927, ha la finalità di portare i valori morali di uno sport di squadra per eccellenza, come il rugby, nell’ambiente scolastico, come antidoto al fenomeno del bullismo.
Sei, dunque le scuole interessate, per un totale di una quindicina di squadre, formate da ragazze e ragazzi della prima classe superiore. Questi gli istituti scolastici che hanno partecipato al progetto:
I.S.I.S Calamatta di Civitavecchia
L.S Galilei di Civitavecchia
I.T.I.S. Pacinotti di Roma
L.C.S. Joyce di Ariccia
I.T.I.S. Fermi di Roma
I.I.S. Eliano di Palombara Sabina
Il torneo avrà inizio alle ore 9.00 sul campo 1 del Giulio Onesti e terminerà intorno alle ore 14.00. Dopo le premiazioni, alle quali parteciperanno esponenti della Provincia di Roma, del Mondo della Scuola e di quello del Rugby, ci sarà il classico “Terzo Tempo”, aperto a tutti i ragazzi e a tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa.
