Sabato pomeriggio nell’usuale mail che l’ufficio stampa FIR manda ai giornalisti dopo le partite dell’Eccellenza non c’era il tabellino della Rugby Roma. Perché per la prima volta in 23 anni Massimiliano Mosetti ha scioperato. Un episodio che la dice lunga sul momento di sbandamento societario del club capitolino.
Christian Marchetti di Solorugby ha scritto un articolo-sfogo, di cui vi presento uno stralcio
(…) le società sportive italiane scelgano di avvalersi di due tipologie di uffici stampa. I virtuosi scelgono il professionista della comunicazione, quello che toglie le castagne dal fuoco quando serve e coccola come si deve i giornalisti; gli altri invece scelgono il tizio che ti lavora gratis e senza fiatare. Questo tipo di comunicatore se ne infischia di essere pagato, ha realizzato anzi un sogno di bambino (entrare gratis allo stadio) e se ne frega di annientare il mercato. Economia elementare: difficile infatti vincere un appalto se l’offerta migliore è “gratis”.
E l’Ordine dei Giornalisti cosa fa? Nulla, è semplicemente pagato ogni anno per tenere il tuo nome in un archivio. Tutela zero. Una volta quantomeno aveva un tariffario dei compensi minimi per le singole prestazioni. Oggi neanche più quello: possono pagarti l’articolo un centesimo e tu rispondere “Grazie”.
Dunque non fa notizia se qualcuno pretende di essere pagato, non fa notizia l’ufficio stampa “free” e non fa notizia nemmeno l’attuale situazione della Rugby Roma. Quando invece ad inizio stagione i quotidiani veneti erano un martellamento continuo di lodi Bordon e Tassinari, multe ad Abbondanza e squalifiche, invocando finanche l’ideale castrazione chimica di quanti si permettessero di giocare a rugby sotto il Po.
Sì, insomma, non fa notizia. “Uomo morde cane” meglio di “Cane morde uomo”. Se qualche collega dopo anni è finalmente riuscito a capire chi sia l’uno e chi invece l’altro è pregato di comunicarcelo.
