Il lento declino della Rugby Roma

Marco Ermocida è l’anima del bel sito web Rugby Union Times. Ieri era al Tre Fontane per Roma-Cavalieri (25-34) e ha scritto un articolo davvero bello sulla situazione della Rugby Roma. Ve ne propongo uno stralcio

Ma al Tre Fontane ciò che brucia di più non è il punticino perso, né la 4° sconfitta consecutiva nel girone di ritorno, né l’addio all’utopia  dei playoff: quello che rattrista e scoraggia, arrabbia e incazza Roma ovale tutta  – e che fa da triste contraltare a giocatori in campo nonostante pubalgie, ginocchi gonfi, contratture e spalle traballanti – è l’assurdo declino societario nella Rugby Roma: una linea di rottura, una evidente negligenza (3 settimane di attesa per operare un ginocchio, ad esempio), un’assenza di dialogo (tipo telefoni spenti, che non prendono o che non rispondono), un silenzio arrogante, una mancanza di efficienza nella dirigenza bianconera che persiste, continua e si aggiunge a stipendi non pagati da alcune mensilità.
E oggi l’ufficio stampa ha detto basta, scioperando: niente formazioni, niente aggiornamenti live, niente tabellini, niente conferenza stampa, niente speaker (un dirigente bianconero, lo stesso che ignorava (……….) del chissaperchè dello sciopero, ha resistito dieci minuti e poco meno col microfono in mano).
E se una protesta così evidente la fa chi, Massimiliano Mosetti, più che per un mero rimborso spese, ha sempre fatto il proprio dovere per passione, amore nello sport e attaccamento alla maglia e alla gloria del nome, sopportando tutto per parecchi mesi, vuol dire che non se ne può davvero più.
Che tristezza, cari dirigenti. Il modo peggiore per onorare 80 anni di storia.

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