Caso Flaminio, il contrordine dei Nervi

Il “caso Flaminio” entra nel vivo e diventa una telenovela. Poche ore fa la notizia di una e-mail riservata mandata dalla famiglia Nervi a sindaco di Roma e Alemanno. Una missiva rimasta riservata, anche se poco fa, a parlare non è stato Marco Nervi, presidente dell’omonima Fondazione. A farlo sapere è Christian Marchetti di Solorugby, che ne parla così:

(…) Non è vero, sottolinea Marco Nervi, nipote del celebre progettista del Flaminio Pier Luigi, “ad esempio che abbiamo dato un ‘Sì’ condizionato però al coinvolgimento di mio fratello (Pier Luigi Jr., ndr) nei lavori”.
D’accordo, ma l’impianto capitolino rimarrà casa degli azzurri per il Sei Nazioni o è preferibile che Parisse e soci decidano per un clamoroso trasloco? “Parliamo pur sempre di un’opera d’arte a cui la mia famiglia è molto legata. Finora non abbiamo partecipato ad un dialogo concreto con le istituzioni, bensì ci è stato chiesto un parere soltanto alla fine. Noi, lo ripeto, abbiamo portato avanti una proposta costruttiva. Vedremo quale sarà la risposta”.

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