Petrarca, la voce del Presidente

Alberto Zuccato per Il Gazzettino di Padova

«La sconfitta di domenica nel derby con il Rovigo, è stata netta, ma molto meno traumatica di quella dell’andata». Ad affermarlo è il presidente del Petrarca, Enrico Toffano: «Quando
abbiamo ospitato Prato, dopo quel 31-3 patito a Rovigo, mentalmente non eravamo in grado di reagire: con i toscani è stata una sconfitta figlia di quanto successo 7 giorni prima nel derby. Stavolta è diverso».
Perché? Non è che domenica abbiate fatto una gran figura.
«Per un tempo abbiamo tenuto, mentre quel giorno del 31-3 è stato un vero disastro. E ora mi aspetto una bella reazione. Il che non significa necessariamente una vittoria, ma una
partita giocata con rabbia e determinazione».
Torniamo al derby. Sulla panchina dei Bersaglieri c’era quel Polla Roux che per 5 stagioni è stato assistente allenatore del Petrarca. Rimpianti per averlo lasciato andare?
«Non ho mai rimpianti per principio. Mi limito a complimentarmi con lui e con la sua squadra. Polla sta facendo un ottimi lavoro. In due partite ci hanno segnato sette mete e noi una sola, ma tecnica, che non ha lo stesso sapore. Hanno affrontato i derby con un spirito migliore del nostro, con maggior convinzione».
Al termine della partita Presutti ha dichiarato che ormai il primo posto non è più alla vostra portata.
«Ha ragione, ma cambia poco. Il nostro obiettivo rimane lo stesso: arrivare in semifinale, vincerla e poi vedere cosa siamo capaci di combinare. Presutti ha tutta la rosa a disposizione, non ci sono infortunati. Questo gli permetterà di mandare in campo chi è
più in forma, senza scelte obbligate».
Il crocevia per il secondo posto passa per Prato.
«Non è detto. Mancano ancora 4 turni al termine della regular season. Può capitare di tutto. Certo, per mantenere la posizione, o cercare di migliorarla, non possiamo più commettere passi falsi».
Domenica al Plebiscito è stata una festa di pubblico (4.500 spettatori). Da un pezzo non si vedeva così tante gente.
«La partita era sentita, perché avevamo l’occasione del sorpasso. Ci siamo dati molto da fare, organizzando eventi collaterali, investendo in pubblicità. E sono arrivati in tantissimi da Rovigo. Spalti pieni, colorati, tifo civile. Bello, però».
Però?
«La storia è vecchia: è difficilissimo portare i padovani allo stadio. In tutti gli sport. Magari si vincono due gare e si crea un po’ di entusiasmo, ma poi basta perdere una volta e la gente non viene più. Non c’è la cultura del tifo, del sostenere la propria squadra. Non scopro niente di nuovo, ma è un problema».

3 pensieri riguardo “Petrarca, la voce del Presidente”

  1. Carissimo Presidente
    io penso che no, non è così, con risultati non migliori di questi anni fa le duemila persone (padovane) allo stadio non erano un problema, è vero che i padovani sono difficili perchè non fanno il tifo ma alla partita ci andavano.
    Una volta alo stadio di rugby i padovani c’erano, dopo il calcio, in termini di partecipazione sugli spalti, nemmeno la prima squadra di pallavolo faceva tanto. Oggi non è così e la cosa assurda è che oggi noi caliamo vistosamente mentre il nostro sport ha un vero exploit.
    Da molti anni la situazione della prima squadra petrarchina è decisamente “scarsa”, i numeri una volta c’erano, oggi non si riempie nemmeno il Geremia.
    Oggi la situazione di classifica è la migliore degli ultimi anni ma il pubblico non c’è.
    Certo c’è anche la Celtic League e molti padovani sono li, io ci vado e li vedo ma ci pensi bene, è una giustificazione banale non le pare? Un appassionato Nero va con regolarità a sentire gridare “leoni” rinunciando alla sua passione “Nera”? Perchè? Motivi tecnici? Nons cherziamo dai.
    Cosa è successo al Petrarca e perchè il suo pubblico l’ha abbandonato ?
    Come è morta la passione per il Petrarca ?(ma non per il rugby pechè i numeri dei giocatori e del conivolgimento generale lo dimostra).
    Le risposte ci sono, sono sotto gli occhi di tutti, dure da ammettere alcune, ma il coraggio non manca agli uomini di rugby.
    Caro Presidente, ci dia la sensazione che è capace di fare anche autocritica, per se o per altri ma la faccia, ci faccia capire che conosce almeno la metà dei troppi errori che sono stati fatti, è questo il modo per far ritrovare passione alla gente, non negare l’evidenza o scrollare le spalle.
    Caro Presidente, ricostruire una passione è forse più difficile che fare una squadra, per fare passione ci vuole un progetto importante o anche solo realistico, vero, sincero e ben presentato.
    Caro Presidente, sarebbe bellissimo se la sonora batosta di domenica servisse a qualcosa, servisse davvero, servisse a gestire una svolta, tutti ne sarebbero felici, ecco un inizio, ecco come la passione potrebbe tornare. Questa sconfitta è , vista così, una grande occasione.
    Serve sangue caldo al Petrarca, non è più tempo di equilibrismi e/o di freddo e distaccato aplomb.
    Veda lei Presidente e, comunque deciderà, Forza Petrarca.

    Un cordiale saluto

    Stefano Il Nero

    1. Ciao Stefano. Complimenti per il tuo lungo e sentito intervento. Lo giro – se mi dai il benestare – all’ufficio stampa del Petrarca. Vedi mai che il presidente risponda.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.