Cose che potrebbero succedere a Parma. Ma anche no

Paolo Mulazzi per SportParma

E’ passato più di un lustro; ora si torna a vociferare di fusione nel rugby parmigiano. Una fusione della fusione: c’è da aver paura? Mah…: non è Fukushima, anche se a qualcuno potrebbe nuocere o causare qualche fastidio. Ragionare ora, fine marzo, già in vista della prossima stagione sarebbe percorribile? Beh, a costruire la squadra non ci vorrebbe molto; vi sarebbe da mettere d’accordo i dirigenti, nel senso di chi e come cooptarli nella nuova ulteriore scrematura. Forse è più verosimile l’eventualità per la stagione 2012/13, ma le vie del Signore sono infinite, e per Signore è facile intuire a chi ci si riferisce … Per entrare nel merito occorre fare un passo indietro, non di tanto, diciamo un paio di anni esatti. Era il 27 marzo del 2009 quando alla Clubhouse di Moletolo veniva presentato il progetto Aironi da parte di Silvano Melegari, Andrea Bandini e Mario Padovani ovvero Viadana, Gran e Colorno. Progetto che prevedeva un Aironi di Celtic, un Aironi di Super10 ed un U20. Questo non solo per semplicità e gerarchia piramidale bensì per un contenimento dei costi ed un maggiore, teoricamente, utilizzo delle risorse economiche. Idea “bocciata” allora in quanto nel campionato domestico dovevano e devono figurare le singole entità. Sparita, tra virgolette, Viadana, le quattro entità principali sono diventate due, questo sì per motivi economici, su tutti il fatto che la Rugby Parma rischiava il fallimento e in casa Gran/Amatori accanto all’osso c’era rimasta pochissima carne. La regia occulta dei piani alti ha portato alla convivenza tra Noceto e Rugby Parma, società quest’ultima che è ancora alle prese con diverse beghe, leggasi creditori vari. Sull’altra sponda, l’Amatori non vive un momento felicissimo. Noceto? (…)

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