Rugby Roma, per qualcuno il bicchiere è mezzo pieno

Raul Leoni per l’edizione romana de Il Corriere dello Sport

Cambio al vertice nella Futura Park: «Dalla prossima stagione Paolo Abbondanza non sarà più il presidente della Rugby Roma». L’annuncio arriva dalla conferenza stampa sulla situazione societaria, per bocca dell’uomo di fiducia del patron bianconero, il d.g. Corrado Capradossi: «Rimarrà proprietario, ma lascerà la dirigenza». La mossa appare strategica, per consentire ad Abbondanza di giocare da battitore libero, senza le pastoie di cariche
ufficiali: il presidente non ha affatto gradito la fredda accoglienza della Federugby nei confronti del suo progetto sul megacentro di Spinaceto. Il nuovo impianto servirà solo per gli allenamenti, ma le partite di campionato dovranno giocarsi al Tre Fontane: che da giugno tornerà sotto la gestione comunale per la scadenza della concessione. E perdura lo stallo, perché Alessandro Cochi sembra attendere le proposte della Rugby Roma, mentre la
società rimpalla le responsabilità al Comune: una situazione da sbloccare al più presto, visto che il Tre Fontane dovrebbe essere intitolato ufficialmente alla memoria di Renato Speziali
e il presidente dell’ultimo scudetto non merita di trovarsi al centro di una simile diatriba. Capradossi ha anche cercato di parare le polemiche sulla mancata assistenza agli infortunati Myring e Rodriguez.
«Non possiamo – ha detto – permetterci una persona disponibile full-time». Giustificandosi anche con il ritiro dello studio medico Colombo come sponsor della squadra che ha complicato la situazione. Il tutto mentre potrebbero riaprirsi le porte per una futura franchigia romana in Celtic League: senza gli introiti della “Città del Rugby” di Spinaceto
all’appello manca una “spalla” da tre milioni all’anno. Difficile, ma non impossibile.

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