Rugby Roma, cose (brutte) che succedono

Il bravo collega Roberto Parretta firma questo articolo sull’edizione romana de La Gazzetta dello Sport di oggi

Ci sono i giocatori che si infortunano in partita e che nessuno si preoccupa di accompagnare in ospedale. Ci sono giocatori infortunati che si curano da soli. E che pagano le visite di tasca loro. C’è una squadra che per le ultime 6 partite della stagione (in queste condizioni pensare di andare ai playoff fa paura) avrà a disposizione una sola muta di gioco. E’ la situazione che vivono oggi alla Rugby Roma. Perché, ormai è lampante, il presidente Abbondanza si sta sganciando dal rugby. E i dirigenti che lui stesso ha nominato aspettano.
Sintomatico quello che è accaduto domenica: Rodriguez durante la partita con la Lazio si infortuna al ginocchio e a fine partita ad accompagnarlo in ospedale per la risonanza non è un dirigente, ma il vice capitano Saccardo. E non ci si può certo aspettare che a farlo sia il team manager, prima e dopo le partite alle prese con mille grane burocratiche. I giocatori devono fare tutto da soli. C’è Myring che per la frattura al malleolo è andato da solo al pronto soccorso e per avere un tutore ha aspettato 10 giorni. De Gregori ha speso dei soldi per curarsi, ha conservato gli scontrini dei farmaci e aspetta ancora notizie sul rimborso. C’è chi pur di giocare si sottopone a infiltrazioni di antidolorifico e ovviamente paga da solo.
Almeno la squadra è tornata a ricevere con regolarità gli stipendi e in campo, peraltro, inciampo di L’Aquila a parte, continua a rispondere con cuore e tecnica e ad inseguire le semifinali scudetto. (…)

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