Eric Janssen, del Telegraph Sport, ha scritto un breve articolo molto divertente. Qui di seguito trovate la traduzione pubblicata dal sito dell’Under14 dell’Asti Rugby (curato da Monica Besussi). E ne approfitto per ringraziare Antonio Falda della segnalazione. Ecco il pezzo…
La maggior parte degli allenatori di rugby di oggi sono esperti massmediologi e dalle loro labbra escono tante dichiarazioni pro forma su che cosa è andato bene e cosa no dopo ogni singolo match.
Allo stesso modo, provate a chieder loro che cosa c’è bisogno di fare prima della Coppa del Mondo e non andrà meglio: “Dobbiamo essere più freddi, dobbiamo imparare a fare possesso, dobbiamo imparare a segnare più punti dell’avversario…”.
In privato però, ciò che segue è quello che forse stanno davvero pensando, a soli sei mesi dal calcio d’inizio della RWC.
Martin Johnson: Come impedisco ai miei giocatori di sembrare degli opossum immobili alla luce dei fari dell’automobile non appena vengono veramente messi sotto pressione? A parte l’Australia, l’abbiamo fatto contro Nuova Zelanda, Sud Africa e ora Irlanda. Come impedisco a Chris Ashton di sprecare passaggi cruciali e come insegno a Ben Youngs ad agire quando la mischia sta indietreggiando? Molto, molto lavoro da fare… non siamo nemmeno vicini ad essere bravi quanto alcuni giocatori e alcuni tifosi pensavano che fossimo.
Declan Kidney: Come faccio a manipolare l’elenco delle partite dei gironi e delle finali in modo da giocare sempre e solo con l’Inghilterra? E’ l’unica squadra con cui i miei ragazzi riescono a farcela.
Marc Lievremont: Devo chiamare più spesso i miei giocatori ‘codardi’, sembra che funzioni perfettamente. Allenarsi è un optional.
Warren Gatland: io mi sono divertito, ma in questo modo di certo usciremo presto dalla Coppa del mondo e ad ottobre mi ritroverò a spedire in giro il mio curriculum. Devo anche ricordarmi di tenere giocatori e staff tutto il tempo lontani dai bar.
Andy Robinson: Continuerò a parlare in modo positivo e forse questo indurrà la gente a credere che siamo ancora in ascesa. A proposito di questo, siamo imbattuti dall’ultima sconfitta. E abbiamo battuto l’Italia, che ha quasi battuto l’Irlanda, che ha battuto l’Inghilterra… per cui questo fa quasi di noi i campioni del Sei Nazioni. Sicuramente segno di gloria nella Rugby World Cup.
Nick Mallett: Facciamoci due conti… siamo grandi al Flaminio ma miseri in qualsiasi altro posto. Chiediamo all’International Rugby Board di spostare i Mondiali a Roma. Come persona esperta e navigata, Silvio Berlusconi è l’uomo perfetto alla guida del progetto.
