Francesco Volpe per Il Corriere dello Sport
La sconfitta a L’Aquila ha un po’ raffreddato le speranze. Ma è pur sempre arrivata dopo una serie di sette vittorie consecutive, tra campionato e Trofeo Eccellenza. La Rugby Roma è ancora in corsa per i play-off e comunque ha mille attenuanti per una stagione un po’
al di sotto delle attese: da una squadra rivoluzionata, che ha perso alcuni pezzi da 90 (Bernabò, Buso, Freschi), alla guida tecnica nuova, all’assenza di un vero calciatore.
ASSENZE – Quello che preoccupa gli appassionati e gli ex del club bianconero – e sono tanti, anche se si è fatto molto per farli disamorare – non sono gli scivoloni del team, bensì la
pressoché totale assenza di una dirigenza degna di questo nome. Il presidente Paolo Abbondanza sta onorando con encomiabile puntualità i suoi impegni – un mese di ritardo sulle mensilità ai giocatori è un lusso per il rugby italiano… – ma in otto stagioni non ha saputo costruire una società. Non esiste un consiglio direttivo, non c’è un direttore sportivo, i ruoli di direttore generale (Corrado Capradossi) e segretario (Massimo Coletti) sono ricoperti da uomini di fiducia che poco o nulla sanno del rugby e che spesso brillano per la loro assenza. Gli unici punti di riferimento per giocatori e staff tecnico sono il team manager Stefano Palmieri e il responsabile comunicazione Massimiliano Mosetti.
I quali ovviamente hanno potere decisionale prossimo allo zero. In più da qualche tempo il presidente Abbondanza è sparito. Non era a Prato nel giorno della conquista del Trofeo Eccellenza, non era in Campidoglio alla presentazione del libro degli 80 anni. Alimentando le
voci di un possibile disimpegno.
MOMENTO CHIAVE – E’ proprio questo, invece, il momento di essere presenti, chiarire i dubbi, impostare il futuro. Le franchigie di Celtic League presto cominceranno a costruire le
“rose” per la prossima stagione. Libereranno alcuni giocatori, ne prenderanno altri (D’Apice?). I club dell’Eccellenza si muoveranno di conseguenza. Sarà indispensabile farsi trovare pronti per non rischiare un esodo biblico. Tante le domande senza risposta. Dove giocherà la Rugby Roma nel 2011-12? Alle Tre Fontane, che il Comune ristrutturerà e dedicherà a Renato Speziali, o al nuovissimo centro di Spinaceto, che Abbondanza ha offerto invano alla FIR? Sarà confermata la fiducia nel coach De Villiers, che ha un triennale?
Chi costruirà la squadra dopo l’allontanamento di chi, pur senza rivestire un ruolo ufficiale, se ne incaricò la scorsa estate? Possibile che in un club con 80 anni di storia non ci sia alcun
posto per gli ex giocatori, in un qualsivoglia ruolo? Domenica alle Tre Fontane c’è il derby con la Lazio. Un club che, senza navigare nell’oro, ha costruito una società, una squadra
e un vivaio modello. Non solo a Roma. E’ proprio impossibile imitarla?

One thought on “Rugby Roma, acque agitate lungo il Tevere”