Franchigie-Fir, nuove scintille

Elvis Lucchese su Il Corriere del Veneto

E’ la settimana del grande rilancio della Nazionale di rugby, capace finalmente di trovare contro la Francia un risultato di prestigio dopo una lunga serie di sconfitte più o meno onorevoli (5 vittorie su 29 gare il bilancio dell’era Mallett). Per la squadra azzurra il
22-21 ai cugini d’oltralpe è una rondine che fa già primavera, ma il successo non basta a cancellare tutti i problemi del movimento né le tensioni fra i poteri forti del nostro rugby, cioè la Federazione italiana rugby (Fir) e i due club italiani di Magners League (l’ex Celtic), Benetton e Aironi.
Lo scontro cova come la cenere sotto la brace da un pezzo. La franchigia con sede a Viadana
ha cacciato senza troppe cortesie il tecnico imposto dalla Fir, Gianluca Guidi e per contro
il presidente della Federazione Giancarlo Dondi starebbe vagliando lo spostamento di una
realtà di Celtic a Roma (che tra l’altro è un importante bacino di voti per le imminenti elezioni interne).
Il Benetton, che sta disputando una brillante stagione in Magners League, fornisce un robusto contingente di giocatori alla causa dell’Italia ed è costretto a impiegare atleti fuori ruolo nelle gare in coincidenza del Sei Nazioni, ricavandone però solo critiche e bacchettate da parte della Federazione.
«Benetton e Aironi devono ragionare meno da club e più da franchigie, dobbiamo trovare
una comunione tecnica – ha dichiarato Dondi proprio alla vigilia del successo sulla Francia
– è impensabile che Treviso, Viadana e la Nazionale facciano tre tipi di gioco di diverso: se la
Nazionale perde, perdiamo tutti». Sullo sfondo c’è una battaglia di potere che riguarda soprattutto, ma non solo, la gestione dei migliori giocatori italiani. I termini del capitolato firmato dalle franchigie per la partecipazione alla Magners League sono rigorosamente top secret per volontà della Fir, la quale partecipa economicamente alle spese dei club per contratti di atleti e staff. Da parte loro Treviso e Aironi, poco inclini alle ingerenze della Federazione, chiedono da tempo un articolato progetto tecnico per il futuro e cercano per ora di evitare ogni polemica. «Siamo soddisfatti e sereni, crediamo di avere fatto il massimo
in questa stagione non solo per i risultati del Benetton in Magners League, ma anche per
offrire alla Nazionale atleti preparati nel modo migliore sia dal punto di vista fisico che tecnico – sottolinea il presidente biancoverde Amerino Zatta – in questo senso riteniamo di avere rispettato gli impegni presi con la Federazione. Quanto alla “collaborazione” richiesta, attendiamo di conoscere le richieste della Fir in dettaglio. Sulla disponibilità e sulle prestazioni dei giocatori di Treviso in maglia azzurra ognuno è libero di giudicare».
Il riferimento è al telaio della Nazionale marcato Benetton: otto i biancoverdi sul prato del
Flaminio sabato nel trionfo sulla Francia. E biancoverde l’uomo del momento nel Sei Nazioni
azzurro, Fabio Semenzato, il mediano di mischia che lo staff tecnico dell’Italia ha colpevolmente ignorato nelle ultime stagioni. Non depone a favore della lungimiranza della Fir il fatto che «Mozzarella» (il soprannome di Semenzato) non sia stato inserito nelle liste della cinquantina di giocatori di interesse per la Nazionale compilate a maggio, come capitato anche per Barbieri, Burton e Rouyet, tutti fedeli servitori della maglia azzurra in questa stagione. Ora potrebbe vincere il titolo di «Giocatore del Sei Nazioni».

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