Da La Tribuna di Treviso
E chissà che lo storico successo con la Francia non porti il sereno anche nei rapporti tra Fir e franchigie, ai vertici del movimento italiano. Emisfero azzurro – Nazionale – ed emisfero Celtic (Benetton e Aironi) stanno ancora cercando l’assetto, senza una linea dell’Equatore. La prima stagione di Magners sta finendo, e ancora non mancano scambi di cortesie, punzecchiature, siluri, messaggi trasversali. I rumors dicono che Dondi, per il 2014, voglia chiedere persino due franchigie in più: una per Roma e una per Milano… Che il presidente federale, alla vigilia di Italia-Francia, abbia sentito il bisogno di esprimere l’ennesimo ultimatum («o si cambia marcia o interverremo»), e che la Fir abbia appena inviato una lettera ufficiale di «richiamo» a Benetton e Aironi per invocare una maggiore collaborazione e una «stretta» sulle sinergie la dice lunga sullo stato di cose. Sabato il vicepresidente federale Nino Sacca e il responsabile alto livello, Carlo Checchinato, hanno incontrato lo staff degli Aironi. Si è parlato delle tossine del caso Guidi (il tecnico federale girato agli Aironi ma durato poco), di quota stranieri (chiesto alla Fir di mantenere il tetto di 5), di relazioni fra staff azzurro e i due quartieri generali. E Treviso? Non sembra capire i motivi della tensione. «Tutti hanno visto come i giocatori di Treviso siano preparati e all’altezza — puntualizza il presidente Amerino Zatta — per carità, tutto è migliorabile, e da ambo i lati. Ma penso che fin qui il Benetton abbia avuto un comportamento più che positivo, sia nella preparazione dei giocatori azzurri, sia nella loro disponibilità: non capisco cosa ci possa venire imputato». E in Ghirada fanno notare che l’Italia sabato aveva 5 giocatori del Benetton nel XV (Benvenuti, Garda, Zanni, Barbieri, Semenzato), altri 3 entrati poi match (Burton, Derbyshire, Ghiraldini). Il secondo blocco dopo quello «francese», (a.p.)
