Verso Italia-Francia: i galletti al microscopio

Stralcio di un articolo pubblicato su Right Rugby

La prima impressione è quella del rispetto per gli Azzurri: sono il meglio secondo Lievremont, lo segnala il rientro di Medard anche se c’è il turno di riposo concesso a Harinordoquy, forse privilegiando la massa di Chabal, compensata dalla versatilità di Bonnaire per contrastare la fisicità italiana e infilarla. Yachvili stesso, nonostante il caro errore del grubber intercettato da Palmer, è probabilmente considerato “quel che basta” pour les italiens: gran precisione nel punire le indiscipline e pochi frilli, le invenzioni si fan più indietro, mentre davanti si sfonda e si interrompono possessi avversi.
La seconda impressione è la voglia Bleus di controllare, se non dominare, la sfida nei set pieces: prima linea tutta d’esperienza con Marconnet contrapposto a Castro e Mas a Perugini più Servat in mezzo, della serie niente scherzi. Correttamente, Lievremont crede che destabilizzarci o anche solo depotenziarci lì avrebbe conseguenze su tutto il resto della nostra strategia. Per non parlare del nostro punto regolare debole sinora, la rimessa laterale: l’eventuale ingresso di Harinordoquy nel secondo tempo al posto di Chabal servirà ad alzare ulteriormente l’assicella per noi, portando a quattro i saltatori.
Non sarà semplice, come non lo è mai stato per gli Azzurri contro i Bleus, aldilà di frasi di circostanza che lasciano il tempo che trovano (preferiamo di gran lunga i fatti, come lo è il loro schierarci contro la miglior formazione disponibile): i Galletti non sono facilmente categorizzabili come i Celtici e parzialmente anche gli Inglesi, possono partire sempre, da tutte le parti e con tutti i reparti, utilizzando game plan adattati all’avversario e all’occorrrenza mutati in corso d’opera.
A patto naturalamente non ci sia un Clancy in giro; sotto questo profilo, affidare la direzione della gara al neozelandese Bryce Lawrence, onesto operatore del fischietto senza spocchia ma anche privo di gran competenze sulla mischia ordinata, è una scelta perlomeno bizzarra per quella che potrebbe essere l’Accademia Suprema dello scrummaging, aprendo a ogni possibile esito: sarà repressore cieco e sbrigativo o succube alla “first impression“?

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