Sulla maretta in corso a Viadana tra i vari “soci” che vanno a comporre gli Aironi propongo lo stralcio di una bella analisi proposta da Right Rugby
Il germe del campanilismo è sempre vivo nel rugby di casa nostra, talmente tanto che dopo aver spedito Benetton Treviso e Aironi in Magners League, il resto langue, con una Eccellenza semiprofessionistica e una qualità del gioco che lascia perplessi. Per dirla in soldoni, non se la fila nessuno se non gli aficionados nella piazze interessate. Ma questo è il Paese dove, in prima votazione, si era deciso di organizzare una franchigia romana per la Celtic, tagliando fuori il Veneto. Poi gli accordi sono stati fatti e le due formazioni italiane si sono trovate catapultate in una nuova dimensione, con pochi indizi e nessuna mappa: ma se da una parte Treviso disponeva già di un gruppo consolidato, sia tecnico che manageriale, a Viadana si sono ritrovati nel maggio scorso a cercare di mettere assieme un prodotto competitivo. Al di là dei risultati ottenibili alla prima partecipazione nel campionato celtico.
“La sfida più grande è quella del primo anno“, ha più volte ricordato Melegari, anche con i sottoscritti. E si riferiva anche all’aspetto economico perché senza quattrini, le intenzioni possono essere valevoli, ma di strada se ne fa poca.
A pensar male si fa del peccato, ma a volte ci si azzecca. Nella voglia matta di metterci la faccia, qualcuno in Federazione ha spinto perché gli Aironi avessero una forte componente parmense: la maggioranza, a fare le proporzioni. Poi salta fuori che “il rugby a Parma ha grossi problemi: con 4 squadre ci sono sovrapposizioni di sponsor, la situazione è difficile“. Nel corso della stagione si sono verificate anche scelte quanto mai discutibili, come quella di affidare i trequarti mantovani a Gianluca Guidi: una relazione cominciata a dicembre e naufragata a febbraio perché il Guidi un impiego lo avrebbe già, quello di allenatore dell’Italia A. Potrebbe dire: ma anche Shaun Edwards con il Galles. Sì, ma nel frattempo i London Wasps li hanno affidati ad un manager ad interim.
Tirando le somme, la faccia però la mettono gli Aironi e per quanto sia una franchigia, è chiaro e lampante che lo sforzo più grande – e oneroso – lo faccia la componente di casa, quella di Viadana. Con il senno di poi, è andata anche bene che fino ad ora la squadra di Rowland Phillips abbia perso le partite disputate durante il 6 Nazioni, altrimenti il Federale se la sarebbe presa anche con loro (sì, quello che sabato pomeriggio avrebbe avuto il coraggio di affermare che tutto sommato Fabio Semenzato poteva fare qualcosina di più). Ti immagini, a quel punto, che beffa?
