Living in Aotearoa: soldi, lavoro e un po’ di rugby

Terzo appuntamento con Marco Martinelli, questa volta alle prese con problemi molto pratici legati alla vita di tutti i giorni…

Ciao a tutti!
Devo dirvi che questi sono stati dei giorni oserei dire positivi. Credo che l’avvenimento più bello sia stato l’acquisto dei biglietti di alcune partite dei Mondiali: Samoa- Sud Africa, Samoa-Fiji, Inghilterra- Scozia. Sono davvero molto contento, anche perchè con noi a vederle ci sarà il capitano della mia squadra italiana che ci raggiungerà a metà settembre. Come seconda cosa, vi ricordate della storia del lavoro? Beh non è andata a buon fine, ma ieri sera siamo andati a provare in un ristorante italiano, credo sia andata bene e mercoledì ci darà o no la conferma per lavorare.
Se è si, dovremmo avere  2 giorni liberi a settimana, così possiamo anche allenarci senza problemi. Ci organizzeremo per quando ci saranno le partite. Inoltre oggi abbiamo deciso con il titolare del nostro ostello che per 5 giorni a settimana, la mattina dalle 8. 30 alle 11.00, dovremmo effettuare un po’ di pulizie nelle camere e nei bagni in cambio di “free accomodation” ( ostello pagato!!!). Così se ci assumono e con praticamente solo le spese del mangiare da sostenere, potremmo mettere da parte anche qualche soldo per quando si torna, o spenderli per qualche viaggetto qui, dato che è un Paese bellissimo la Nuova Zelanda con un miliardo di posti e attività da vedere e svolgere.

Marco

Fotogallery: Treviso-Munster, tocca a Marco Sartori

Qui tutte le immagini del bravissimo Marco (questa qui sotto poi secondo me è bellissima: bravo Marco!)

Fotogallery: storia di una trasferta londinese

Gli scatti di Giorgio Mazzitelli, al seguito della nazionale azzurra impegnata nel Sei Nazioni nella capitale della Terra d’Albione.
Qui tutta la gallery, per ora accontentatevi di questo cielo sopra Twickenham

Fotogallery: gli Scudieri in soccorso dei Leoni

Qui tutti gli altri scatti di Daniela Pasquetti, degli Scudieri Prato, il gruppo di tifosi organizzati dei Cavalieri

Inghilterra, fotografia di una rivoluzione

Guido Alessandri su Tuttosport

L’Inghilterra del rugby sta completando la seconda rivoluzione in quindici anni. Alla fine degli Anni 90 ha ridisegnato organizzazione federale, struttura tecnica e formazione per andare a vincere – quattro anni dopo – il Mondiale d’Australia.
Stavolta Martin Johnson, lo skipper di allora, ha messo mano all’operazione ormai tre anni fa e ora ha costruito una corazzata. Sicuramente la fragile Italia vista sabato a Twickenham lo ha aiutato, ma uomini nuovi in mischia (il pilone Corbisiero, ad esempio), una mediana da paura puntata su Youngs e Flood e soprattutto il killer Ashton all’ala sono la virata europea verso il rugby dell’emisfero Sud, quello ispirato al più dinamico e rapido gioco a XIII. L’Inghilterra vista sabato è la migliore dell’ultimo decennio e raccoglie i frutti di un movimento che – stando a sondaggi e statistiche pubblicate nei giorni scorsi nel Regno
Unito – con un tesseramento balzato a oltre due milioni e mezzo di tesserati ha nuovamente
preso la supremazia intema nei confronti nientemeno che del calcio. E così passano anche i tuffi in meta di Ashton, laddove il rigore e la tradizione avrebbero fatto inorridire i puristi del secolo scorso. Anzi, quei tuffi piacciono e fanno godere come minimo tutti gli 80.810
di Twickenham. E’ anche un’Inghilterra capace di vincere a Cardiff, come non accadeva
dal 2003. Guardacaso, otto mesi dopo gli uomini in maglia bianca festeggiavano il loro primo titolo iridato.
Fra due settimane c’è il primo esime vero: la Francia arriva qui dentro ed è la Francia che nell’ultimo Sei Nazioni ha dominato realizzando il Grande Slam. Sarà questo il vero duello di quest’inverno, un confronto che anticiperà almeno in parte il futuro immediato ma che
probabilmente accenderà la luce sui destini del rugby internazionale.