Semenzato, come è sbocciato un fiore

Ivan Malfatto per Il Gazzettino

“From zero to hero”, da niente a eroe. E’ la schizofrenia di cui è preda la Nazionale italiana, esemplificata dalla parabola di Fabio Semenzato. Mediano di mischia 24 enne del Benetton. Sette anni nel vivaio di Paese prima di  approdare a Treviso. Diplomato al liceo scientifico, “ma poi ho appeso la penna al chiodo  per il rugby” confida. Fino a  tre settimane l’Italia l’ha ignorato. Semenzato era solo un soprannome, Mozzarella, affibiatogli da piccolo per la carnagione  chiara. Un numero 9 buono  per vincere due scudetti. Fornire prove convincenti in Heineken e Celtic (“Ha impressionato in Magners”, scrive perfino il bollettino del Sei Nazioni). Farsi la trafila  azzurra minore. Ma indegno di una maglia con la maggiore, o di finire nelle lista giocatori di  interesse nazionale stilata dal settore Alto livello Fir. Da  sabato Semenzato è l’eroe della patria. Uomo del match nella sconfitta dell’Italia 24-16 con il Galles nel 3° turno del torneo (6 voti a 4 rispetto a Sergio Parisse). Consacrato nell’olimpo che in 58 partite di Sei Nazioni ha visto inseriti solo Dominguez, Troncon, Castrogiovanni, Parisse e pochi altri. Osannato da tutti, compreso il ct Nick Mallet: “La chiave di ogni attacco azzurro è stata la sua velocità nel fare uscire palla -dice in inglese – Al 70′ l’ho sostituito solo perchè ha corso più di tutti e confidavo nell’impatto di Canavosio fresco”. E’ lo stesso Mallett che l’aveva ignorato. Preferendogli dopo la giubilazione di Tito Tebaldi (schizofrenia opposta, “From hero to zero”) Edoardo Gori. Compagno di franchigia dal luminoso avvenire ma dallo sfortunato  presente. Zero minuti giocati causa il lungo infortunio alla spalla dal quale doveva ricostruirsi muscolarmente. Quarta scelta al Benetton dopo Botes, Semenzato e Picone non per scarsa fiducia nel suo talento (“Altrimenti perchè  saremmo anda ti a prendercelo a Prato?” è da mesi la litania del dg Vittorio Munari, in rigoroso dialetto), ma  per la necessità di procedere a tappe graduali al suo  recupero. Mozzarella è diventato Semenzato  per il ct solo dopo il secondo grave infortunio alla spalla di Gori (con l’Irlanda) e l’incapacità fisica di reggere 80′ di Pablo Canavosio (fuori XV con  l’Inghilterra solo 24 ore prima). Si è così scoperto che, toh, Semenzato sa giocare dietro una mischia. Tira fuori palloni rapidi. Passa con timing e altezza giusti. Attacca la linea e pilota la regia. Difende addirittura contro Michael Phillips, mediano dei Lions che gli  rende 13 centimetri, 15 chili e 47 cap (spettacolare il placcaggio dove l’ha buttato indietro dimostrandosi  tutt’altro che… mozzarella). Perché Mallett ha scoperto tutto ciò solo ora? Tre i possibili motivi. Non si è accorto del valore di Semenzato, pur avendolo sott’occhio da anni. L’ha valutato male e si è  ricreduto. Si è fatto condizionare perchè il giocatore non esce dall’Accademia federale e non è di interesse azzurro. Qualunque sia il motivo, non lo esime dalle sue responsabilità. Nella povertà di opzioni azzurre, Semenzato è la dimostrazione della schizofrenia nelle scelte. Un altro esempio dopo il disastro in touche con Inghilterra (8 rubate) e Galles (5, ma tanti lanci non contestati) è la seconda linea. Perchè si ignora un  reparto che fa bene in Celtic come quello composto da Corneil Van Zyl (eleggibile) e Antonio Pavanello a Treviso? Oppure non si richiama Marco Bortolami (Aironi), che le  touche le  sapeva organizzare? A Mallett, se mai vorrà farlo, non  resta più tanto tempo  prima della fine.

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