Alberto Zuccato per Il Gazzettino di Padova
Tre giocatori del Petrarca cambiano temporaneamente casacca per andare a vestire quella della Benetton Treviso, in Celtic League: Alberto Chillon, Michele Sutto e Marco Neethling. «Esiste un accordo con la Federazione – spiega il presidente del Petrarca, Enrico Toffano – che prevede che i club di Eccellenza possano fare operazioni di questo tipo durante i periodi di sosta dell’attività. Tutti i tre questi giocatori, più Travagli che è andato agli Aironi Viadana, saranno nuovamente a disposizione di Presutti per la ripresa del campionato, ovvero per il 13 marzo». Presidente, questi prestiti sono una libera scelta o un’imposizione della Fir? «In teoria una libera scelta; in pratica non si può dire di no per una serie di motivi. È un accordo che va rivisto, comunque. Poniamo il caso che in queste partite sia Chillon sia Travagli, i nostri due mediani di mischia, si facciano male. Non ci sono regole che dicano come possiamo sostituirli e non è neppure previsto chi deve provvedere alle spese. La Fir ha privilegiato troppo l’attività delle nazionali e quella dei due club che fanno la Celtic League. Ci sono molte cose da ridiscutere, ma per il momento le normative sono queste. E io non voglio vedere solo gli aspetti negativi». Scusi, quali sarebbero quelli positivi? «I giocatori si valorizzano, fanno esperienza». Se si valorizzano ve li portano via stabilmente per due soldi, e intanto il campionato d’Eccellenza si impoverisce. «Tutto vero. Ma queste sono le regole. Che, come dicevo,
devono essere riviste. In ogni caso ci tengo a precisare che il Petrarca non sta certo smobilitando. Riavremo i giocatori in tempo, che è quello che alla fine conta». Riavrete, forse, quelli che sono andati a giocare nella Celtic. Ma che dire di quelli che frequentano l’Accademia di Tirrenia e che forniscono l’ossatura della nazionale Under 20? Si tratta di sei ragazzi che potevano farvi un gran comodo. «Praticamente non li vedremo mai, perché quest’anno dopo il Sei Nazioni ci saranno i campionati del mondo». A questo punto ci domandiamo per quale motivo il Petrarca continui a investire nel settore giovanile se appena un giocatore diventa forte la Fir lo porta via, o per le nazionali o per dirottarlo a uno dei due club che giocano nella Celtic League. Clamoroso il caso di Benettin promettente apertura bianconera, che è andato a Viadana (a fare panchina) su volere di Nick Mallett. L’impressione è che i club di Eccellenza contino poco o niente nelle stanze dei bottoni.
