L’Italia per il Galles passata ai raggi X

Right Rugby fa le pulci alla formazione scelta da Mallett per l’impegno di sabato

Poche le sorprese rispetto a quanto s’immaginava, del resto le opzioni a disposizione non sono illimitate, tant’è che tre “rimandati” di Twickenham su quattro (manca solo Del Fava) si ritrovano in panchina, incluso Canavosio che vince il ripensamento verso Tebaldi che aveva atttraversato l’aggrottata fronte di Mallett. Promosso a pieni voti Semenzato, lo affianca in mediana Burton che tutto sommato non aveva sfigurato con l’Irlanda ma era rimasto vittima collaterale degli assurdi proclami offensivisti “spezzeremo le reni all’Inghilterra coi nostri trequarti” in cui lo staff Azzurro s’è fatto colpevolmente coinvolgere. E s’è visto com’è andata a finire. Ma tant’è, il crollo di quindici giorni fa non è certo imputabile a singoli ma alla disfatta di interi reparti in fasi cruciali come la rimessa laterale e a un approccio di gioco che mentre pensava ai multifase d’attacco, lasciava ampia libertà di manovra ai possessi inglesi.
Purtroppo la lezione non pare sia passata: lo si intuisce da certe analisi che vanno per la maggiore, vòlte a giustificare la bontà del piano Sturm und Drang, rovinato non si capisce perchè. Anche Troncon ha imputato la disfatta in primis ai mancati placcaggi, citando un fantasmagorico 20% di errori su 200+ (dice) tentativi di placcaggio. Se fosse vero – quaranta tackle mancati! – sarebbe meglio stare a casa; forse si riferiva a qualcosa di più “vasto” rispetto ai tackles codificati nelle statistiche ufficiali RBS (che non saranno il massimo dell’affidabilità ma insomma…). No, i nostri non hanno sbagliato nella REAZIONE alle iniziative inglesi; piuttosto, è fallita del tutto l’idea di concentrarsi sui NOSTRI possessi, finendo per lasciar loro fare way too much.
Coi furetti gallesi, l’unica chance di evitare una seconda dura punizione sarebbe di non rifare lo stesso errore, e non ci riferiamo ai placcaggi. Si dovrebbe tentare di impedire sul nascere ogni loro iniziativa come si faceva una volta, ripartendo col pack e puntando sulla disciplina ferrea come con l’Irlanda, non lasciandogli il pallino arretrando la linea e pensando al nostro prossimo possesso come a Twickenham.
Fortunatamente per noi, i Dragoni non parrebbero capaci di giocare con la mediana a ridosso della linea come gli inglesi (ciò che più di tutto, assieme alla aggressvità delle loro seconda e terza linea, ci ha messo in crisi a Twickenham), tra le lentezze di Mike Phillips sempre incerto se far tutto da solo e l’approccio da apertura “tradizionale” di Stephen Jones. Tanto che Gatland s’è apertamente lagnato della scarsità di opzioni nazionali offerte dalle compagini di casa – povero lui – che a fronte dei numerosi infortuni tra i centri (Shanklin, Davies etc.), lo costringono a rischierare James Hook fuori dalla cabina di regìa.
Resta comunque ovviamente impari il confronto tra trequarti, nonostante le loro assenze, l’applicazione di Sgarbi, Masi e McLean e il momento di gran forma attraversato da Canale e Bergamasco (nei loro club).
La chiave, fossimo in altre mani che non Orlandi e Troncon, potrebbe stare nel pack: a partire dalle fasi statiche – una prima linea dominante per davvero, semplicità e certezze in rimessa – e tarpando le ali a una terza linea dei Rossi pimpante e potente ma non certo composta da fuoriclasse.
Chissà se potremo mai assistere all’emergere dopo tanti anni di due leader: Parisse che usa la sua classe non per tentar monade ma per prendere per mano il reparto con tanta roba semplice ma impeccabile; Castrogiovanni che trascina un Perugini sinora sottotono – ha più impressionato LoCicero – a tirar fuori quanto vale. Speriamo che Barbieri sia in forma come in novembre, vah.
In panchina torna Festuccia, meno “monodimensionale” di Ongaro e appare Vosawai, altro terza linea massiccio, che non parrebbe tanto un sostituto dei due flanker (c’è Bernabò con le medesime caratteristiche dei due), quanto una opzione d’attacco alternativa al nr.8. Vedremo se invece è solo “disperazione” per mancanza di alternative. Torna anche Benvenuti, una opzione più offensiva di Sgarbi se schierato centro.
I gallesi, sconfitti dagli Azzurri nel 2003 e 2007, fan mostra di gran rispetto: cambiarono 11 titolari nel 2007, ora c’è un solo cambio forzato; è un bell’implicito riconoscimento di crescita questo, ovviamente sottovalutato da tutti.

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