Fa un po’ brutto parlarne a poche ore dal sisma che ha colpito Christchurch, ma il tema sta crescendo tanto lentamente quanto prepotentemente: che succederà ora con i Mondiali? Subito a ridosso del terremoto autorità e organizzatori hanno risposto con un brutale legittimo “non è questo il momento”. Giusto così.
Ora però la domanda torna, anche se ovviamente una risposta è quasi impossibile darla. “E’ presto, molto presto, affrontare la questione Mondiali a Christchurch. Dopo i primi soccorsi cercheremo di capire che possibilità ci sono di ospitare i quella città le 7 partite programmate. E non parlo solo dello stadio, ma anche dei trasporti, degli alberghi e di tutte le infrastrutture coinvolte”. A parlare così è Martin Snedden, il gran capo di Rugby New Zealand 2011 (RNZ 2011), l’ente organizzatore del torneo iridato. “Speriamo di avere le idee un po’ più chiare già nei prossimi giorni – ha proseguito Snedden. C’è già qualcuno che cerca di speculare sulla situazione: ho sentito parlare della possibilità di spostare in Australia le partite di Christchurch: direi che non è proprio il caso, le partite si terranno comunque in Nuova Zelanda”.
L’Italia è direttamente interessata per due motivi. Il Primo: l’11 settembre (ore 15 e 30 locali) dovrebbe giocare proprio in quella città il suo match di debutto ai Mondiali contro l’Australia. Secondo: comunque il gruppo azzurro dovrà rivedere parte dell’organizzazione visto che l’albergo che avrebbe dovuto ospitarli non sarà sicuramente agibile.
