Insieme a Gori è stato il volto nuovo azzurro a novembre per i test-match. Partito titolare quasi sempre anche se impiegato come ala, lui che nasce ed è un centro. Poi la convocazione per il Sei Nazioni, ma di Tommaso Benvenuti non c’è traccia nella lista dei giocatori che tra campo e panchina il ct Mallett ha portato al Flaminio per l’Irlanda e non c’è nemmeno tra quelli che stanno prendendo parte alla trasferta inglese.
E’ infortunato? Non risulta. Magari non sta attraversando un momento di grande brillantezza dopo una prima parte di stagione davvero sorprendente. E il coach azzurro avrà le sue buone ragioni: il torneo è ancora lungo e Tommaso avrà le sue opportunità. Oppure: Masi, Garcia, Sgarbi e Canale garantiscono una quantità di placcaggi maggiore di quella che può offrire Benvenuti.
Tutto vero. Però il rischio è quello di sempre, e cioè di limitarsi a un tipo di gioco conservativo, che pensa soprattutto a non prenderle. Non si dice di farlo partire titolare, ma un uomo con le caratteristiche di Benvenuti negli ultimi venti minuti della partita con l’Irlanda avrebbe fatto comodissimo. E, secondo me, pure a Londra.
