Paolo Romagnolo per La Voce di Rovigo
Tutti si aspettavano qualcosa di più, lui compreso. Andrea Di Giandomenico, coach dell’Italdonne, negli spogliatoi del Battaglini si trova a commentare una prestazione in chiaroscuro delle sue ragazze. “Abbiamo perso contro una squadra con più confidenza ed esperienza rispetto a noi – esordisce il tecnico azzurro – Mi è piaciuto l’ordine con cui abbiamo retto nel corso del primo tempo, poi abbiamo iniziato a sbagliare troppo e l’Irlanda con giocate semplici ha capitalizzato tutti i nostri errori”. Guardando al futuro nel Sei Nazioni, Andrea Di Giandomenico precisa: “E’ normale che da questa partita ci aspettassimo qualcosa di più. Ora analizzeremo con calma la nostra prestazione, cercando di capire cosa non ha funzionato. Questa è comunque una squadra che sa lottare, ci manca solo un po’ di confidenza con questi livelli, ma siamo fiduciosi e speriamo che presto possano arrivare risultati positivi”. Anche l’espressione di Paola Zangirolami, capitano delle azzurre, sembra quella di chi ha qualche rimpianto: “Questo deve essere per noi solo un punto di partenza. E’ certo, però, che occorre sbagliare di meno, soprattutto nei momenti del match in cui siamo chiamate a concretizzare tutti i nostri sforzi”, spiega il centro della Nazionale. “Poteva andare decisamente meglio”. Anche Diletta Veronese, unica atleta azzurra legata al Polesine, è delusa al termine del match contro l’Irlanda. “Siamo calate sulla distanza ed abbiamo commesso troppi errori nella ripresa. Ci siamo limitate tutte al ‘compitino’, ma oggi (ieri per chi legge, ndr) forse serviva qualcosa di più, spero che questo ci serva come lezione per il futuro”. L’ala in forza al Valsugana commenta anche l’accoglienza offerta dalla città all’esordio azzurro nel Sei Nazioni: “Non mi aspettavo tutto questo entusiasmo, è stato molto emozionante. Rovigo merita sicuramente una promozione a pieni voti”. “Al di là di quanto accaduto sui campo, mi preme sottolineare la splendida cornice regalata dal Battaglini a questo evento – fa eco Cristina Tonna, team manager della squadra azzurra – Un grande ringraziamento va al pubblico e soprattutto a tutte le ragazze che per sostenere la Nazionale sono giunte qui da tutta Italia. Giornate come questa dimostrano che il rugby femminile è in fermento e in forte crescita”. Interrogata sulle voci che vorrebbero anche per la Nazionale in gonnella una sede unica per le partite del Sei Nazioni, al pari del Flaminio di Roma per la rappresentativa maschile, la dirigente azzurra precisa: “Da parte nostra non possiamo far altro che rimetterci alle decisioni della Federazione. Al momento si è scelto di portare il Sei Nazioni in tutte quelle città in cui si sta facendo molto per sviluppare questo movimento, ma in futuro non è detto che non si possa pensare ad una sede unica”. Dopo il successo organizzativo firmato dal Comitato delle Rose, la candidatura di Rovigo, finora solo potenziale, è pronta
