Living in Aotearoa: da qualche parte bisogna pure cominciare…

Inizia oggi una rubrica molto particolare. A tenerla sarà Marco Martinelli, ventenne pesarese che insieme ad un amico è andato laggiù, in Nuova Zelanda. Ci rimarrà per un anno, fino al Mondiale. In questi mesi ci racconterà le impressioni, le sensazioni ed eventuali avventure/disavventure. Insomma, una sorta di diario di viaggio e di vita tenuta da due rugbisti. Perché dimenticavo: Marco e il suo socio con la palla ovale hanno una discreta dimistichezza… E allora passiamo questa benedetta palla a Marco Martinelli.

Ciao a tutti! Mi chiamo Marco Martinelli, ho 20 anni – 21 il prossimo Marzo – e sono di Pesaro. Gioco a rugby da circa 7 anni e milito nella Prima squadra della mia città (la Pierantoni Pesaro Rugby) nel Campionato Nazionale di Serie B. Terminati gli studi, insieme ad un mio compagno di squadra coetaneo – Mattia Rossi – , abbiamo deciso di andare a giocare una stagione sportiva in Nuova Zelanda, presso l’Auckland University Rugby Football Club (www.aurfc.co.nz), una delle più famose scuole del Paese, che ha “allevato” campioni del calibro di Rokokoco e Afoa. Non è stata una scelta facilissima, perchè non è mai semplice lasciare i propri cari le proprie amicizie per un periodo così lungo, quale 10-11 mesi. E già, 10-11 mesi, visto che a Settembre qui si giocheranno i Mondiali di Rugby ci siamo detti: ” Cavolo! Una partita almeno ce la dobbiamo vedere!!!!!”. Fatto sta che lo scorso ottobre scorso abbiamo comprato il biglietto (solo andata) per il 10 Gennaio 2011, abbiamo risolto alcune magagne burocratiche, (visto per entrare in Nuova Zelanda, tra assicurazioni mediche e passaporti…) e siamo partiti: direzione Auckland!!!Avevamo già preso contatti con la squadra e avevamo avuto da loro conferma che ci avrebbero accolto con molto piacere, ma per quanto riguarda dormire e lavoro, non avevamo niente. Sì perché per rimanere fino a Ottobre-Novembre un qualcosa da fare per “campare” bisogna trovare da fare. In questo momento ad Auckland sono le 20.54 del 2 Febbraio 2011, c’è bel tempo e fa molto caldo. Siamo qui da 3 settimane esatte e dopo un piccolo preambolo vi racconto le prime impressione dal Paese degli All Blacks.
Siamo arrivati qui il 12 Gennaio dopo un viaggio stancante, ma vale la pena di sopportarlo. Appena atterrati già si vede e si sente che non siamo in Italia: gente cordiale, gentile, disponibile e sempre con il sorriso sulle labbra. Trovato da dormire in un ostello nel centro di Auckland, e dopo una grossa dormita, abbiamo iniziato a fare un po’ di puro turismo per la città. Ci sono una quantità infinita di parchi e zone verdi, dove ti puoi stendere e prendere il sole, come nelle nostre campagne o colline, con la differenza che sei nella metropoli più grande della Nuova Zelanda!!! La vita non è cosi costosa e si sta veramente bene.
Ma veniamo al rugby. Qui, e non sto scherzando, tutti giocano a rugby, o comunque sanno passare un pallone o sanno le regole: uomini, donne e ragazzi. Come il calcio da noi. Un sogno per quelli che amano il rugby. Siamo in estate la gente va al mare e ovunque puoi vedere ragazzi e adulti che giocano al tocco. Un giorno ci siamo buttati nella mischia e abbiamo giocato per circa 2 ore di continuo, scalzi, su un prato verde e l’erba soffice. Bellissimo. Ieri invece abbiamo iniziato gli allenamenti, logicamente con la preparazione atletica, e devo ammettere che siamo tornati a casa a pezzi. C’è una gran intensità, ma soprattutto tra U20 e prima squadra eravamo tipo in 70! Sono tutti grossi o almeno definiti, vi dico questa poi chiudo per oggi. Facevamo delle navette per il campo, di fianco a noi correva un ragazzo, fisico atletico, muscoloso sui 90 kg, sembrava un buon centro o un ala, gli ho chiesto cosa giocava, pensate mi ha risposto talloner, un ragazzo che in Italia, se ne vedono pochi in giro. Ci sono rimasto di stucco.Come primo messaggio direi che basti, spero di non avervi annoiato più di tanto.
Ciao e saluti da Auckland
Marco

4 pensieri riguardo “Living in Aotearoa: da qualche parte bisogna pure cominciare…”

  1. INVIDIA NERA!!!!!

    🙂

    dacci anche informazioni sul vivere quotidiano, che io ho serie intenzioni di cercare di trasferirmi laggiù con tutta la famiglia!

  2. Sono molto contento che Marco ci possa raccontare questa sua bellissima esperienza….cercherò di non perdere una parola di questa simpatica rubrica…ciao a Marco e Mattia.

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