Birchall attraversa il Po: dagli Aironi al GranDucato

Dall’ufficio stampa del GranDucato Rugby

L’HBS GranDucato Parma Rugby può contare su un nuovo giocatore, si tratta di Aldo Birchall, terza linea classe 1978, che ha disputato la prima parte della stagione con gli Aironi Rugby collezionando due presenze in Magners League e due in Heineken Cup.

Il passaggio di Aldo Birchall dalla franchigia lombardo-emiliana alla squadra del Presidente Cosetta Falavigna rientra nei rapporti di stretta collaborazione tra le due società, collaborazione che ora permette a de MarignyPrestera di avere a disposizione un giocatore di sicura esperienza che potrà aiutare la compagine ducale nella sua mission, la crescita dei tanti giovani in rosa nel loro percorso verso il rugby di altissimo livello.

Giocatore di sicuro affidamento in terza linea, Aldo Birchall è alla sua decima stagione in Italia, dove è arrivato nel 2001 per giocare con la Rugby Parma. Con il club gialloblù è rimasto fino al 2005 per passare poi a L’Aquila. In Abruzzo è rimasto per una stagione. Nel 2006 è arrivato a Viadana, dove ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana (entrambe nel 2007). E’ uno dei giocatori con maggiore esperienza internazionale avendo giocato 41 partite nelle varie coppe europee, segnando tre mete. Inoltre vanta nove presenze nella Nazionale “A” e ha partecipato con la Seven alle World Seven Series di Hong Kong del marzo scorso. Nella scorsa stagione, assieme a Fabrizio Nolli, ha guidato la squadra Under 20 del Viadana fino alla finale scudetto.

Il trasferimento al GranDucato permetterà ad Aldo Birchall di trovare maggiore spazio sul campo rispetto a quanto fatto finora con gli Aironi, con cui peraltro continuerà comunque a lavorare. Tra allenamenti e partite, infatti, Birchall si applicherà anche in quella che potrà essere la sua futura attività di video analyst per la franchigia. Non a caso, durante il periodo del Sei Nazioni sarà proprio lui ad occuparsi di studiare gli avversari per conto dello staff tecnico degli Aironi.

«Aldo è un giocatore di sicura esperienza che darà sicuramente una mano ai tanti giovani della nostra rosa», commenta il direttore sportivo del GranDucato Parma Rugby Giuseppe Buraldi, che continua: «in questa seconda parte di stagione, dove ci saranno tante partite ravvicinate ci sarà bisogno di tutti e lui potrà dare il suo contributo, non solo in campo visto che, oltre ad essere un buon giocatore, è un bravissimo ragazzo».

«Conosco Aldo dai tempi della Rugby Parma», dichiara il tecnico dell’HBS GranDucato Parma Rugby Roland de Marigny, «è un ragazzo molto serio e con tanta esperienza, sia ai massimi livelli italiani che europei, dove oltre che in Magners League ha giocato nelle coppe. Noi siamo una squadra molto giovane e lui ci può dare sicuramente quel qualcosa in più in termini di esperienza utile ad aiutare i nostri ragazzi a crescere ancora e che potrà farci raggiungere i nostri obiettivi».

«Io e Roland ci conosciamo già per aver giocato insieme 4 anni nella Rugby Parma», afferma l’ultimo arrivo in casa GranDucato Parma Rugby, «è un allenatore con molte prospettive interessanti per il futuro, uno del gruppo di giovani tecnici che si sta formando e quest’anno sta facendo molto bene. Metto a disposizione e di tutta la squadra la mia esperienza e la mia voglia di giocare, che è molta visto che è da un po’ di tempo che non gioco con continuità».

Fotogallery: la presentazione del Sei Nazioni a Londra

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Mostra: Storie (e immagini) dalla terra ovale

La presentazione dei due autori, Stefano Binando e Antonio Frezza
“Quasi 20.000 km per seguire quella dannata palla ovale, con i suoi rimbalzi strani e imprevedibili, quasi uno scatto al km per dare origine a qualcosa di inevitabile se ami rugby e fotografia.
Perché scoprire il gioco del Rugby è come intraprendere un viaggio in un paese straniero, la Terra Ovale. Il rugby infatti non è solo uno sport, ma si trascina dietro tutta una cultura, fatta di storia, aneddoti, regole di gioco e di vita da adottare sul campo e fuori. Una cultura fatta di tradizioni e rituali, leggende, trionfi e tragedie; una cultura complessa che può lasciare disorientati i viaggiatori che ci arrivano per la prima volta. Il rugby non si guarda: il rugby si vive, si respira, si mangia. Spesso soprattutto si beve.
Tutto nasce tanti anni fa, nel 2000, quando una emittente televisiva italiana decideva di dare spazio ad uno sport meno popolare trasmettendo il Ringraziamo per la disponibilità le seguenti società e federazioni protagoniste di questo meraviglioso sport e dei nostri scatti: Asti Rugby, Valledora Alpignano, U.S. Rugby Benevento, Rugby Viadana, Benetton Rugby Treviso, Ospreys, Leicester Tigers, Amatori Capoterra, C.U.S. Torino Rugby, Santorre di Santarosa Rugby, Federazione Italiana Rugby, Amatori Rugby Novara, Rugby Calvisano, Rugby Rovigo, ASD Rugby Monza, ASD Ivrea Rugby, Poirino Tigers, New Zealand Rugby Football Union, Irish Rugby Football Union, Scottish Rugby Union.
Torneo più antico del mondo fresco di restyling: al Cinque Nazioni –a cui partecipavano Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda e Francia– veniva concesso l’ingresso anche all’Italia, diventando così il Sei Nazioni.
Da allora il rugby è entrato in noi fino a diventare una seconda pelle, uno stile di vita e quando questo accade non abbassi più la testa davanti ai problemi, sei pronto ad aiutare chiunque sia corretto e capisci il significato della parola ”sostegno”.
Il rugby, uno sport per tutti: grassi, magri, alti, bassi, bambini, uomini,donne e anziani; uno sport da condividere con il tifoso dell’altra squadra con una pinta di birra in mano perché è sempre una festa anche dopo 80 minuti di battaglia.
Questa mostra è un omaggio ad uno sport nobile che sa trasmetterci emozioni forti, che ci fa stritolare il cuore tra le mani quando l’inno nazionale risuona allo stadio.
Una mostra che vuole essere un piccolo diario di viaggio in quella Terra Ovale che abbiamo imparato a conoscere e amare, dai raduni di under 6 italiani ai leggendari All Blacks, un viaggio tra immagini e storie, per cercare di trasmettere almeno in parte quel fascino irresistibile che ci porta a desiderare di tornare presto a respirare il profumo di Ovalia.”
Mostra fotografica di Stefano Binando e Antonio Frezza.

Inaugurazione con aperitivo
martedì 8 febbraio 2011 – dalle ore 19 (*la mostra proseguirà fino al 20 febbraio 2011)
DIWAN CAFÈ
via Baretti 15/C – Torino

Fotogallery: il backstage dello spot del Sei Nazioni

Alcuni scatti del backstage dello spot Sky per il Sei Nazioni.
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Mogliano: la risposta del presidente agli attacchi

Riceviamo dall’ufficio stampa del Rugby Mogliano. E pubblichiamo

Faccio seguito agli articoli apparsi sui giornali in questi giorni per precisare la mia posizione e fare il punto sulla situazione societaria.

Ho sempre considerato la mia quota di partecipazione nella società Mogliano Rugby un contributo per tenere vivo uno dei simboli della città e non già un investimento speculativo.

Il rugby a Mogliano è patrimonio della città e tale, per quanto mi riguarda, deve rimanere.
Ho profuso energie, tempo e denaro in questa mia esperienza di socio e presidente del Mogliano Rugby così come hanno fatto gli altri soci della società.

Come noto i risultati sportivi,sia in ambito seniores che nelle giovanili, sono stati in linea se non superiori  alle attese e alle potenzialità della società e delle nostre strutture.

Per tale motivo ho sollecitato, in ogni occasione, l’impegno e l’attenzione di tutti ed in particolare  dell’Amministrazione Comunale e dei nostri Sponsor, perchè ho ritenuto di comune interesse tutelare questo patrimonio cittadino che è il Rugby e la sua attuale massima espressione rappresentata dalla società Mogliano Rugby.

Proprio per tutelare questo patrimonio, ho dato inizio alla attività di rinnovamento e potenziamento di tutti i settori con particolare attenzione al settore tecnico giovanile.

Questo impegno è stato gravoso e ha assorbito tutte le persone coinvolte, le quali vi hanno dedicato come si suol dire “lacrime e sangue” sottraendo tempo e risorse al proprio lavoro ed alle proprie famiglie.

Oggi come premio per tutto ciò che è stato fatto siamo oggetto di un violento attacco, amplificato da una ingiustificata risonanza data dalla stampa.

La fatica, l’impegno, la volontà e la voglia di fare bene vengono meno se non supportati dall’entusiasmo, entusiasmo che non potrebbe continuare ad esserci se ci facessimo coinvolgere ulteriormente  in situazioni assurde e grottesche come quella odierna.

Ritengo pertanto che non siano necessarie ulteriori risposte, limitandomi a precisare che tutte le decisioni assunte (condivisibili o meno) sono state assunte nell’esclusivo interesse del Mogliano Rugby e non nei confronti del singolo individuo e che sono state prese mantenendo un comportamento assolutamente corretto ed educato nei confronti di tutti.

Considero pertanto chiuso, per quanto mi riguarda, l’argomento e proseguo la mia attività nell’esclusivo interesse dei nostri splendidi ragazzi.

Il Presidente del MOGLIANO RUGBY S.S.D. a r.l.

Dott. Roberto Facchini