Da Solorugby
Vergogna, raccapriccio, irritazione. Il caleidoscopio delle sensazioni finisce qui. E ne avremmo fatto volentieri a meno perché, a memoria dei presenti questo pomeriggio al “Tre Fontane”, su un campo da rugby italiano non s’era mai visto nulla di simile.
Minuto 85 della sfida tra Roma e Crociati valevole per la prima giornata di ritorno del campionato Eccellenza. All’ennesima provocazione piovuta da qualche “lord” in tribuna, la panchina della Roma chiama l’intervento del quarto uomo (il salernitano Radetich) ma nel frattempo in tribuna scoppia il parapiglia tra il provocatore di cui sopra ed alcuni tifosi locali. La partita si ferma, i giocatori assistono inermi alla scena. Tutti tranne il numero 21 dei Crociati Troy Woodman (nella foto) che per tutta risposta scavalca la rete di recinzione per raggiungere il centro della zuffa. Woodman rientra tranquillamente in campo qualche istante dopo. Il match riprende e, al minuto 89, Anversa sbaglia il calcio che avrebbe consegnato la vittoria agli emiliani (finisce 20-19 per la squadra di casa).
Nel frattempo, però, la vergogna si è consumata. Uno spettacolo squallido che stride non poco con gli appelli al professionismo tanto in voga ai piani alti federali. Una pagina indecorosa nella storia del rugby italiano nonché un inguardabile biglietto da visita in vista del Sei Nazioni. Che schifo.
