Christian Marchetti per Il Corriere dello Sport
Il Flaminio, questo Flaminio, non basta più. Lo sostiene il Board del Sei Nazioni, che entro il 2013 vuole uno stadio più grande, moderno, funzionale. Ci sono i fondi, c’è l’ok degli eredi del progettista Pier Luigi Nervi, manca quello della Sovrintendenza statale. «I ritardi non sono certo colpa del Campidoglio – ha detto il presidente della commissione Sport e Cultura di Roma Capitale, Federico Mollicone, a margine della vernice del Sei Nazioni 2011, tenuta ieri al Salone d’Onore del Coni – Tra marzo e aprile inizieremo il completamento delle opere per le aree sottostanti la tribuna coperta. Tra la fine del Sei Nazioni 2012 e il dicembre dello stesso anno procederemo invece all’ampliamento delle gradinate fino ad una capienza di 40.800 spettatori. Lavori per cui sono stati già stanziati 4 milioni’-. Il numero uno del Coni, Petrucci, ha proposto l’alternativa Olimpico. “Rimane un’eventualità – il diplomatico commento di Dondi -potremmo parlarne. Certo, se sul Flaminio rimangono i divieti della Sovrintendenza, i lavori non partiranno mai».
