Alessandria, provincia di Tirana

Dalle pagine piemontesi di TuttoSport. Di Enrico Capello

PARLA albanese l’Alessandria salita, grazie alla vittoria per 42-27 sul Lecco, al sesto posto di serie B. Centro nevralgico del saccesso sui lombardi è stata la terza linea formata da atleti originari del paese adriatico: il centro Elton Cullhaj, 22 anni, autore di tre mete, e i fratelli, entrambi flanker. Enea ed Ilir Shpella, 22 e 23 anni. Giunti in Italia tra fine anni ’90 e il 2001, Elton, Enea ed Ilir hanno trovato nel rugby una ragione di vita. «Ho cominciato nel Mantova – spiega Cullhaj, natio di Durazzo – sulla spinta di un professore di scuola che mi aveva portato a vedere una partita. Partii dalle giovanili ed arrivai fino in serie B. Quindi approdai in serie A al Viadana e al Firenze, finché un ex compagno, l’argentino Parrà, diventato tecnico all’Alessandria, mi propose di trasferirmi in Piemonte, dove vivo da due anni». Cullhaj è un professionista ed in riva al Tanaro oltre a giocare, segue il progetto scuola e il mini rugby. «Quest’anno puntiamo alla metà classifica -conclude – ma, nel futuro, nulla ci vieta di pensare alla A». Ciri si divide tra il lavoro di elettricisti e l’ovale sono i fratelli Shpella. «Per noi tutto iniziò al campo “Ferrovieri” di Alessandria verso i 15 anni -spiegano il massiccio Enea (1,87 cm, 98 Kg) e Irmi; più tecnico e sgusciante, originari di Valona – dove scoprimmo uno sport perfetto per un albanese che ama la forza e lo scontro fisico duro ma leale. L’Alessandria è per noi una famiglia. Siamo stati accolti bene e in amicizia fraterna. Ci sentiamo come in Albania, visto che oltre a noi due e Cullhaj ci sono in rosa il centro Kiptiu e il giovane Cala. Abbiamo un sogno: ricomporre la nazionale albanese. Ci sono già state riunioni con altri rugbisti che giocano in Italia e speriamo di celebrare presto il primo caps con la maglia della nostra terra».

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.