Al termine del match Sergio Parisse impiega dieci minuti per guadagnare gli spogliatoi. Ad «assediarlo» in mezzo al campo sono i suoi tifosi tra cui i tanti bambini che ieri hanno gremito le tribune di Moletolo. Chi vuole un autografo, chi una foto col capitano della nazionale italiana. Lui ha una parola e un sorriso per tutti. «I Crociati – spiega – ci hanno messo in difficoltà ma per noi era importante vincere. E’ sempre bello per me
tornare in Stalla. E poi qui a Parma ho trovato una bellissima atmosfera». Il 5 febbraio inizia il Sei Nazioni e l’Italia è attesa al varco. Gli ultimi risultati di Aironi e Benetton in Heineken Cup, infatti, non possono far dormire sonni tranquilli alla nazionale di Mallett. «Ma in campo – rassicura – ci saremo anche noi. E poi siamo un gruppo. Tutti insieme vogliamo arrivare lontano». Rifiuta invece di fare pronostici su quali risultati possa ottenere l’Italia. «Andiamo per gradi. Il 5 febbraio c’è l’Irlanda. Pensiamo solo a questo». A pochi passi da lui c’è Andrea Orlandi. Il capitano dei Crociati è raggiante. «Sapevamo di non poter vincere – sorride -, ma l’importante era giocare bene». Poi si fa serio: «Per crescere, però, ci vorrebbe una gara così almeno una volta al mese». Ancora più deciso un anziano tifoso: «A’gh vriss Parisse tuti il stmàni». Parole sante.
