“Andare avanti guardando indietro”: i Bergamasco tornano in libreria

Un mio articolo per le paigine rugby del sito di Radio R101

Qualche anno fa Alessandro Troncon, parlando di quando iniziò a giocare a rugby disse che “per un bambino capire che la palla la puoi passare solo indietro non è la cosa più naturale del mondo. Ma quando lo capisci…”
Quella regola così “innaturale” è il fondamento del gioco del rugby. Una regola che è quasi un trattato di filosofia. Una cosa così profonda che differenzia il rugby da praticamente tutti gli altri sport.

Andare avanti guardando indietro” è il titolo del libro che i fratelli Bergamasco hanno dato alle stampe (e che troverete in libreria entro fine gennaio: edizioni Ponte alle Grazie) e a cui collaborato anche Matteo Rampin, consulente personale di atleti, allenatori, manager e artisti di livello internazionale nonché medico, psichiatra e psicoterapeuta.
Un volume che vuole spiegare la differenza di cui dicevamo prima: menarsi come fabbri (ma nel rispetto delle regole. Quasi sempre nel rispetto delle regole) sul campo e poi trovarsi davanti a un boccale di birra con gli avversari subito dopo la doccia. Il cosiddetto terzo tempo è infati un qualcosa di assolutamente naturale per chi gioca a rugby, a qualsiasi livello: dalle giovanili nei campetti di provincia alle grandi sfide internazionali.

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