Gli Oscar 2010 dei tecnici italiani: stravince Castro

Il Gazzettino ha sentito tutti i tecnici italiani dell’Eccellenza e li ha fatti votare: per Castrogiovanni è un plebiscito, è lui il miglior giocatore italiano del 2010. Sul podio con lui Mirco Bergamasco e Alessandro Zanni. La rivelazione invece è Benvenuti.
Un servizio a cura di Antonio Liviero, Ivan Malfatto e Alice Sponton

FRANCO SMITH (Benetton Treviso): «Primo Martin Castrogiovanni: in gran forma, campione d’Inghilterra, sarebbe decisivo in ogni squadra. Dopo scelgo Quintin Geldehuys, giocatore consistente che ha ben figurato anche nei Barbarians. Quindi Mirco Bergamasco, un esempio per la forza di volontà nel diventare calciatore. Io che calciavo so benissimo quanto sia difficile reggere la pressione. Mi ha sorpreso. Quindi Santiago Dellapè e Andrea Lo Cicero».
ROWLAND PHILLIPS (Aironi): «Primo Castrogiovanni, forse il miglior pilone destro al mondo, poi Alessandro Zanni autore di un’ottima stagione in Nazionale e nel club, quindi Lo Cicero, Mirco Bergamasco e Tommaso Benvenuti rivelazione del 2010».
FILIPPO FRATI (Crociati Parma): «Sul gradino più alto Lo Cicero: grande stagione col Rating e riconquista della maglia azzurra. A Parigi è maturato come pilone, aggiungendo sostanza all’effervescenza. Secondo, Antonio Pavanello: giocatore importante, tricolore a Treviso e capitano perfetto in Celtic senza accusare il salto. Quindi, nell’ordine, Tito Tebaldi per il rendimento in campionato e Sei Nazioni, Mirco Bergamasco e Stefan Basson».
POLLA ROUX (FemiCz Rovigo): «1. Benvenuti, uno dei pochi italiani che mi hanno impressionato quest’anno. Possiede un veloce cambio di passo, accelerazione, mi ha stupito il modo in cui ha rotto la linea di difesa contro il Leicester. 2. Billy Ngawini, apertura del Prato, sa attaccare la linea e difendere molto bene 3. Tobias Botes, è giocatore che dà ritmo, attacca le prime guardie, sa mettere la difesa in difficoltà. Poi Edoardo Gori e Paul Derbyshire».
PASQUALE PRESUTTI (Petrarca Padova): «Castrogiovanni, è fra i primi cinque piloni al mondo, può giocare ovunque per le sue qualità. Poi Mauro Bergamasco, giocatore sulla cresta dell’onda da oltre 11 anni: non è facile essere così continui ad alto livello. Terzo il fratello Mirco che prosegue benissimo una carriera ricca di soddisfazioni, è versatile e si è scoperto nel ruolo di calciatore. Infine Derbyshire e Rima Wakarua, atleta di cui nessuno parla, ma che segna 250-300 punti e una decina di mete l’anno».
ANDREA DE ROSSI (Cavalieri Prato): «Castrogiovanni su tutti, come leader della mischia azzurra dominatrice nel Sei Nazioni e di quella del Leicester campione inglese. Mirco Bergamasco per il gran lavoro che c’è dietro alla sua conversione non sporadica a calciatore, compito nel quale ha raggiunto alti livelli di consapevolezza. Kris Burton, un giocatore completo, con carattere e tecnica individuale, grazie a lui Treviso ha centrato le prime vittorie in Celtic. Poi Massimiliano Ravalle e Geldenhuys».
ROLAND DE MARIGNY (GranDucato): «Il mio oscar personale va a Zanni, giocatore di grande qualità che non ha fatto rimpiangere Parisse nel Sei Nazioni e ha mostrato un ottimo rendimento, anche in touche, in Celtic League. Alle sue spalle Mirco Bergamasco, che ha lavorato sodo aggiungendo al suo profilo quello di calciatore decisivo dalle percentuali altissime. Quindi Luke McLean, Robert Barbieri e Benvenuti».
DAME DE VILLIERS (Futura Park Roma): «Benvenuti ha avuto una seconda parte di stagione magica. Forte con la palla in mano, ha linee di corsa intelligenti e comprensione del gioco. Gori giocando la prima partita dell’anno in quel modo con l’Italia ha dimostrato abilità e forza mentale. Mi hanno impressionato passaggio e capacità decisionale. Poi Claudio Mannucci della Lazio e Ngawini del Prato».
UMBERTO CASELLATO (Marchiol Mogliano): «Derbyshire, un giovane a cui do la palma del migliore, anche come sprone per migliorarsi ulteriormente. E’ talentuoso e intelligente sotto il profilo tecnico e tattico. Secondo Zanni, migliorato costantemente negli ultimi anni. Castrogiovanni, fisico e potenza indiscutibile. Poi Bergamirco e Basson».
VICTOR JIMENEZ (Mantovani Lazio): «Castrogiovanni è un caposaldo della mischia azzurra; dimostra grande “spiritualità” sportiva e attaccamento alla Nazionale. Mirco ha risolto un grosso problema all’Italia riconvertendosi calciatore con tale rendimento internazionale. Derbyshire capisce di rugby, lo sa giocare, è presente in tutte le fasi di gioco. Completo la cinquina con Benvenuti e Basson».
MASSIMO DI MARCO (L’Aquila): «Zanni su tutti per la continuità e la qualità dimostrate nell’arco di tutta la stagione. Antonio Pavanello per la consistenza: pochi fronzoli, quantità e qualità a livelli industriale. Idem Castrogiovanni, terzo. Poi Ludovico Nitoglia e Me Lean».
MAURO MARCUGLIA (Casinò di Venezia): «1. Mirco Bergamasco, giocando all’estero ha migliorato le proprie capacità ogni stagione 2. Zanni, ha dimostrato notevole crescita tecnicotattica, capacità di apprendimento e duttilità, sapendosi prendere responsabilità sul campo. 3. Lo Cicero per come ha saputo riproporsi a livello internazionale, nel Racing Parigi e con l’Italia. Infine Gareth Krause, che sa fare la differenza in campo, e Ngawini, giocatore completo».

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.