Giusto per ricordare dove, come e chi votare per gli “Oscar” (io continuo a preferire la parola “sondaggione”) di Rugby Union Times, una delle anime web di “Quelli che… il rugby”.
Categoria: Varie
Due denti di troppo per Rourke/Thomas
Mickey sempre più realista, ma rimane una domanda: Rourke ha 60 anni o giù di lì, Gareth non arriva a 40… Come farà a interpretarlo? Da Solorugby
Appesantito lo era già, persino un filo trasandato. Ora deve pure interpretare un rugbista e allora eccolo costretto a scendere ulteriormente da quella scalinata dei “sex symbol” che ai tempi di “Nove settimane e mezzo” gli apparteneva di diritto. Orecchie a cavolfiore? Dita storte? Setto nasale deviato? Peggio: per interpretare il ruolo di Garteh Thomas al cinema Mickey Rourke si farà togliere i due incisivi.
Ora, ok che l’attore americano per calarsi nei panni del celebre trequarti gallese, balzato di recente agli onori delle cronache per aver dichiarato pubblicamente la propria omosessualità, sia a lezione di gallese. Ma anche i denti? De Niro dar suo si “limitò” a trasformarsi in una nave da crociera per prendere le sembianze di Jake La Motta in “Toro scatenato”. “Mickey cercherà di proporre un ritratto il più realistico possibile di Thomas”, la chiosa del suo agente Emanuele Palladino sul “Daily Express”. Già, realismo: il buon Mickey imparerà allora anche l'”antica arte” del placcaggio?
Giocando a rugby, ma seduti in poltrona
Un articolo che ho scritto per il sito di Radio R101
Era uscito nel 2004, nel 2006 e nel 2008. Nei negozi che trattano l’usato è possibile trovare anche una rara versione del 2007 (in realtà solo un aggiornamento del 2006). Poi più nulla. Chi in questi anni ha voluto cimentarsi con il rugby e un joypad in mano ha sempre utilizzato Rugby 08, ultima versione disponibile del videogioco licenziato da EA Sports. Che però presto metterà in vendita una nuova versione, completamente rifatta: dovrebbe chiamarsi Rugby 2012 e uscire nell’ultima parte di quest’anno, a ridosso dei Mondiali neozelandesi. Rumors in questo senso si inseguono da qualche mese, ma ora c’è anche un sito-teaser (cliccate qui per vederlo). Il gioco sarà disponibile sicuramente per XBox e Playstation 3 (forse anche per PS2). Poche le informazioni a riguardo, ma quello che è certo è che sarà un successo.
Lorenzo Cittadini, lo sportivo bresciano dell’anno
Il referendume di Brescia Oggi ha visto il rugbista sbaragliare la concorrenza di calciatori e olimpionici
Per il popolo di Facebook non contano i risultati o gli ori. Ecco perchè nella categoria uomini del concorso dedicato alla «stella del 2010» sono passati inosservati il Triplete dell’Inter e la promozione del Brescia, che avrebbero dovuto portare voti a Caracciolo, Zambelli e Balotelli, oppure gli ori di Cassarà. In cima alle preferenze degli internauti è finito invece il rugbista Lorenzo Cittadini, uno che nel 2010 non ha vinto quanto gli altri candidati. E’ stato scelto piuttosto per la sua storia, un racconto in cui la vittoria più bella è stata il recupero fisico dopo un brutto infortunio ed la conseguente convocazione in nazionale. La data più importante nei suoi dodici mesi è stato proprio il 19 giugno scorso, il giorno in cui il pilone di Brescia è tornato nella nazionale di Nick Mallet. Quella chiamata ha chiuso un cerchio di sfortuna che era iniziato il 31 maggio 2008 con un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per 17 mesi. «E’ stata una delle gioie più belle del mio 2010. Insieme con la vittoria dello scudetto con la Benetton Treviso, il mio ritorno in Sud Africa va messo nell’album dei ricordi più belli. Finalmente ho potuto archiviare l’infortunio, che mi ha tenuto fermo tantissimo tempo».
Ora, a sei mesi di distanza dal giorno in cui è tornato in campo con la maglia della nazionale si prende lo scettro di miglior sportivo bresciano dell’anno, consegnato da 467 tifosi che hanno creduto in lui. «Probabilmente i calciofili non frequentano Facebook – commenta -. A parte gli scherzi mi ha fatto molto piacere vedere tutti quei voti per me. Sono stato anche sorpreso di aver vinto questo sondaggio considerato che ho superato gente come Balotelli, Zambelli, Caracciolo».
Il 2010 gli ha regalato delle grandi gioie. Ma il 2011 potrà essere ancora migliore. A febbraio infatti inizia il Sei Nazioni ed il suo sogno sarebbe quello di far parte della nazionale. «Manca ancora poco alle convocazioni – spiega Cittadini -. Mi piacerebbe andare a fare quella competizione ma bisogna vedere cosa ne pensa il mio allenatore. Non ci sono solo io in quel ruolo, quindi spetterà a lui fare questa scelta».
Dietro a Cittadini si è piazzato Marco Zambelli, con 94 voti. Il terzino del Brescia non ha potuto niente contro la fuga del rugbista. Stavolta la sua velocità non ha potuto nulla contro l’avversario. Lo scatto vincente non è arrivato e deve accontentarsi di un secondo posto
Gli Oscar 2010 dei tecnici italiani: stravince Castro
Il Gazzettino ha sentito tutti i tecnici italiani dell’Eccellenza e li ha fatti votare: per Castrogiovanni è un plebiscito, è lui il miglior giocatore italiano del 2010. Sul podio con lui Mirco Bergamasco e Alessandro Zanni. La rivelazione invece è Benvenuti.
Un servizio a cura di Antonio Liviero, Ivan Malfatto e Alice Sponton
FRANCO SMITH (Benetton Treviso): «Primo Martin Castrogiovanni: in gran forma, campione d’Inghilterra, sarebbe decisivo in ogni squadra. Dopo scelgo Quintin Geldehuys, giocatore consistente che ha ben figurato anche nei Barbarians. Quindi Mirco Bergamasco, un esempio per la forza di volontà nel diventare calciatore. Io che calciavo so benissimo quanto sia difficile reggere la pressione. Mi ha sorpreso. Quindi Santiago Dellapè e Andrea Lo Cicero».
ROWLAND PHILLIPS (Aironi): «Primo Castrogiovanni, forse il miglior pilone destro al mondo, poi Alessandro Zanni autore di un’ottima stagione in Nazionale e nel club, quindi Lo Cicero, Mirco Bergamasco e Tommaso Benvenuti rivelazione del 2010».
FILIPPO FRATI (Crociati Parma): «Sul gradino più alto Lo Cicero: grande stagione col Rating e riconquista della maglia azzurra. A Parigi è maturato come pilone, aggiungendo sostanza all’effervescenza. Secondo, Antonio Pavanello: giocatore importante, tricolore a Treviso e capitano perfetto in Celtic senza accusare il salto. Quindi, nell’ordine, Tito Tebaldi per il rendimento in campionato e Sei Nazioni, Mirco Bergamasco e Stefan Basson».
POLLA ROUX (FemiCz Rovigo): «1. Benvenuti, uno dei pochi italiani che mi hanno impressionato quest’anno. Possiede un veloce cambio di passo, accelerazione, mi ha stupito il modo in cui ha rotto la linea di difesa contro il Leicester. 2. Billy Ngawini, apertura del Prato, sa attaccare la linea e difendere molto bene 3. Tobias Botes, è giocatore che dà ritmo, attacca le prime guardie, sa mettere la difesa in difficoltà. Poi Edoardo Gori e Paul Derbyshire».
PASQUALE PRESUTTI (Petrarca Padova): «Castrogiovanni, è fra i primi cinque piloni al mondo, può giocare ovunque per le sue qualità. Poi Mauro Bergamasco, giocatore sulla cresta dell’onda da oltre 11 anni: non è facile essere così continui ad alto livello. Terzo il fratello Mirco che prosegue benissimo una carriera ricca di soddisfazioni, è versatile e si è scoperto nel ruolo di calciatore. Infine Derbyshire e Rima Wakarua, atleta di cui nessuno parla, ma che segna 250-300 punti e una decina di mete l’anno».
ANDREA DE ROSSI (Cavalieri Prato): «Castrogiovanni su tutti, come leader della mischia azzurra dominatrice nel Sei Nazioni e di quella del Leicester campione inglese. Mirco Bergamasco per il gran lavoro che c’è dietro alla sua conversione non sporadica a calciatore, compito nel quale ha raggiunto alti livelli di consapevolezza. Kris Burton, un giocatore completo, con carattere e tecnica individuale, grazie a lui Treviso ha centrato le prime vittorie in Celtic. Poi Massimiliano Ravalle e Geldenhuys».
ROLAND DE MARIGNY (GranDucato): «Il mio oscar personale va a Zanni, giocatore di grande qualità che non ha fatto rimpiangere Parisse nel Sei Nazioni e ha mostrato un ottimo rendimento, anche in touche, in Celtic League. Alle sue spalle Mirco Bergamasco, che ha lavorato sodo aggiungendo al suo profilo quello di calciatore decisivo dalle percentuali altissime. Quindi Luke McLean, Robert Barbieri e Benvenuti».
DAME DE VILLIERS (Futura Park Roma): «Benvenuti ha avuto una seconda parte di stagione magica. Forte con la palla in mano, ha linee di corsa intelligenti e comprensione del gioco. Gori giocando la prima partita dell’anno in quel modo con l’Italia ha dimostrato abilità e forza mentale. Mi hanno impressionato passaggio e capacità decisionale. Poi Claudio Mannucci della Lazio e Ngawini del Prato».
UMBERTO CASELLATO (Marchiol Mogliano): «Derbyshire, un giovane a cui do la palma del migliore, anche come sprone per migliorarsi ulteriormente. E’ talentuoso e intelligente sotto il profilo tecnico e tattico. Secondo Zanni, migliorato costantemente negli ultimi anni. Castrogiovanni, fisico e potenza indiscutibile. Poi Bergamirco e Basson».
VICTOR JIMENEZ (Mantovani Lazio): «Castrogiovanni è un caposaldo della mischia azzurra; dimostra grande “spiritualità” sportiva e attaccamento alla Nazionale. Mirco ha risolto un grosso problema all’Italia riconvertendosi calciatore con tale rendimento internazionale. Derbyshire capisce di rugby, lo sa giocare, è presente in tutte le fasi di gioco. Completo la cinquina con Benvenuti e Basson».
MASSIMO DI MARCO (L’Aquila): «Zanni su tutti per la continuità e la qualità dimostrate nell’arco di tutta la stagione. Antonio Pavanello per la consistenza: pochi fronzoli, quantità e qualità a livelli industriale. Idem Castrogiovanni, terzo. Poi Ludovico Nitoglia e Me Lean».
MAURO MARCUGLIA (Casinò di Venezia): «1. Mirco Bergamasco, giocando all’estero ha migliorato le proprie capacità ogni stagione 2. Zanni, ha dimostrato notevole crescita tecnicotattica, capacità di apprendimento e duttilità, sapendosi prendere responsabilità sul campo. 3. Lo Cicero per come ha saputo riproporsi a livello internazionale, nel Racing Parigi e con l’Italia. Infine Gareth Krause, che sa fare la differenza in campo, e Ngawini, giocatore completo».
