“Six together”, l’inno ufficiale del Sei Nazioni

Non è un granché, va subito detto. Ma raramente questi brani lo sono: insomma avete presente quello della Champions League di calcio (questo comuque è un pochino meglio)…

 

Intervistando il “papà” del Museo del Rugby

Articolo e intervista a Corrado Mattoccia che ho fatto per il sito di Radio R101

Due anni fa l’inaugurazione ufficiale, l’anno scorso la premiazione – con tanto di medaglia – da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Ma cosa c’è nel Museo del Rugby di Colleferro (Roma)? Ecco cosa ci dice il sito internet ufficiale: “…oltre quattrocento maglie indossate dai campioni del passato e del presente, italiani e stranieri. (…) le gloriose maglie della Partenope Napoli, dell’Amatori Milano, della Lazio o dell’Italia di Giovanni Raineri, Fabrizio Gaetaniello, Ivan Francescato, Pierpaolo Pedroni, Marco De Rossi, Luca Martin, Mauro e Mirco Bergamasco, Andrea Lo Cicero, Marco Bortolami, Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Kaine Robertson, Carlo Caione, Carlo Festuccia, Marcello Cuttitta, Carlo Checchinato…
Stelle del rugby mondiale, per citarne alcuni John Gallagher, Pita Alatini, Eric Rush, Robin Brooke, David Campese, Jeff Miller, Martin Johnson, Jonah Lomu, Jonny Wilkinson. Pezzi unici che la rendono unica in Italia ed una delle più importanti al mondo”.

In realtà c’è molto di più, e se domani sera siete nei dintorni della capitale fateci un salto, perché all’inaugurazione di una nuova ala del museo parteciperà una buona fetta della nazionale azzurra.
Noi abbiamo intervistato il “papà” del museo, Corrado Mattoccia.

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Palla ovale tra Flaminio e… Olimpico

Roberto Parretta per La Gazzetta dello Sport di oggi

Il Sei Nazioni non abbandona Roma. Il concetto finalmente senza più velate minacce di trasloco, l’ha espresso ieri il presidente della Fir Giancarlo Dondi, alla presentazione del Torneo 2011. Un concetto su cui pesa già una scadenza immediata: martedì 1° febbraio le Soprintendenze devono concedere il via libera per la costruzione del nuovostadio Flaminio. Lavori Solo a quel punto la procedura prevede la consegna dell’impianto dal Comune alla FIR (che coprirà due terzi della spesa). In un quadrante che si prospetta cruciale nell’ambito della candidatura olimpica di Roma 2020, in viale Tiziano dovrebbe risorgere un impianto da 40.800 posti. «C’è un accordo con il Comune per giocare nel 2013 in uno stadio ristutturato ed adeguato alle esigenze del Board del Sei Nazioni — ha detto Dondi —. Noi vogliamo Roma, il Board del Sei Nazioni vuole Roma. Ma se per quella data lo stadio non sarà pronto, dovremo studiare soluzioni alternative temporanee. Perché se restano i veti delle soprintendenze, non partono i lavori». Alternative temporanee, ma non è detto che non siano nella capitale. Il presidente del Coni Gianni Petrucci, infatti, una soluzione l’ha proposta: «Roma è la casa del rugby, se un giorno dovesse servire l’Olimpico con i suoi 75-80mila, noi siamo a disposizione…». Poi ci sarebbe però il problema del come riempirli, i 75mila. Quest’anno l’Italia giocherà 3 partite a Roma: sabato 5 febbraio con l’Irlanda, il 26 con il Galles e il 12 marzo con la Francia. Alla fine del Torneo il via ai lavori per gli uffici federali e la zona ospitality (quasi 3 milioni, paga il Comune) che dovrà essere inderogabilmente pronta per il Torneo del 2012. Nazionale alla romana Esclusi dalla lista dei 24 giocatori convocati dal et. Nick Mallett per l’Irlanda, i 6 romani chiamati invece in Nazionale A saranno tutti titolari domani (ore 16.15) a Worcester contro gli England Saxons (la nazionale inglese «di scorta») : Bocchino all’apertura, Sepe e Toniolatti alle ali, Andrea e Matteo Pratichetti coppia di centri e Bernabò flanker. Più l’estremo Buso, veneto, ma lo scorso anno alla Rugby Roma.

Flaminio, qualche nube c’è ancora

Christian Marchetti per Il Corriere dello Sport

Il Flaminio, questo Flaminio, non basta più. Lo sostiene il Board del Sei Nazioni, che entro il 2013 vuole uno stadio più grande, moderno, funzionale. Ci sono i fondi, c’è l’ok degli eredi del progettista Pier Luigi Nervi, manca quello della Sovrintendenza statale. «I ritardi non sono certo colpa del Campidoglio – ha detto il presidente della commissione Sport e Cultura di Roma Capitale, Federico Mollicone, a margine della vernice del Sei Nazioni 2011, tenuta ieri al Salone d’Onore del Coni – Tra marzo e aprile inizieremo il completamento delle opere per le aree sottostanti la tribuna coperta. Tra la fine del Sei Nazioni 2012 e il dicembre dello stesso anno procederemo invece all’ampliamento delle gradinate fino ad una capienza di 40.800 spettatori. Lavori per cui sono stati già stanziati 4 milioni’-. Il numero uno del Coni, Petrucci, ha proposto l’alternativa Olimpico. “Rimane un’eventualità – il diplomatico commento di Dondi -potremmo parlarne. Certo, se sul Flaminio rimangono i divieti della Sovrintendenza, i lavori non partiranno mai».

Un all blacks per il Gubbio

Da Il Corriere dell’Umbria

Cari Hayman “sponsor” del Rugby Gubbio. Il mitico pilone degli Ali Blacks infatti domani sarà in sede alle 18 per la presentazione della maglia ufficiale 2010-2011. Testimonial d’eccezione dell’evento sarà quindi Hayman, figura di primo piano nel panorama rugbistico mondiale e considerato il più forte pilone neozelandese degli ultimi dieci anni, tanto da ricevere nel 2006 la nomination a miglior giocatore dell’anno. Classe 1979, entrato fin dall’Under 16 tra le file dei mitici Ali Blacks, Hayman ha poi militato tra i Newcastle Falcons e, di recente, ha firmato un accordo con il Tolone, squadra in cui giocherà nei prossimi anni. Hayman sarà presente inoltre alla partita degli Under 16, che verrà disputata sul campo di Coppiole contro il Foligno nella mattina di domenica, e seguirà quella della prima squadra contro il Parma in programma alle 14.30. Anche i più piccoli dunque avranno la possibilità di vedere da vicino quello che per molti di loro rappresenta un mito sportivo. E anche i più grandi avranno modo di imparare qualche “trucco” dal grande campione, da mettere poi in campo. L’appuntamento di domani rappresenta dunque un ulteriore passo in avanti del Rugby Gubbio, una società sin dalle origini fortemente radicata nel territorio locale, e tuttavia attenta a non perdere di vista il grande rugby internazionale, all’insegna di una passione sportiva senza confini che guarda sia al presente ma anche al futuro, in particolare con