L’Afghanistan mette il primo piede in Ovalia

Venerdì 23 dicembre 2011 è un giorno che nel suo piccolo fa un po’ di storia. Una data infatti in cui dieci squadre di rugby a 7 si trovano per un torneo, sostenuto dalla locale ambasciata inglese. La notizia però è che questo avviene a Kabul, città capitale di un paese di cui si parla spesso ma non certo per vicende sportive, purtroppo.
L’Afghan Rugby Federation si è affiliata all’Asian Rugby Football Union il mese scorso e può oggi contare su circa 220 tesserati. Non molti, ma comunque un primo passo per la diffusone di uno sport che certo non si può dire abituale a quelle latitudini. Insomma, la strada da percorrere è tanta, ma l’importante è iniziare.

Natale e fine anno, gli auguri di Vittorio Munari a tutti voi

Natale, capodanno, tempo di feste. Io vi porgo il saluto e gli auguri di Vittorio Munari, amico e uomo-rugby come non ce ne sono altri al di qua delle Alpi. Buone feste a tutti.
ps: a chi indovina la “colonna sonora” la mia imperitura stima.

Il prof Rugby Union Times stila la pagella del 2011

I voti di Marco Ermocida di Rugby Union Times a quanto avvenuto nel 2011 per le lande ovali

10 a quel 12 Marzo, giorno della vittoria contro la Francia al Flaminio: la meta di Masi, i calci di Bergamasco, il Trofeo Garibaldi alzato da Castrogiovanni, il Flaminio in deliro: puro ‘godimiento’ azzurro.

9 come le vittorie di Treviso nella sua prima stagione celtica: un bottino mica male per una matricola

8 a Nick Mallett, il sudafricano dall’animo latino troppo presto accompagnato alla porta dalla FIR. I prossimi successi italiani saranno anche merito dell’ottimo lavoro fatto durante la sua gestione, potete scommetterci.

a chi sgomita  per scrivere, parlare e commentare di rugby tutto l’anno, a prescindere dai risultati eclatanti: da Sky a Rai Sport senza dimenticare ovviamente La7, dalla Gazzetta al trafiletto sull’edizione locale, passando per La Meta e AllRugby, attraverso trasmissioni radio fino all’ultimo dei blog specializzati. Grazie.

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Sua Maestà rimette in gioco Mike Tindall, Pippa Middleton non convocata

In Nuova Zelanda ne ha combinate di cotte e di crude nonostante fosse uno dei pilastri dello spogliatoio inglese e appena maritato a Zara Philips, nipote della regina Elisabetta. Insomma, Mike Tindall ha pestato delle torte mica male durante il Mondiale. Eppure lui alla festa di Natale in casa Windsor ci sarà, assieme ad altre 26 persone, Sua Maestà inclusa.
Ma in quella che i tabloid britannici hanno definito come una delle riunioni della famiglia reale più numerose da un bel po’ di anni a questa parte non ci sarà Pippa, la celebre sorella di Kate Middleton, fresca sposa del principe William. Elisabetta non ne ha proprio voluto sapere di averla a quella tavola. Troppo chiacchierata e troppo spesso sui giornali scandalistici. Pure il buon Mike a voler vedere, ma in caso di rissa lui può tornare utile.

Planet Rugby incorona Castro. E pure Parisse si guadagna un posticino al sole

Planet Rugby è una delle testate on line più prestigiose del mondo. Come ogni fine anno ha stilato la su squadra ideale dei 12 mesi appena passati e là davanti, in prima linea, c’è anche Castro. Per Parisse invece una menzione speciale

15 Kurtley Beale (Australia)
Bubbling under: Israel Dagg

14 Chris Ashton (England)
Bubbling under: James O’Connor

13 Conrad Smith (New Zealand)
Bubbling under: Brian O’Driscoll

12 Ma’a Nonu (New Zealand)
Bubbling under: Jamie Roberts

11 Digby Ioane (Australia)
Bubbling under: Isa Nacewa

10 Dan Carter (New Zealand)
Bubbling under: Quade Cooper

9 Will Genia (Australia)
Bubbling under: Mike Phillips

8 Kieran Read (New Zealand)
Bubbling under: Imanol Harinordoquy
(dal testo di Planet Rugby: “Huge mention for Sergio Parisse”)

7 David Pocock (Australia)
Bubbling under: Thierry Dusautoir

6 Sean O’Brien (Ireland)
Bubbling under: Jerome Kaino

5 James Horwill (Australia)
Bubbling under: Victor Matfield

4 Brad Thorn (New Zealand)
Bubbling under: Courtney Lawes

3 Martin Castrogiovanni (Italy)
Bubbling under: Owen Franks

2 Keven Mealamu (New Zealand)
Bubbling under: Bismarck du Plessis

1 Soane Tonga’huia (Tonga)
Bubbling under: Cian Healy