Travagli e D’Apice, Aironi a tempo

Il mediano di mischia del Petrarca Padova Pietro Travagli e il tallonatore della Rugby Roma Tommaso D’Apice saranno a disposizione dei Montepaschi Aironi per il prossimo mese in sostituzione dei giocatori convocati dall’Italia per partecipare al Sei Nazioni.

Travagli e D’Apice saranno quindi i “permit players” ammessi dal regolamento della Celtic League e avallati dalla Federazione, che colmeranno i vuoti lasciati dagli azzurri. Con Michael Wilson fuori per tutta la stagione e Pablo Canavosio impegnato nel Sei Nazioni, il club ha deciso di riportare a Viadana Pietro Travagli, che in riva al Po aveva già trascorso tre stagioni. D’Apice va invece a completare la lista dei tallonatori a disposizione dello staff del Montepaschi.

Entrambi faranno ritorno ai rispettivi club di appartenenza nel momento della ripresa del campionato di Eccellenza.

Gli Aironi Rugby desiderano ringraziare vivamente le società Petrarca Padova e Rugby Roma per la disponibilità dimostrata e la fattiva collaborazione.

PIETRO TRAVAGLI
Ruolo: mediano di mischia
Nato a: Treviso
il: 28/04/1981
Ha debuttato in A1 nella stagione 2000-2001 con la maglia di Treviso, poi ha vestito le maglie di Viadana, Petrarca, di nuovo Treviso prima di altre due stagioni a Viadana. Quindi l’avventura inglese con il Bath, due anni con la Rugby Parma e, nella scorsa stagione, Rovigo. Da quest’anno gioca con il Petrarca Padova. Vanta nove caps e una meta in Nazionale.

TOMMASO D’APICE
Ruolo: tallonatore
Nato a: Benevento
il: 30/06/1988
Cresciuto nel Rugby Benevento, con cui ha debuttato in A2 nel 2007-2008, Tommaso D’Apice è considerato uno dei talenti del rugby italiano. L’anno seguente disputa 7 partite in A1 (con una meta) con la maglia del Calvisano, mentre nelle ultime due stagioni ha vestito la maglia della Rugby Roma.

Living in Aotearoa: tra Eden Park e lavori (troppo?) lontani

La seconda “puntata” del diario che Marco Martinelli – giovane rugbista della Pierantoni Pesaro – sta tenendo per Il Grillotalpa dalla lontana Nuova Zelanda. Al solito, palla a Marco…

Eccomi qui di nuovo. Ad Auckland è fine estate, quasi inizio autunno. Il nostro settembre per farvi capire meglio, e ovviamente inizia la stagione sportiva! Oltre ai nostri allenamenti che continuano, sempre devastanti ma piacevoli, stanno per cominciare i vari tornei – nazionali e non – di rugby. Su tutti il Super XV o Super Rugby. Immagino che tutti voi sappiate di cosa si tratta, ma per non sbagliarmi vi do due informazioni. E’ un campionato che prevede la partecipazione di 5 squadre sudafricane, 5 neozelandesi e 5 australiane. Fino all’anno scorso il torneo era denominato Super XIV (partecipavano solo 14 squadre) ma quest’anno una nuova franchigia si è aggiunta, i Melbourne Rebels, capitanati da Stirling Mortlock! Il torneo avrà inizio a metà febbraio, qui sono tutti euforici: è l’evento che si aspetta dopo l’estate e forse il campionato più bello del mondo. La prima partita ad Auckland è in programma il 19 Febbraio, match Blues-Crusaders, e noi abbiamo i biglietti!
La partita si svolgerà all’Eden Park, stadio dove saranno effettuate le semifinali e le finali della Coppa del Mondo, nonché appena ristrutturato e ampliato ad una capacità di 60.000 posti. Ieri all’Eden Park si giocava Nz-Pakistan di cricket e io ne ho approfittato, visto anche il basso prezzo del biglietto, per farmi un giretto: veramente bello. Stiamo cercando di aver anche qualche biglietto anche per i Mondiali ma qui scarseggiano e sono rimaste poche partite, alcune però non male: Samoa-Fiji, Inghilterra-Scozia, Australia-Irlanda, ma i prezzi non sono dei più accessibili. Avremmo visto l’Italia volentieri ma le sedi in cui giocherà sono parecchio distanti, almeno che non arrivi in semi-finale… Ieri sera, anzi ieri notte, siamo rimasti in piedi fino alle 3 del mattino per recarci in un Guinness Pub qui in centro per vedere la partita contro l’Irlanda… un nervoso che non potete immaginare!

Come detto nel nostro precedente e primo intervento stiamo cercando lavoro per non essere di troppo peso, dal punto di vista economico, alle nostre famiglie. E pure per qualche soddisfazione personale (leggi i biglietti dei mondiali). Qualcosa abbiamo trovato: si tratterebbe di un lavoro con contratto da metà marzo a meta giugno, come magazziniere o giù di li, in una località con non più di 7.000 anime, situata a 3 ore da Auckland. Questo vuol dire che se accetteremo, dovremmo rinunciare agli allenamenti per qualche mese. Fino a metà marzo c’è tempo, nemmeno tanto, ma speriamo basti per trovare un lavoro qui vicino, in modo da poterci pure allenare. Io sono dell’idea di accettare, perché facendo cosi una botta di conti, il guadagno dovrebbe essere sufficiente per vivere poi da meta giugno fino alla conclusione del viaggio, non male direi, mentre il mio amico Mattia preferirebbe allenarsi e aspettare di trovare un lavoro ad Auckland o dintorni. Magari le nostre strade si divideranno per un po’, del resto abbiamo vent’anni ciascuno, non credo sia un grosso problema.

A presto, Marco.

 

Aironi, Rowland Phillips indica la via

I risultati forse sono difficili da ignorare, ma gli Aironi stanno sicuramente migliorando. Un incredibile trionfo sul Biarritz finalista di Heineken Cup della scorsa stagione verso la fine del 2010 ha dimostrato di cosa sono capaci i nuovi arrivati e l’allenatore Rowland Phillips è convinto che la sua squadra continuerà a migliorare.

Gli italiani devono ancora registrare la prima vittoria in Magners League nella loro stagione del debutto, ma una sconfitta di misura con i Cardiff Blues nell’ultima partita di campionato prova ulteriormente che la prima agoniata vittoria si sta avvicinando.Buone notizie per gli Aironi e per il rugby italiano in generale.

“Penso che abbiamo fatto passi avanti contro i Blues,” ha detto Phillips, ex flanker del Galles che ha preso le redini della squadra italiana in novembre. Le emozioni sono difficili. Sono deluso che non abbiamo ottenuto nulla in quella partita – una grande delusione – ma sono contento del fatto che stiamo facendo esperienza importante in questa lega.Abbiamo confidenza in noi stessi ad ogni partita; confidiamo nella nostra preparazione e affrontiamo le partite per giocarcela e per vincerle. Detto questo, come si nota dai risultati siamo ancora senza vittorie e fuoricasa non abbiamo giocato molto bene.Come minimo, sono contento del fatto che siamo stati competitivi e abbiamo dominato sul possesso territoriale per larghi tratti e fino all’ultimo calcio contro i Blues, avendo anche l’opportunità di vincere la gara.E’ stato un grande passo avanti per noi come gruppo. Lasciare la casa di una grande squadra come i Cardiff Blues credendoci un po’ di più è sicuramente positivo.”

Gli Aironi si stanno adattando alla vita della Magners League

Gli Aironi hanno affrontato due grandi difficoltà nella loro prima stagione e Phillips crede che la squadra le stia lasciando entrambe alle spalle.La prima viene dal fatto che gli Aironi sono una franchigia totalmente nuova. Formata nell’estate con otto club di due diverse regioni gli italiani si sono trovati già in svantaggio nella fase di preparazione pre-campionato.

Mentre i rivali di Magners League erano impegnati a rinforzare le rose con nuovi contratti gli Aironi iniziavano ad affacciarsi sul nuovo palcoscenico.

Anziché poter costruire e rinforzare un gruppo già esistente gli Aironi hanno dovuto creare tutto dal nulla e formare un’identità ancor prima che tutto il resto potesse essere considerato.

“Chiunque sa che è difficile mettere insieme così tanti giocatori da così tante squadre diverse,”

ha aggiunto un fiducioso, ma realistico Phillips il quale sembra convinto che gli Aironi inizieranno a creare molto ora che ci sono le fondamenta.

“Io posso solo gestire le nostre aspettative come giocatori e come squadra…e certamente penso che stiamo sicuramente iniziando a sviluppare un’identità nostra. All’inizio del campionato eravamo ancora alla ricerca del nostro gioco. Tornando indietro nel tempo, quando Warren Gatland è arrivato ad allenare il Galles e ha selezionato mezza squadra degli Ospreys per giocare contro l’Inghilterra, lo fece sulla base di una solida struttura difensiva. Essere forti in difesa ti da sempre un’opportunità di competere per vincere. Se non concedi molti punti e ne segni qualcuno ti metti nella posizione di poter vincere le partite. Noi stiamo costruendo fiducia nella nostra difesa.Le nostre giocate sono buone, solo credo che dobbiamo essere più precisi. Non usiamo moltissimo il gioco al largo al momento, ma è qualcosa su cui stiamo lavorando.”

Gli Aironi stanno sviluppando una forte identità dentro e fuori dal campo

Sommate il fatto che la maggior parte dei giocatori degli Aironi ha fatto un grande salto dal livello del Super 10 ad un torneo molto più intenso come la Magners League e non sarete sorpresi del fatto che i nuovi arrivati ci abbiano messo un po’ ad ambientarsi.

“Tutte le altre squadre della Magners League sono allenate per fare una settimana di preparazione, giocare una partita ad alta intensità, poi un’altra settimana di preparazione e un’altra partita intensa e non c’è tregua. Abbiamo dovuto preparare i nostri ragazzi anche mentalmente a questo processo.E’ stato uno dei punti chiave per noi – far sì che si rendessero conto delle richieste che pone una competizione come la Magners League. Non si può mai colare a picco, arrivare allo zero assoluto e recuperare a pieno per il weekend dopo. E’ una sfida per me come allenatore e lo è anche per i giocatori. Come staff, possiamo essere contenti e orgogliosi perché abbiamo un gruppo di giocatori che vuole imparare e migliorare. Se diamo loro l’ambiente per crescere avremo questo entusiasmo nonostante i risultati. Stanno guadagnando e crescendo come uomini oltre che come giocatori. Tutti conoscono quanto sia alto il livello di questa competizione. Per gli Aironi come club e per la nazionale italiana tutto questo porterà grandi benefici a lungo andare.”

Articolo tratto dal sito web della Magners Celtic League (CLICCA QUI ) tradotto da Emmanuele Fantoni per Aironi Rugby facebook page)

 

Con l’Irlanda ha vinto Mallett

Dal blog di Alessandro Fusco

Dopo una partita così Mallett ha ragione di essere orgoglioso dei suoi. Sono finiti i tempi in cui gli avversari segnavano mete in prima fase con facilità disarmante, così come sono finiti i tempi in cui gli Azzurri si caricavano di falli e cartellini gialli. Oggi la difesa italiana fa paura per organizzazione e per predisposizione al placcaggio. Le immagini della partita con l’Irlanda sono l’esaltazione dei guerrieri azzurri che presidiano i valichi respingendo qualsiasi invasore.

Molto merito va al nuovo componente dello staff Omar Mouneimne, piccolo sudafricano di origini libanesi dal cognome impronunciabile.

A vederlo durante la partita saltare come un matto e partecipare alle fasi del match si capisce quanta energia possa trasmettere ai giocatori durante le sedute di allenamento.

Mallett è l’uomo che esce da questo match da vincitore, al di là del risultato.

Messo sotto pressione prima del Torneo dalle voci – forse sparse ad arte – su Jacques Brunel, indicato dalla stampa come il suo futuro sostituto, e dalle dichiarazioni di Dondi che alla vigilia ha chiesto vittorie, oggi ha messo in campo un’Italia davvero competitiva.

E dopo il match lo ha sottolineato, così come ha giustamente esaltato il lavoro del suo staff.

Vederlo correre giù per le scale del Flaminio per andare a confortare il suo pupillo Gori infortunato o per dare indicazioni a viva voce al suo capitanoParisse è emblematico.

molto più passionale di quanto farebbero presupporre i suoi studi oxfordiani, il ct che in Sudafrica è un mito vivente ha risposto con orgoglio e le sue dichiarazioni prima della partita hanno chiarito la sua volontà:”Voglio vincere e voglio rimanere”, ha tuonato.

E così facendo ha rispedito al presidente Dondi la responsabilità delle future scelte.

Prima di salutare un coach di questo spessore sarà il caso di chiedersi se non sarebbe meglio fare tutto quello che chiede per metterlo in condizioni di fare il bene del rugby italiano.

 

Scozia amara per l’Italia “A”: 11-3

Sul prato del Netherdale Stadium di Gala, battuto per ottanta minuti da pioggia e vento, l’Italia “A” di Gianluca Guidi è stata battuta ieri sera per 11-3 dalla Scozia “A” dopo due anni di risultati positivi contro gli highlanders. All’Italia “A” non basta un sostanziale dominio in mischia e tre cartellini gialli ai danni della squadra di casa – per gli Azzurri giallo a capitan Pavanello in avvio di partita – per portare a casa un match deciso dalla meta di Grant all’undicesimo del primo tempo su un calcio di allontanamento sbagliato dagli Azzurri.

“Rimane un po’ di amaro in bocca per la sconfitta – ha detto a fine gara Guidi – perché siamo stati consistenti in mischia, mettendo la Scozia in difficoltà, e perché una gestione sbagliata dei calci nel primo tempo ha deciso le sorti del match. Ma torniamo a casa a testa alta da questo tour del Regno Unito, con la certezza che molti nostri giovani hanno la qualità per competere ad alto livello: oggi (ieri ndr) i vari Petillo, Minto, Furno sono stati tra i migliori in campo, ed Antonio Pavanello ha fatto vedere ottime cose a terza centro. Lo spirito di questa squadra è quello giusto, i giocatori sanno che questa è la porta d’ingresso in Nazionale Maggiore e che la Churchill Cup della prossima estate, quando affronteremo ancora i Saxons, Tonga e Stati Uniti può valere un posto ai Mondiali neozelandesi di settembre”.

Questo il tabellino:

Gala, Netherdale Stadium – venerdì 4 febbraio

Incontro internazionale

SCOZIA “A” v ITALIA “A” 11-3 (8-0)

Marcatori: p.t. 11’ m. Grant Ry. (5-0); 18’ cp. Blair (8-0); s.t. 4’ cp. Blair (11-0); 10’ cp. Marcato (11-3)

Scozia: Cuthbert; Jones, Grove, Houston, Danielli (23’ st. O’Hare); Blair, Laidlaw; Beattie (16’-26’ st. Traynor), MacDonald (26’ st. Gtan Ro.), McInally (39’ pt. – 9’ st. Lawrie); McKenzie (33’ st. Hamilton), Ryder; Cross, Lawson (26’ st. Lawrie), Grant Ry.

a disposizione: Lawrie, Traynor, Muldowney, Grant Ro., Gregor, Cairns, O’Hare

Italia: Buso; Toniolatti, Pratichetti A., Pratichetti M., Sepe M. (31’ st. Pavan G.); Bocchino (3’ st. Marcato), Semenzato (8’ st. Tebaldi); Pavanello A. (cap), Minto (30’ st. Padrò), Petillo; Bortolami, Furno; Cittadini, Sbaraglini, Rizzo

a disposizione: Manici, De Marchi Al., Padrò G., Belardo, Tebaldi, Pavan G., Marcato
Note: cartellini gialli a Pavanello (Italia) 11’ pt.; McKenzie (Scozia) 27’ pt.; Lawson (Scozia) 39’ pt.; Cross (Scozia) 16’ st.