Aironi, quanto “pesa” la Celtic League

Dal blog-tifoso di Simone Sirtori, tutto dedicato agli Aironi

C’era preoccupazione tra tifosi, addetti ai lavori e appassionati riguardo l’impatto che la Celtic League potesse aver avuto sui giocatori della nazionale e sulle loro prestazioni nelSei Nazioni 2011. Da una parte chi, come Nick Mallett, sosteneva che anche solo sei mesi di campionato celtico, permettesse agli azzurri di arrivare alle sfide internazionali con un bagaglio tecnico più ampio e una maggiore abitudine a quello che è stato definito “alto livello”. D’altra parte si trova la fazione di colore che credono che gli impegni in Celtic League porteranno gli azzurri ad arrivare al Sei Nazioni stanchi da match settimanali di un livello sconosciuto al defunto Super 10. Dopo una sola gara di Sei Nazioni è presto per dar ragione ad una o l’altra ipotesi, tanto più che, video alla mano, ognuno potrebbe dimostrare ciò che vuole. I primi potrebbero portare la tesi del “sconfitta di soli due punti contro l’Irlanda“, i secondi quella del “come al solito partita persa nel finale a causa di stanchezza e perdita di concentrazione“. In attesa dunque delle prossime affascinanti sfide per avere più dati su cui basare la propria opinione, proponiamo a tutti i lettori una tabella del minutaggio dei giocatori degli Aironi, verificando non solo l’impiego dei “nazionali”, ma anche quello di giovani talenti finora soffocati dal basso livello del campionato italiano.

La tabella ci mostra che il più utilizzato resta il capitano Quintin Geldenhuys, con 1253 minuti giocati, mentre il meno utilizzato, con solo 18 minuti, è il pilone Luigi Milani, ceduto al Rovigo proprio per dare maggior spazio al giocatore. Osservando solamente il minutaggio di Celtic LeagueHeineken Cup si può notare l’impiego massiccio di Nick Williams Julien Laharrague, nonchè dei giocatori più esperti e abituati a tale livello, come PeruginiBortolamiOngaro e Sole. Per quanto rigurda gli italiani è significativo il minutaggio di ToniolattiPratichettiPavanTebaldi, nessuno dei quali convocato con la nazionale maggiore, alla faccia della collaborazione franchigia – FIR. Soddisfacente l’utilizzo di BenattiAlberto De MarchiStaibanoFurnoRubini, mentre troppi pochi minuti giocati per i giovani BenettinBusoBiagi. In definitiva, per quanto riguarda la Celtic League, è indubbia la crescita di ToniolattiPratichettiAlberto De MarchiPavan, tutti con un minutaggio che si avvicina alla metà dei minuti disponibili (circa 400 minuti su 960), dimostrando che per far migliorare i giocatori bisogna farli giocare…

La tabella tiene conto di 12 partite giocate in Celtic League, 6 match di Heineken Cup, una partita di Sei Nazioni, tre Test Match autunnali e due match dell’Italia A.

 

Video – La promessa di Parisse: “A Twickenham ci sarò”

L’annuncio del capitano azzurro dal sito di La7
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verso Italia-Inghilterra: Corbisiero, chi era costui?

La Gazzetta dello Sport, articolo di Simone Battaggia

Se Martin Johnson dovesse decidere di schierarlo, sabato a Twickenham, gli azzurri dovranno stare attenti a chiamare le giocate in italiano. Perché per quanto sia cresciuto in
Inghilterra, Alex Corbisiero conosce bene la nostra lingua. Pilone di 23 anni, titolare dei London Irish in Premiership, Corbisiero è figlio di padre italiano e madre inglese ed è cresciuto a Wimbledon. Ma è nato a New York, dove il nonno Riccardo arrivò negli anni Cinquanta per gestire un ristorante. «Sogno di segnare contro l’Italia, quel Paese fa parte delle mie origini — ha detto, dopo la convocazione in prima squadra —. A fine partita scambierò la maglia con un azzurro, per poterla dare a mio nonno».
In realtà, i legami di Corbisiero con l’Italia non vanno al di là del sangue. «È un po’ l’opposto di Paul Derbyshire — racconta Gianluca Guidi, tecnico dell’Italia A che l’ha affrontato due settimane fa contro gli England Saxons —. Ha il cognome italiano, ma si sente in tutto e per tutto inglese, essendo cresciuto a Londra. Da quanto mi risulta, non sono stati fatti dei tentativi per portarlo in Italia: d’altronde Alex fa parte del sistema accademico inglese da quando era in under 16».
Pilone destro, ma all’occorrenza anche sinistro, Corbisiero ha giocato il Mondiale under 19 con l’Inghilterra; l’anno successivo è stato titolare in tutte le partite del Sei Nazioni under 20, segnando anche due mete, una delle quali all’Italia. Al 2008-09 risalgono le sue prime
apparizioni in prima squadra con i London Irish, venti partite giocate e tre mete segnate;
nella scorsa Premiership ha giocato otto volte, quest’anno è già a 13 presenze. Nel frattempo, questo ragazzo che ama le bistecche, ha come idoli sportivi Hulk Hogan e il
compagno di squadra Tonga Lea’aetoa, conosce a memoria tutti i film della saga di Rocky
e sogna la Florida, ha percorso tutta la trafila della nazionali della Rosa, e ora è pronto a debuttare a Twickenham. Se non da titolare — meglio l’esperienza di Sheridan e Cole,
per due come Castrogiovanni e Perugini —, almeno dalla panchina. «È uno dei prospetti
europei più interessanti — chiude Guidi —, deve crescere in mischia chiusa, come tutti i
giovani, ma nel gioco aperto è già scafato. Palla in mano, e in difesa, vale un terza linea».

Aguero e Favaro sotto i ferri

Il pilone degli MPS Aironi Matias Aguero (17 caps) ed il flanker Simone Favaro (6 caps) verranno sottoposti ad intervento chirurgico presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano nella mattinata di giovedì 10 febbraio.

Aguero verrà operato al bicipite brachiale sinistro lesionato nell’incontro tra England Saxons ed Italia “A” del 29 gennaio mentre Favaro si sottoporrà ad intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore destro infortunato in Heineken Cup

I tempi di recupero sono stimati in sessanta/novanta per Aguero e centocinquanta/centottanta giorni per Favaro.

Entrambi gli interventi verranno eseguiti dal prof. Herbert Schoenhuber in equipe con il responsabile medico della Squadra Nazionale dott. Roberto Pozzoni.

 

Rovigo, Zuin passa la palla

Da RovigoOggi.it

E’ un’altra pietra miliare del rugby rossoblu che non è più con noi, Giuseppe Zuin, 84 anni, se ne è andato in punta di piedi per non disturbare. Pilone tricolore degli anni 50, 165 presenze con i bersaglieri in 16 stagioni oltre che aver indossato la maglia della nazionale, si era anche cimentato come allenatore dei giovanissimi al termine della sua militanza rodigina. Lasciato il mondo ovale, aveva mantenuto grandi rapporti con la società ed aveva avuto in conduzione il bar della tribuna principale  negli anni 70 meta di ritrovo delle vecchie glorie non solo rossoblu ma del Veneto intero.  Lascia la moglie e i figli Giancarlo e Loredano entrambi rossoblu.

Lo saluteremo l’8 febbraio, per l’ultima volta,  nella chiesa della Commenda (Madonna Pellegrina) dove si terranno le esequie alle ore 15,