Aironi, tifosi arrabbiati. Ma solo per poco

La sconfitta interna con i Newport Dragons ha fatto scattare le prime contestazioni tra i tifosi degli Aironi, ancora in cerca della prima vittoria celtica.
A farsene portavoce i Miclas, il gruppo organizzato dei supporters di Viadana, in due comunicati. Il primo più duro, il secondo di “perdono”
Questo il primo comunicato, diffuso poco dopo la fine della partita

Noi ci sentiamo presi in giro! Noi non siamo mai andati allo Zaffanella senza aver voglia di lottare (NOI!)! noi siamo sempre andati allo Zaffanella convinti di poter vincere (NOI!)! noi di fronte a score difficili non abbiamo mai smesso di sostenervi (NOI!)! noi nonostante moltissime sconfitte abbiamo sempre risposto presente allo stadio (NOI!)!

e voi? senza cuore! senza voglia! senza rispetto anche per noi! senza voglia di uscire sanguinanti dal campo! senza voglia di giocare!

NESSUNO VI HA MAI CHIESTO DI VINCERE MA TUTTI NOI VI ABBIAMO SEMPRE CHIESTO DI LOTTARE PER VINCERE!!!

E’ sempre stata nostra filosofia difendervi anche quando si poteva prendere le distanze, come del resto è sempre stata nostra filosofia non fare nomi di giocatori che hanno giocato male, ma ora siamo veramente turbati da questa situazione!

I Miclas.

Dal sito dei Miclas, i tifosi organizzati degli Aironi, qualche ora dopo

Sono passate alcune ore dalla fine della partita ed ora la delusione se ne è già andata! Noi per primi questa sera eravamo sicuri di poter vincere e per questo la sconfitta, ci ha affranti; ora però siamo nuovamente pronti a guardare avanti, con la certezza che prima o poi pure noi inizieremo a vincere!

Anche nei rapporti d’amore più belli, ci possono essere piccoli screzi, ma l’amore non viene mai messo in dubbio ed anche in questa situazione, l’amore che noi abbiamo per gli Aironi, rimane tale!

Proiettiamoci già al prossimo incontro e dimostriamo di che pasta siamo fatti, noi e voi assieme!

Mai Mular Aironi!

Campionato Under 20: i risultati del 16° turno

Vincono tutte le big. La Mantovani Lazio fa suo l’incontro superando all’acquacetosa i Crociati Rfc con il punteggio di 29-7. Il Petrarca Padova, da par suo, vince la gara contro il Viadana Rugby  per 34-5. Tutte e due realizzando il bonus mete. La Benetton Treviso, invece, passa a fatica a Firenze.  17-12 il risultato finale. Prezioso il successo esterno dell’Aquila vittorioso sul Calvisano per 22-12, mentre il Granducato Parma fa 64-00 contro la Roma.
Il campionato riprenderà domenica 6 marzo con la Mantovani Lazio in trasferta a Viadana e il Petrarca che osserverà il turno di riposo.


Under 20 – XVI giornata – 20.02.11 – ore 12.30

HBS GranDucato Parma – Futura Park Rugby Roma  64 – 00  (5-0)
Petrarca Padova – MPS Viadana  34 – 05  (5-0)
Consiel Firenze – Benetton Treviso  12- 17  (1-4)
Mantovani Lazio – Crociati Rugby 29 – 07  (5-0)
Cammi Calvisano –  L’Aquila Rugby   12 – 22  (0-4)

Riposo: Orved Amatori San Donà

Classifica: Mantovani Lazio punti 64; Petrarca Padova punti 61; Benetton Treviso punti 52; Crocati Rfc punti 45; Granducato Parma punti 41; Viadana Rugby e M-Three Orved San Donà Rugby punti 33; L’Aquila Rugby punti 24; Cammi Calvisano punti 16;  Firenze Rugby punti 11; Futura Park Roma punti 5.

****Firenze Rugby 4 (quattro) punti di penalizzazione.

Prossimo turno domenica 6 marzo  2011
Futura Park Roma – Cammi Calvisano; Viadana Rugby – Mantovani Lazio; L’Aquila Rugby – Benetton Treviso; Crociati Rfc – Consiel Firenze; Amatori San Donà – Granducato Parma.  Riposa: Petrarca Padova.

 

Aironi e Guidi, strada già finita

A dicembre la notizia dell’ingresso di Gianluca Guidi nello staff tecnico degli Aironi era stata salutata con commenti più che positivi. L’arrivo a Viadana del ct della Nazionale “A” con il ruolo di responsabile dei tre-quarti della franchigia lombardo-emiliana sembrava andare nella giusta direzione per una corretta e proficua collaborazione tra FIR e formazioni celtiche dopo un inizio un po’ stentato. Già, sembrava. Perché ieri sera il general manager degli Aironi Franco Tonni, ospite della trasmissione radiofonica “Quelli che… il rugby”, ha fatto sapere che quella collaborazione è finita: “Ringraziamo lui e la FIR, ma la nostra linea tecnica è diversa”.
un fulmine a ciel sereno, o quasi. in realtà rumors e voci di un’accoglienza piuttosto fredda per l’arrivo di Guidi in riva al Po si inseguivano da tempo.

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Celtic League: negli Aironi forfait di Paolo Buso

Dall’ufficio stampa Aironi

Doppio allenamento anche quest’oggi per i Montepaschi Aironi in vista della partita di domenica alle 17,30 allo Zaffanella contro i Newport-Gwent Dragons valida per il quindicesimo turno di Magners League.

Una partita in cui però la franchigia dovrà rinunciare a Paolo Buso. L’estremo, tra i protagonisti della buona prestazione di Dublino della scorsa settimana con un drop e il piazzato finale che ha permesso di centrare il punto di bonus, si è infatti infortunato nel corso dell’allenamento di martedì. L’ecografia a cui è stato sottoposto quest’oggi nello studio del dottor Giulio Pasta ha evidenziato uno strappo di secondo grado al flessore della coscia sinistra. Il ritorno in campo di Buso è previsto in circa due mesi.

Domani pomeriggio la squadra svolgerà il captain’s run alle 14,30. Un’ultima rifinitura utile a sciogliere gli ultimi dubbi che ancora accompagnano l’avvicinamento alla sfida di domenica.

Treviso e il dopo-Munster: quanto cresce Filippucci!

Silvano Focarelli su La Tribuna di Treviso

Dolce è stato il risveglio dei «leoni» il giorno dopo la grande impresa. Ne stanno parlando molto pure in Irlanda, ad esempio l’Evening Echo di Cork rende onore al Benetton con un pizzico di ironia: «Treviso continua ad impressionare, aggiungendo alla serie di scalpi collezionati a Monigo quello del Munster». In questi casi non è opportuno stilare classifiche di merito ma, certo, ciò che ha fatto sabato Marco Filippucci è senz’altro degno di menzione. Vicentino di Bassano, 24 anni, terza linea, uno dei dominatore del pack. «Quando gioco non me ne accorgo nemmeno, come ho giocato lo capisco rivedendomi in video. Sentir dire che ho fatto bene mi fa piacere, ma la cosa fondamentale è che abbiamo vinto con una grande prestazione di squadra. Anche di chi finora aveva giocato poco e, di conseguenza, con qualche problema nel trovare il ritmo giusto, invece anche loro hanno dimostrato di poter tenere benissimo il campo. E mi riferisco a Pratichetti, Sepe e tutti gli altri». Avete dimostrato che, oltre alla perizia tecnica, per battere la capolista serve anche un grande carattere. «Sì, però con il carattere, la volontà, duri al massimo una decina di minuti; solo se hai anche una grande organizzazione puoi vincere. In verità l’organizzazione nel finale è un po’ sparita dalla circolazione per far posto all’emozione, ma devo dire che cuore, gambe e testa non ci sono mai mancati. Una grande difesa schierata sino alla fine, tranne nell’ultima meta dove anch’io ho sbagliato, ero andato per l’intercetto quando erano sotto i pali». In classifica siete 7-6: chi l’avrebbe mai detto? «A maggior ragione dopo aver sentito i commenti su certe batoste anche in Heineken, dimenticandosi un po’ troppo presto del buono fatto dalla squadra fino a quel momento». Le grandi le battete tutte: questione di motivazioni? «Non lo so. Al primo anno di Celtic sarebbe strano se pensassimo di impegnarci solo con le grandi, sulla carta tutte ci sono superiori, anche le ultime. Però sicuramente affrontare Munster, Leicester, Scarlets davanti ai nostri tifosi ti dà una carica in più, è una sfida, la voglia di dimostrare che ci siamo anche noi. Siamo felici anche perché abbiamo tenuto alto l’onore del rugby italiano». Il rugby italiano dunque non è quello del Sei Nazioni… «Contro l’Inghilterra abbiamo deluso, è vero, ma non dimentichiamo che con l’Irlanda siamo andati vicini ad un risultato storico, ma ogni gara ha una sua storia». Allora voi e nazionale dovreste giocare sempre in casa. «Forse è vero, però la prossima sfida del Benetton sarà quella di vincere, o almeno di fare una grande prestazione all’estero, come con gli Scarlets o Perpignan in Heineken. Se vogliamo crescere vincere solo in casa non basta». Il tuo rapporto con la nazionale? «Non esiste… Però nemmeno ci penso: nel mio ruolo ci sono giocatori bravissimi, anche nel Benetton, penso a Vosawai e Derbyshire. Ovvio, la maglia azzurra è un sogno che si ha da ragazzini, comunque sto con i piedi per terra, faccio un passo alla volta e penso solo a Treviso». Sabato sarete di nuovo al Monigo, con l’Ospreys. Dopo Munster le aspettative dei tifosi saranno alle stelle. «Ormai nessuno ci considera più una sorpresa, loro non verranno qui a passeggiare, al contrario avranno il coltello fra i denti. Sarà indubbiamente un’altra battaglia». Silvano Focarell