Caso Aironi, Dondi dice la sua

Leonardo Bottani per La Gazzetta di Mantova

Parmigiano lui stesso, il presidente ha tenuto orgogliosamente a battesimo la franchigia lombardo-emiliana il maggio scorso. Nella Sala consigliare del Comune ducale era seduto al fianco del sindaco Vignali, insieme ai presidenti dei 6 club che avevano appena firmato davanti al notaio Alansi l’atto costitutivo della società ‘Aironi Rugby spa’. «Sono a conoscenza della situazione e comprendo il disagio degli Aironi. Spero che possano arrivare a una soluzione in modo da coprire il bilancio». Quanto alle motivazioni addotte soprattutto da Bernardo Borri (presidente del Rugby Parma) e Gabriele Ruffolo (consigliere degli Aironi per il Rugby Noceto) sui motivi del mancato reperimento di risorse, il presidente federale risponde: «La crisi c’era anche l’anno scorso. Forse si sono fatti prendere dall’entusiasmo senza fare i conti con l’oste. Io normalmente gli impegni li mantengo». Molto schietto Dondi si rivela anche nel commentare la fantomatica voce che vuole in fase di creazione una terza franchigia facente capo unicamente a Parma: «Mi sembra una cosa ridicola che facciano una franchigia nuova a 25 km di distanza. Non so poi che soldi fadano a prendere, infine in che campionato vadano a giocare. Credo che siamo a livello di chiacchiere. Purtroppo viviamo in un mondo fatto di troppe chiacchiere e di valutazioni che cambiano di segno molto in fretta». Dal presidente della Fir arriva quindi un invito alla concretezza dei fatti e delle cose reali. E i fatti, inutile girarci attorno, sono soprattutto i soldi che servono a onorare gli impegni, che servono a chiudere i bilanci. Nel bel mezzo della bufera sollevata dalle forti dichiarazioni del presidente della franchigia Silvano Melegari, arriva una buona notizia proprio sul fronte economico: pare che il Gran Rugby, unica componente parmigiana ad aver portato uno sponsor (il Rolly), sia riusci-to ad assicurarsi il sostegno di un’altra importante realtà emiliana. Le trattative ovviamente erano in corso da tempo tuttavia è significativo che proprio in questi giorni caldi si sia ormai chiuso positivaente il discorso. Ma Melegari non sta di certo con le mani in mano e guarda anche a Nord-Ovest.

Aironi, su Radio R101 cade l’ultimo velo: “Sì, pensiamo a Milano”

Articolo e intervista che ho realizzato per le pagine web dedicate al rugby del sito di Radio R101.

Inadempienze, mancato arrivo di sponsor da parte dei “parmigiani” come invece era previsto. E così una battuta detta domenica sera dal presidente Melegari scatena un diluvio di polemiche, che evidentemente covavano da tempo.
Ne abbiamo parlato proprio con Silvano Melegari, che ci dice che questa mattina una delle anime parmigiane ha portato un nuovo sponsor, ma che ci dice anche delle mire ormai non più nascoste sulla “capitale morale” del Paese. Sempre che le condizioni a Viadana non cambino.
Infine un accenno al “caso Guidi”, dove Melegari fa capire che il tecnico pensava di diventare l’anno prossimo head coach della franchigia.

PER SENTIRE LE PAROLE DEL PRESIDENTE AIRONI CLICCATE QUI

Aironi, ormai è scontro aperto

Leonardo Bottani, per La Gazzetta di Mantova

«Questi signori vengono a nozze con i fichi secchi. Gli impegni vanno onorati altrimenti i parmigiani se ne vadano: ci sono altre realtà pronte a entrare». Non sono per niente piaciute a Silvano Melegari le risposte date da alcuni soci della franchigia degli Mps Aironi.
«C’è la crisi quindi hanno fatto il possibile? Una risposta inaccettabile — parte in quarta il presidente —. Da ottobre chiedo che Parma porti sponsor. Hanno sottoscritto l’impegno di portare risorse e, lo ribadisco, eccetto Rolli, sulla maglia non ci sono sponsor parmigiani. Allora, che versino quanto spetta loro in base alla quota». Tutto l’impegno professato da Rugby Parma, Noceto e Gran, Melegari non lo vede: «Il Gran almeno è stato serio mettendo a disposizione il 10% della sua quota, che era pari al 15%. Dicono che gli Aironi sono la loro priorità ma non è vero perché, in quel caso, avrebbero dovuto ridimensinare le risorse per le loro rispettive squadre. Hanno due anime: chi parla con me dice che vuole andare avanti, in realtà c’è anche chi frena. Voglio far notare che questi signori si sono fusi tra loro spendendo quindi la metà dell’anno scorso». Melegari quindi ipotizza quello che ci possa essere dietro questo atteggiamento: «Ho l’impressione che ci sia qualcuno che lavori per far crollare il progetto Aironi perché invidioso che si giochi a Viadana. Ma non ci sono alternative perché a Viadana ci sono strutture, organizzazione e ambiente». Il presidente aveva sempre sostenuto l’importanza in futuro di giocare anche nella città ducale: «Ed eravamo pronti a venire subito a Parma, anche al Tardini, per due gare di Heineken, trasferendo anche la tabellonistica che pure non è parmigiana. Ma i Crociati hanno rifiutato: si è addotta la concomitanza con una gara di Challenge ma le cose si potevano risolvere». Quindi l’affondo decisivo: «Questi signori devono decidere se stare dentro o fuori: non si può andare avanti con queste ambiguità, queste incertezze. Altre realtà del Nord-Ovest sono pronte ad entrare nella franchigia e varie altre società stanno per ufficializzare il ruolo di club fiancheggiatori». La chiusura di Melegari è ancora per la fantomatica voce che vuole in fase di allestimento una cordata unicamente parmigiana: «Se qualcuno pensa di far crollare gli Aironi per portare la franchigia a Parma deve sapere che Regione Lombardia, Provincia di Mantova e Comune di Viadana hanno investito 4,5 milioni di euro e che, soprattutto, ci vogliono strutture che a Parma non ci sono». Quanto alla squadra, niente squalifica per Giulio Toniolatti nonostante domenica sia arriato il terzo cartellino giallo. Dal conto va infatti tolto il ‘giallo’ con cui l’ala venne punito sul campo per lo spear tackle ai danni del mediano di mischia del Treviso Botes nel derby del 31 dicembre. Essendo infatti stato citato dal Citing commissioner e poi giudicato colpevole per quello stesso fallo con 3 settimane di sospensione, il cartellino subito in campo non viene conteggiato. Quello subito domenica scorsa per il placcaggio pericoloso ai danni di Warwick diventa quindi solo il secondo cartellino giallo per Toniolatti, che potrà così giocare al Ravenhill di Belfast venerdì sera contro l’Ulster (ore 20.05). Dopo la doppia seduta della giornata di ieri, la squadra si allenerà anche questa mattina e poi domani partirà per l’Irlanda

Aironi, altre voci. Nuovi problemi?

Dalla pagina Facebook degli Aironi

Gli Aironi, oltre a non volare hanno pure un’irritazione. Non è andato per il sottile il presidente Silvano Melegari sulle pagine della Gazzetta di Mantova di ieri nel richiamare la parte parmigiana, o meglio una parte della, che a suo dire anziché collaboratrice, citato il Colorno come esempio, è detrattrice aggiungendo che “Parma deve decidere se continuare a sostenere il progetto o esserne contro”. Una “velata minaccia” ad un “lombardismo” più spinto? La parte viadanese degli Aironi a più riprese aveva cercato di sensibilizzare la frangia parmigiana, intesa come società associate ma anche come realtà industriale, ad un maggiore sforzo finanziario. Dai continui richiami di Tonni e Melegari pare evidente che quanto messo sul piatto come quote sommato a ciò che ha elargito la Fir non sia stato sufficiente alla copertura del budget di questa stagione. Fatti i conti senza l’oste? I conti sono lievitati in corso d’opera? C’erano delle aspettative che sono andate disattese? Ricordiamo che il budget minimo richiesto dal board della Magners per sedersi al tavolo da gioco era di 8 milioni di euro. Qualcuno però, al di fuori della franchigia, paventava che ne sarebbero serviti circa un paio in più. Un conto è avere “Paperone Benetton” che mette come e quanto vuole, un conto un pot-pourri come questo ove ci si deve magari togliere del proprio per “metterlo da un’altra parte”, alla faccia, in qualche caso, dei creditori.

Sentiamola allora la parte parmigiana come si pone rispetto alle parole di Melegari.

Andrea Bandini, presidente Amatori Parma Rugby: «Non so a chi si riferisse il presidente. Per quanto ci riguarda è un progetto cui abbiamo creduto fin dall’inizio; non a caso siamo tra i soci fondatori e abbiamo portato in dote anche lo sponsor Rolly. Noi stiamo portando quello che possiamo; avevamo il 15%, ma di questo abbiamo rimesso in consiglio un 10% perché ritenevamo giusto che chi non ha grosse possibilità finanziarie agisse così in modo tale che se vi sono altre realtà in grado di inserirsi lo possano fare. Questo senza togliermi dall’impegno degli Aironi. Oltretutto dirotteremo là un altro nostro sponsor. Parma effettivamente come realtà industriale non ha reagito a questo progetto, mettiamoci pure, se vogliamo, un discorso tv non di ampia risonanza, il fatto che non si giochi a Parma, che si doveva partire per tempo invece siamo arrivati a definire le cose solo quattro mesi prima: fattori contingenti, non si dà la colpa a nessuno, che speriamo si azzerino nella prossima stagione».

Bernardo Borri, presidente Rugby Parma 1931: «Noi abbiamo sempre collaborato, abbiamo sottoscritto la nostra quota, siamo stati parte attiva nel reperimento dello sponsor tecnico e continueremo ad essere collaborativi perché se siamo entrati nel progetto ci crediamo. Purtroppo il momento non aiuta, non aiuta noi e di conseguenza non aiuta gli Aironi; non abbiamo portato sponsor negli Aironi ma per il semplice fatto che abbiamo difficoltà anche a reperirne di piccoli per noi. Di quelli che avevamo, il Consorzio del Parmigiano Reggiano non ha aderito questa stagione, ma ci auguriamo possa farlo la prossima. Parmigiani detrattori? Non lo so se ci siano, nel caso credo che il presidente non si riferisse a noi».

Gabriele Ruffolo, consigliere in quota Noceto: «Io credo che la dirigenza del Viadana abbia fatto bene in tutti questi anni, sanno fare rugby, sono partiti nel ’70 ed in pochi anni sono arrivati al top rimanendoci al pari del Treviso. E non parliamo delle strutture. Parma non si è messa mai d’accordo e lo dico da ex presidente del Gran (5 anni, ndr); avrebbe avuto delle potenzialità ma non le ha mai espresse appieno. Noceto è ripartita dalla C ed è arrivata di filato in Eccellenza, ma non ha i soldi che può avere Parma. La realtà è che è difficile trovare sponsor a Parma, e sì che abbiamo fior di aziende; so che anche le altre società li stanno cercando come noi ma è difficile nonostante si parli di Europa, Magners, non di Italia. Con Baraldi spero di riuscire a portare uno sponsor milanese che conosco bene ma che chiaramente non può venire a Noceto; ne parleremo a breve e vedremo. Io credo che Melegari si riferisse al fatto che prima c’erano tre società di Super10 (contando la neopromossa Noceto, ndr) ed una in A1 e sono diventate due, ergo un risparmio di budget che, inteso come sponsor, si augurava potesse confluire negli Aironi. Io credo fermamente nel progetto, la franchigia è importante rappresenta la linfa della nazionale; siamo anche partiti tardi e scontiamo delle difficoltà quest’anno ma sono convinto che la prossima stagione sarà diversa sotto molto punti di vista».

Articolo di Paolo Mulazzi per Sportparma.com del 1 Marzo 2011

 

Aironi, alcune cose da dire

Sulla maretta in corso a Viadana tra i vari “soci” che vanno a comporre gli Aironi propongo lo stralcio di una bella analisi proposta da Right Rugby

Il germe del campanilismo è sempre vivo nel rugby di casa nostra, talmente tanto che dopo aver spedito Benetton Treviso e Aironi in Magners League, il resto langue, con una Eccellenza semiprofessionistica e una qualità del gioco che lascia perplessi. Per dirla in soldoni, non se la fila nessuno se non gli aficionados nella piazze interessate. Ma questo è il Paese dove, in prima votazione, si era deciso di organizzare una franchigia romana per la Celtic, tagliando fuori il Veneto. Poi gli accordi sono stati fatti e le due formazioni italiane si sono trovate catapultate in una nuova dimensione, con pochi indizi e nessuna mappa: ma se da una parte Treviso disponeva già di un gruppo consolidato, sia tecnico che manageriale, a Viadana si sono ritrovati nel maggio scorso a cercare di mettere assieme un prodotto competitivo. Al di là dei risultati ottenibili alla prima partecipazione nel campionato celtico.
La sfida più grande è quella del primo anno“, ha più volte ricordato Melegari, anche con i sottoscritti. E si riferiva anche all’aspetto economico perché senza quattrini, le intenzioni possono essere valevoli, ma di strada se ne fa poca.
A pensar male si fa del peccato, ma a volte ci si azzecca. Nella voglia matta di metterci la faccia, qualcuno in Federazione ha spinto perché gli Aironi avessero una forte componente parmense: la maggioranza, a fare le proporzioni. Poi salta fuori che “il rugby a Parma ha grossi problemi: con 4 squadre ci sono sovrapposizioni di sponsor, la situazione è difficile“. Nel corso della stagione si sono verificate anche scelte quanto mai discutibili, come quella di affidare i trequarti mantovani a Gianluca Guidi: una relazione cominciata a dicembre e naufragata a febbraio perché il Guidi un impiego lo avrebbe già, quello di allenatore dell’Italia A. Potrebbe dire: ma anche Shaun Edwards con il Galles. Sì, ma nel frattempo i London Wasps li hanno affidati ad un manager ad interim.
Tirando le somme, la faccia però la mettono gli Aironi e per quanto sia una franchigia, è chiaro e lampante che lo sforzo più grande – e oneroso – lo faccia la componente di casa, quella di Viadana. Con il senno di poi, è andata anche bene che fino ad ora la squadra di Rowland Phillips abbia perso le partite disputate durante il 6 Nazioni, altrimenti il Federale se la sarebbe presa anche con loro (sì, quello che sabato pomeriggio avrebbe avuto il coraggio di affermare che tutto sommato Fabio Semenzato poteva fare qualcosina di più). Ti immagini, a quel punto, che beffa?