Lutto nel rugby padovano: muore Gino Romito

Da Il Mattino di Padova

Un terribile incidente, che ha coinvolto almeno sei mezzi, è costato la vita a Gino Romito, 58 anni, dipendente di Poste Italiane e già gloria del rugby atestino. E’ successo ieri, poco dopo le 15.30, in via Motta, proprio dove comincia la frazione Marendole.

Romito stava viaggiando lungo la strada regionale Padana Inferiore alla guida del suo furgoncino Peugeot Bepper Tepee, diretto a Este. Tornava dall’ufficio postale di Torreglia, dove era stato eccezionalmente impegnato ieri. All’incrocio con via Ronchi, la strada che porta verso il nuovo palasport di Schiavonia, una vettura ha svoltato verso la stradina, costringendo l’Alfa 159 condotta da L.E., funzionario del Corpo forestale della Regione Veneto, a fermarsi in mezzo alla carreggiata. Abbagliato probabilmente dal sole, Gino Romito si è accorto troppo tardi della vettura ferma, ha tentato di evitarla sterzando a sinistra, ma la sua Peugeot ha toccato la fiancata sinistra dell’auto che la precedeva, finendo poi nella corsia opposta.

Proprio in quel momento, da Este, proveniva il camion della ditta Manfrinato, un Man condotto da D.E., 45 anni, di Carceri. Il mezzo pesante ha preso in pieno il furgoncino di Romito, che spinto dall’urto violento è finito nel fossato. Il camion ha quindi proseguito la corsa, schiantandosi contro il Renault Master della ditta Sist, che procedeva verso Este e che aveva al volante Z.S., 40 anni, di Baone. Contro quest’ultimo mezzo si è a sua volta schiantata la Fiat 500 di M.M., 22 anni, di San Donà di Piave.

I quattro conducenti coinvolti nell’incidente hanno rimediato solo qualche contusione. Fatale, invece, è stato l’impatto per Romito: è morto sul colpo.

Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia locale e i vigili del fuoco di Monselice. La Polstrada ha invece bloccato l’acceso alla Padana Inferiore a partire da via Rampa (Monselice) e da via Atheste (Este), dirottando il traffico verso la nuova strada regionale 10 e verso la bretella del cementificio. Il traffico, deviato per almeno quattro ore, ha comunque retto senza creare particolari disagi agli automobilisti.
La notizia della morte di Gino Romito è presto arrivata ad amici e conoscenti. Il cinquantottenne ex rugbista, che lascia la moglie Alessandrina, era infatti una figura molto nota nel mondo sportivo della Bassa Padovana.

Nato a Monselice il 10 gennaio 1953, Romito aveva vissuto per anni in via Canevedo, a Este, salvo poi trasferirsi negli anni più recenti a Ospedaletto Euganeo, in via Mandolare 89. Dipendente delle Poste Italiane a Este, ha retto per decenni le sorti del rugby locale.

Nel 1970 era stato tra i primi giocatori del Rugby Este, ricoprendo il ruolo di pilone destro. Appese le scarpe al chiodo, da almeno trent’anni era allenatore delle formazioni giovanili. Il presidente Paolo Andreose e il vice Maurizio Boscolo hanno diffuso un messaggio di cordoglio. A partire dal 2009, Romito era entrato a far parte anche dello staff dell’Ercole Monselice Rugby. Aveva allenato pure le squadre giovanili di Rovigo e Stanghella

Aironi, la grinta di Staibano

Da NotiziarioSportivo

Entusiasmo sì, ma piedi a terra! Perchè nessuno degli Aironi dimentichi la sofferenza di questi mesi. Nello spogliatoio del Viadana c’è tanta voglia di rimarginare le ferite del passato guardando al futuro con la consapevolezza che in Magners i ragazzi di Rowland Phillips possono dire la loro. L’emozione della prima vittoria in Magners League degli Aironi la racconta, in esclusiva per Notiziariosportivo.com, il Pilone di Eboli Fabio Staibano: “Bella ed importante. E’ una di quelle vittorie che non ti dimentichi specie se pensi a quello che hai fatto e che potevi fare. La rabbia per le tante occasioni mancate resta. Questo successo su Connacht però ci da grandi stimoli e fiducia. Abbiamo pagato lo scotto del primo anno in un torneo così competitivo, ora però dobbiamo proseguire sulla starda intrapresa”.

Già, perchè negli ultimi tempi giocate molto bene? “E’ vero! Infatti se penso alla partita dell’andata mi viene una rabbia…Anche a Galway avremmo potuto vincere. Invece lo abbiamo fatto in casa davanti ai nostri tifosi. Magari abbiamo giocato meno bene delle recenti apparizioni pero’ siamo stati cinici”.

Una vittoria che ricompatta tutti? “Credo soprattutto la società con i tifosi. Noi, nonostante i tanti ko, siamo sempre stati uniti. Sapevamo che prima o poi saremmo risorti. Ora dobbiamo continuare così, fare meno errori possibili, in Magners basta un placcaggio sbagliato e rischi di vanificare tutto. Sono convinto che anche i nostri giovani stiano crescendo tanto consapevoli di come ci si comporta in un torneo come questo”.

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Aironi, quella voglia di battere anche Glasgow…

Dall’ufficio stampa Aironi

Con il Team run di questa mattina i Montepaschi Aironi hanno compiuto un ulteriore passo in avanti nell’avvicinamento alla partita di sabato pomeriggio allo Zaffanella di Viadana contro i Glasgow Warriors (calcio d’inizio alle 17,30, arbitra l’irlandese Alain Rolland, diretta audio su www.sportparma.com).

Nel secondo impegno casalingo consecutivo, gli Aironi vogliono centrare anche il secondo successo in fila dopo aver ottenuto la prima vittoria nella storia della franchigia battendo sabato scorso gli irlandesi del Connacht. Che l’impresa sia possibile lo pensa anche Alberto De Marchi, il giovane pilone ottimo protagonista una settimana fa con una partita di grande solidità condita da due giocate difensive decisive nel finale.

“Ripetersi è possibile, anzi si può fare ancora meglio – commenta De Marchi – e si possono prendere anche i 5 punti se giochiamo come abbiamo fatto sabato e se commettiamo qualche errore in meno come i falli di inesperienza che abbiamo concesso e quel pizzico di agitazione che abbiamo avuto una volta andati in vantaggio quando non abbiamo saputo gestire al meglio la situazione. Limando questi due difetti e aggiungendo un po’ di possesso dell’ovale possiamo anche puntare ai cinque punti”.

Questo nonostante a Viadana arrivi un avversario che sulla carta vale più del penultimo posto che al momento occupa: “Penso che in questa competizione la classifica non conti tanto. Le partite finiscono sempre con un divario di pochi punti. I nomi, comunque, li abbiamo anche noi”.

Il leit motiv della partita sarà sempre lo stesso: una difesa attenta e aggressiva sui punti d’incontro e touche e mischia vincenti per lanciare il gioco offensivo: “Non si può difendere per tutta la partita, e sabato lo abbiamo dimostrato interpretando bene il piano di gioco d’attacco e venendo premiati dalle tre mete segnate. Sabato proveremo di nuovo a ripetere tutto quello che stiamo provando bene negli allenamenti di questa settimana”.

Andrea Masi e il premio “che non mi meritavo”

Lui è un tuttofare, ma quel genere di giocatori lì – quelli che bene o male dove li piazzi, fanno – nel rugby vengono definiti utility back. che oggettivamente fa molto più figo. Andrea Masi è un estremo, ma nel corso della sua carriera ha fatto anche il centro, l’ala e l’apertura. Un utility back fatto e finito.
Andrea Masi gioca nel racing Métro di Parigi e ha vinto il titolo di “miglior giocatore del Sei Nazioni 2011”. Primo italiano di sempre. ma lui si schermisce, e intervistato dal sito internet del Midi Olympique non ha problemi a dire che querl premio doveva andare a un inglese. Ovviamente Masi è contento, ma sa benissimo che il premio è stato assegnato in maniera “poco tecnica”: il voto popolare. Evidentemente la claque azzurra (in corsa c’era anche Fabio Semenzato)  era più numerosa di altre. Andrea incassa il premio ma non perde l’umiltà. Altro punto – o voto – per lui.

Aironi, Masi e Orquera per volare più in alto?

Articolo di Antonio Paganelli per Qui Parma del 29 Marzo 2011

Da sabato pomeriggio per i MontepaschiAironi il successo non è più un tabù. La lenta collezione di bonus difensivi messa insieme fino a questo momento dalla franchigia lombardo-emiliana ha subito un’accelerazione dopo il match con il Connacht. Il posto da fanalino di coda naturalmente non cambierà fino al termine della stagionerò si sapeva da tempo, ma il colpo d’occhio della “doppia cifra” nei punti della classifica fa tutta un’altra impressione. Fino a ieri al presidente Melegari ed al suo staff magari capitava di rammaricarsi per un bonus difensivo sfuggito per poco;sabato sera,invece^ rimpianto era per il bonus mete mancato.Una differenza non da poco.

La partita con il Connacht è stata una di quelle in cui si può riconoscere con maggior evidenza la mano dell’allenatore. Prima di tutto nella scelta della formazione, con la coraggiosa decisione di lasciare fuori i nazionali e di riportare Marshall all’apertura nonostante l’assetto con Bocchino alla mediana non fosse andato male nelle ultime due partite. In secondo luogo per come Phillips ha saputo neutralizzare la difesa avversaria suggerendo ai suoi di insistere con i grubber per superare un reparto arretrato aggressivo ma privo di adeguata copertura. Si è visto così anche un ariete come Pizzarro pennellare un calcetto che Demas ha toccato in meta, dopo che la stessa ala sudafricana aveva fatto altrettanto per la marcatura di Krause. Per la partita con i Glasgow Warriors di sabato prossimo, in quella che potrebbe essere l’ultima occasione di conquistare una vittoria, Phillips si ritroverà quindi una squadra più carica e motivata, con la possibilità di utilizzare due elementi come Perugini e Geldenhuys riposati e pronti per dare il loro contributo. Intanto il trend positivo di quest’ultimo mese potrebbe aver modificato anche lo scenario del mercato per chi deve costruire i Montepaschi Aironi del futuro. Il gigante Nick Williams, ormai perfettamente inserito nell’ambiente, potrebbe aver trovato anche le motivazioni tecniche sufficienti per resistere alle sirene giapponesi, mentre si fanno sempre più insistenti le voci dell’arrivo di due azzurri attualmente all’estero: Masi ed Orquera. Per parlare di contratti si aspettano le decisioni federali sulle liste dei giocatori che riceveranno i contributi e sul numero di stranieri, ed è un po’paradossale il fatto che la FIR, il cui interesse dovrebbe coincidere con quello delle franchigie, mantenga così a lungo questa situazione di stallo. E proprio ieri Gareth Krause ha annunciato di abbandonare per «l’indecisione sulle regole che riguardano i giocatori stranieri per la prossima stagione. Scelta frustrante ma che al momento reputo la migliore per me», l’amara considerazione del flanker sudafricano.