Gli Aironi hanno 16 amici: l’Amatori Civita Castellana è il nuovo socio fiancheggiatore

Diventano sedici i soci fiancheggiatori degli Aironi. Anche l’Amatori Civita Castellana (Viterbo) entra infatti a far parte della famiglia, allargando così ulteriormente la base della franchigia.

I soci fiancheggiatori non partecipano al capitale sociale della franchigia italiana impegnata in RaboDirect Pro12 e in Heineken Cup (a differenza dei soci fondatori Rugby Viadana, Rugby Colorno, Rugby Parma, Amatori Parma, Rugby Noceto e Rugby Mantova), ma fanno parte a tutti gli effetti degli Aironi e grazie a ciò possono ottenere vantaggi sia dal punto di vista commerciale che tecnico.

“Far parte di un gruppo e di un progetto come quello degli Aironi – commenta il presidente dell’Amatori Civita Castellana Roberto Rossi – è un vantaggio sotto tutti i punti di vista. Per una società come la nostra è la scelta migliore”.

L’Amatori Civita Castellana ha festeggiato lo scorso anno il cinquantesimo compleanno. Attualmente schiera squadre in tutte le Under dalla 8 alla 18 mentre la prima squadra è impegnata nel campionato di serie C e molto attivi sono anche gli Old, per un totale di oltre cento tesserati. Diversi, inoltre, sono i giovani usciti negli ultimi anni dal settore giovanile e impegnati nel campionato di serie A. La società è poi impegnata nelle scuole della città, con cui partecipa ai campionati studenteschi. Ma l’attività svolta non si limita solo al campo:

“Già da 3 anni – continua Rossi – organizziamo un convegno su doping, alimentazione, prevenzione degli infortuni. Un incontro molto seguito, con il patrocinio del Comune e della Provincia, e che si avvale dell’intervento di medici di primo piano come il dottor Ernesto Alicicco, docente universitario in Medicina dello Sport nonché ex medico sociale della Roma calcio”.

L’obiettivo rivolto al futuro è sottolineato anche dagli interventi allo stadio intitolato all’ex giocatore Carlo Angeletti: “Stiamo realizzando le tribune, finalmente dopo tanti anni siamo riusciti a convincere l’Amministrazione e per noi anche questa è una grande vittoria”.

L’Amatori Civita Castellana è la seconda società laziale a diventare fiancheggiatrice degli Aironi dopo la Primavera Roma. Oltre a loro, gli altri club fiancheggiatori sono Rugby Monza, Rugby Como, Rugby Seregno, VII Rugby Torino, Alessandria Rugby, Caimani del Secchia, Rugby Fiorenzuola, Guastalla Rugby, Rugby Bologna, Union Rugby Cagliari, Salento 12 Trepuzzi, Adriatica Rugby, Sant’Andrea Rugby Vercelli e i brasiliani del Cascavel.

Aironi, i perché del cambio-capitani

dall’ufficio stampa Aironi

Sarà Marco Bortolami il capitano degli Aironi per la stagione 2011-2012. La seconda linea, che si appresta a prendere parte alla terza Coppa del Mondo della carriera, ha già capitanato gli Aironi in undici occasioni nella passata stagione. Bortolami rileva i gradi da Quintin Geldenhuys.

In concomitanza con il primo mese della nuova stagione di RaboDirect Pro12 saranno impegnati in Nuova Zelanda (al pari di Carlo Del Fava, anche lui capitano in 4 partite lo scorso anno), così in quel periodo il capitano della squadra sarà Roberto Santamaria, tallonatore classe ’86 nato a Messina ma a Viadana già dalle categorie giovanili.

E’ l’head coach degli Aironi Rowland Phillips a spiegare le motivazioni dietro a queste scelte:

“Ho scelto Marco perché ha molta esperienza ad alto livello come capitano (recordman azzurro con 37 caps oltre a diverse stagioni con Gloucester, ndr), e il Pro12 è una competizione di alto livello. Inoltre è già stato capitano diverse volte durante la scorsa stagione, sa come affrontare le situazioni di grande pressione che si verificano durante una stagione di Pro12 e Heineken Cup. E’ un capitano naturale”.

“Quintin ha fatto un buon lavoro per gli Aironi durante una prima stagione molto difficile, abbiamo avuto un ottimo rapporto che sicuramente continuerà anche nel prossimo anno. Ma voglio che si concentri sul rugby giocato. E’ un giocatore molto importante per noi e non voglio dargli un’ulteriore pressione che lo distoglierebbe dal concentrarsi sul suo gioco”.

“Per il periodo del Mondiale ho scelto Santamaria perché avevo bisogno di qualcuno in squadra che avesse esperienza da capitano, qualcuno che avesse un atteggiamento positivo e che sapesse farsi rispettare da tutti. Roberto ha tutte queste caratteristiche, è uno che lavora duro per migliorarsi sempre e sa essere d’esempio. Sono sicuro che farà un ottimo lavoro”.

“Voglio comunque che tutti i giocatori dimostrino di poter dare il loro contributo di leadership all’interno del gruppo, proprio come è stato durante la scorsa stagione. Quindi senza aspettare la decisione o il discorso del capitano ma facendo sentire la propria voce”.

“La disciplina è stata un problema l’anno scorso, con troppi cartellini gialli presi. La poca disciplina quest’anno non sarà tollerata da parte mia e di tutto lo staff. Non è un segreto che le squadre di maggiore successo ad alto livello sono anche quelle con maggiore disciplina”.

Aironi, il capitano sarà Marco Bortolami

Passaggio di fascia nella franchigia celtica: il capitano non sarà Quintin Geldenhuys come nella scorsa stagione ma il suo compagno di ruolo Marco Bortolami. E visto che entrambi a settembre saranno impeganti in Nuova Zelanda per il Mondiale, a ricoprire quel ruolo temporaneamente sarà il tallonatore Roberto Santamaria.

BergaMirco alla francese

Intervista che il nostro numero 11 ha concesso a rugbyrama. Spero conosciate il francese, e se non lo capite fa nulla, qui non dice un granché…

On imagine que vous vous attendiez à figurer dans le groupe des 30 sélectionnés pour cette Coupe du monde…

Mirco BERGAMASCO. On espère toujours, mais on est sûr de rien. Il faut gagner sa place à chaque fois. Là, nous étions trente-six présélectionnés, et il n’y a que trente joueurs qui ont été choisis. Je suis très heureux d’en faire partie car à chaque rassemblement, les compteurs sont remis à zéro.

Ce sera votre troisième mondial. Comment l’appréhendez-vous ?

M B. : Personnellement, que ce soit le troisième, ça ne change rien. C’est un événement qui a lieu tous les quatre ans, alors c’est toujours quelque chose d’exceptionnel. C’est un rêve.

Quel a été le programme de ces trois semaines de préparation (du 3 au 22 juillet, à Villabassa, Alpes italiennes) ?

M B. : Surtout du rugby. Comme tout le monde, nous avons travaillé l’attaque, la défense… Et puis du physique, évidemment. Il nous reste du temps avant le match amical contre le Japon (les Italiens reprendront la préparation le 31 juillet avant le match le 13 août, ndlr) pour peaufiner les détails. Puis l’équipe pourra se tester contre cette équipe, qui a quand même gagné la Pacific Cup, pour arriver en septembre prêts à 100%.

Vous comptez 81 sélections avec la Squadra Azzurra. Avez-vous l’impression d’être devenu un cadre ?

M B. : Je pense l’être. Si un jeune a envie de discuter avec moi, je toujours suis ouvert. Cela peut être utile aussi bien pour l’un que pour l’autre, et puis c’est toujours positif pour l’équipe.

Depuis que vous butez avec l’Italie, sentez-vous que plus de pression sur vos épaules ?

M B. : Non, pas plus que ça. Je ne suis pas encore un bon buteur. Je dois encore travailler, c’est un défi permanent. Je dirais que c’est un pari que je veux gagner, et heureusement j’ai des personnes qui m’aident, qui m’entourent. C’est plus une motivation supplémentaire que de la pression.

Que manque-t-il à l’Italie pour atteindre un quart de finale en Coupe du monde ?

M B. : Pour ça, il faut encore régler des petits détails. Nous manquons de conviction. J’ai l’impression que l’équipe a pris l’habitude de ne pas gagner. Forcément, ça n’aide pas… On manque encore de confiance en nous, même si cela a tendance à s’inverser. Le groupe a beaucoup grandi, nous sommes tous très soudés. Le dernier Tournoi nous a fait du bien. Et puis je dirais que globalement, nous avons pas mal progressé. Tout le monde a très envie d’y arriver.

A quoi vous attendez-vous, dans cette Poule C, avec notamment l’Irlande et l’Australie ?

M B. : Je pense qu’à chaque Coupe du monde, les équipes grandissent. La Russie et les Etats-Unis, deux formations que nous ne connaissons certes pas bien, sont loin d’être ridicules. Ce ne sera pas une promenade de santé. Chaque équipe a envie de donner son maximum pour cet événement. Même le cent cinquantième pays au classement IRB peut rivaliser avec n’importe qui sur un match. L’Irlande et l’Australie, on les connaît. On a déjà joué contre eux. Mais il est trop tôt pour faire un pronostic, on ne peut pas savoir à l’avance. Ça dépendra de pas mal de choses…

Votre première saison au Racing-Metro vous a-t-elle aidé à franchir un palier en sélection ?

M.B. : J’ai pris confiance en moi, car le staff a pas mal compté sur moi cette saison. Je suis bien entouré, et j’ai l’impression d’avoir beaucoup grandi. Et puis j’ai retrouvé Pierre Berbizier, que je connaissais en tant que sélectionneur de l’équipe d’Italie. Je me sens très bien avec lui. Il me reste deux ans de contrat, et pour le moment je ne pense pas au futur. Il y a d’abord la Coupe du monde, ensuite on verra bien.

La “Fase 2” degli Aironi. Con un occhio a Parma

Da La Gazzetta di Parma

(…) Il dirigente degli Aironi Gabriele Ruffolo (…) nuova stagione di Pro12 dalla quale gli Aironi si aspettano un cambiamento di rotta, tecnico e di risultati. Cambiamento che è già avvenuto a livello dirigenziale: «Siamo passati alla fase due, diciamo – prosegue il dirigente
nocetano. – Abbiamo ridotto il cda a tre (Melegari, Cantoni, Ruffolo, ndr) in rappresentanza
di chi ha veramente a cuore le sorti della franchigia e qui devo fare un plauso al Colorno».
Il collegamento con il «progetto Parma» è sbocco naturale: «Il fattore economico incide,
senza dubbio; è un progetto oneroso e gli Aironi non possono dare una mano in questo momento – afferma Ruffolo – Il progetto a questo punto sarà fatto dalle “persone” che amano il movimento come Falavigna, Sau, Prati, Buraldi, Padovani, Bussolati».
Dal punto di vista tecnico le sinergie proseguono: Mazzariol si è già rapportato con lo staff
Aironi e, dice Ruffolo: «Alla bisogna potrà contare anche sull’apporto di gente come Perugini o Bortolami. Cicchinelli è a Parma grazie a queste sinergie e non ai procuratori, che non fanno il bene del movimento. Non dimentichiamoci del linguaggio comune che ci detterà Brunel e che potrà essere utile a tutti».