Stade Francais: au revoir Max

Dopo il salvataggio del club dei giorni scorsi il nuovo proprietario dello Stade – Thomas Savare – aveva tenuto per l’ex deus ex machina della squadra parigina il ruolo di presidente onorario. Ma ovviamente Max Guazzini ha subito lasciato l’incarico, rifiutando il pur prestigioso riconoscimento e diventando “il tifoso numero uno”, come ha detto ieri al media francese RTL .

 

Rumors da Parigi: Parisse rimane allo Stade Francais

Il matrimonio tra Sergio Parisse e lo Stade Francais prosegue, almeno per un anno. Dopo la soluzione della crisi che aveva portato il club parigino sull’orlo del baratro – leggi, fallimento e/o retrocessione – il capitano azzurro avrebbe deciso di restare anche il prossimo anno in riva alla Senna, così come prevede il suo contratto. Il terza linea aveva ricevuto offerte da mezza Europa e anche dall’Emisfero Sud (Australia e Sudafrica).

Stade Francais salvo! E con un nuovo presidente-padrone…

Lo Stade Francais è salvo. La notizia – inaspettata – arriva da Parigi dove è terminata l’audizione del club parigino alla DNACG, la commissione finanziaria della federazione francese. Nel pomeriggio circolavano voci di una dilazione di una settimana per versare i circa 6 milioni di euro necessari per rimettere a posto i conti e per l’iscrizione al prossimo campionato di Top 14. Si parlava anche di un probabilissimo acquisto dello Stade da parte di Jean-Pierre Savare, imprenditore nel ramo delle nuove tecnologie e 46° uomo più ricco di Francia.
Bene, Savare ha fornito le garanzie bancarie ed è diventato con effetto immediato il nuovo presidente del club. Di fatto estromesso Max Guazzini, che rimane – almeno per il momento – come presidente onorario, carica che però di decisionale non ha nulla. Da chiarire le posizioni dei giocatori acquistati dallo Stade nelle scorse settimane. Ma la notizia più importante è che la squadra sarà ai nastri di partenza del prossimo Top 14.

Oltre lo Stade: le strade possibili di Parisse

Da La Gazzetta dello Sport

In attesa che lunedì si decida il futuro dello Stade Francais, che deve ripianare 5,8 milioni di euro di debiti per evitare la retrocessione, club e franchigie si muovono per Parisse. Lasciasse Parigi, per restare in Europa il capitano azzurro dovrebbe accettare un ingaggio decurtato: non c’è tempo per contratti «pesanti». Aperta l’opzione Super 15: dal Sudafrica si sono fatte avanti tre franchigie, compresi gli Sharks. Giocare nell’emisfero Sud, però, gli farebbe saltare il Sei Nazioni 2012. Per il rientro in Italia per la Celtic servirebbe una «pazzia» (Aironi e Treviso hanno un terzo del budget delle grandi europee) con avvallo Fir, che dovrebbe pagare il 60% dell’ingaggio.

Stade Francais, tre arresti e crac sempre più vicino

 

 

Tre persone sono state messe agli arresti a Parigi per la vicenda che sta spalancando le porte del fallimento dello Stade Francais. Dopo la denuncia per truffa contro il FACEM – il fondo canadese che doveva versare 12 milioni di euro e salvare il club di Sergio Parisse -presentata dai due deus-ex-machina dello stesso Stade, Max Guazzini e Bernarde Laporte, le manette sono scattate prima ai polsi di Christophe Nyanga, camerunense che ricopre la carica di segretario generale di FACEM. In arresto anche un mandatario del fondo e poi anche Stéphane Benhamou, direttore di Hérios, un gruppo finanziario che ha fatto da intermediario tra Facem e Stade Francais.
Lunedì Guazzini e Laporte hanno scoperto che i soldi promssi, essenziali per il mantenimento in vita del club e per l’iscrizione al prossimo Top 14, non erano mai arrivati nonostante una documentazione con tanto di carta intestata e fidi bancari. Documentazione che però si sarebbe rivelata falsa. Ma prima il buon Nyaga è riuscito anche a scroccare a guazzini un biglietto per la finale del Roland Garros… Lunedì giornata forse decisiva per le sorti del club.