Vado in Giappone, no rimango, anzi cambio idea, forse però no… Finalmente anche alla telenovela-Ioane è stata messa la parola fine. Il fortissimo australiano ha detto definitivamente no al mostruoso contratto che il Kubota gli aveva messo sotto al naso e ha firmato un nuovo contratto che lo legherà per i prossimi tre anni ai Reds, squadra dove già milita. A renderlo noto è stato lo stesso giocatore via Twitter.
Categoria: Super Rugby
Franchigie agli stranieri: la Nuova Zelanda pensa a una rivoluzione
In qualche modo finora i pezzi più pregiati dell’argenteria sono rimasti nei cassetti casa. E parlo di Carter e McCaw. Non solo loro, ovviamente, ma soprattutto di loro. Però l’Europa continua a lusingare le stelle all blacks – Francia soprattutto – e per gli atleti un po’ più in là con gli anni c’è ora anche il più vicino e ricchissimo Giappone.
La federazione neozelandese però vuole pensare al suo recinto prima che i buoi scappino: e così al vulcanico numero uno della NZRU Steve Tew è venuta una idea che se attuata rivoluzionerebbe l’intero movimento ovale nella terra dei Maori. Come? Spalancando le porte ai capitali stranieri, che potrebbero anche acquistare un massimo di quattro franchigie di Super Rugby sulle cinque totali.
Documenti in questo senso circolano da qualche tempo nei piani altissimi di Auckland. Vantaggi: soldi, tanti soldi, con i quali trattenere i giocatori più forti e fermare l’esodo di quelli che vengono subito dopo. Oltre ad attirare un maggiore interesse e sul torneo e sul movimento neozelandese. Non solo: la NZRU vedrebbe diminuire enormemente le suo uscite e al contempo la Nuova Zelanda diventerebbe più appetibile anche per i giocatori stranieri.
Svantaggi: come si relazionerebbero gli “stranieri” con la federazione locale? Quest’ultima manterrebbe una sorta di golden share o le franchigie diventerebbero “private” a tutti gli effetti? E la domanda più importante: esistono davvero degli sponsor stranieri – e quindi magari asiatici e australiani, ma soprattutto europei e nordamericani – interessati ad investire in un paese tanto affascinante quanto lontano e con un bacino di utenza (leggi consumatori e/o clienti) molto limitato?
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McCaw operato, di nuovo in campo tra 12 settimane
Alla fine la vite che gli era stata messa tempo fa – e che ora stava causando problemi – è stata tolta. Il capitano degli All Blacks campioni del mondo potrà riprendere la preparazione solo tra 12 settimane. Ciò significa che il terza linea salterà le prime fasi del Super Rugby 2012.
Una franchigia argentina nel Super Rugby? Ormai è solo questione di tempo
Lo si dice a mezza voce ormai da tempo: prima o poi anche l’Argentina prenderà parte al Super Rugby con una franchigia tutta sua. Ora a dirlo con tutti i condizionali del caso è uno come Mike Eagle, presidente della SANZAR, uno che pesa ogni singola sillaba. Quindi parole non buttate là e condizionali che servono solo da cortina fumogena.
E così a Buenos Aires, alla presentazione ufficiale del Rugby Championship che proprio con l’ingresso dei Pumas ha mandato in soffitta il Tri-Nations, se n’è uscito con questa frase: “Ora l’ultimo obiettivo per l’Argentina sarebbe avere una sua franchigia nel Super Rugby. Noi abbiamo un sistema strutturato per conference, aggiungerne una è facile”. Più di così proprio non poteva dire…
