Una partita di ex tuttineri e wallabies in aiuto di Christchurch

Un’idea nata un po’ così, quasi per scherzo, ma subito diventata serissima. E molto concreta. Manca ancora l’ufficialità, ma il prossimo 10 marzo al Ballymore Stadium di Herston (alle porte di Brisbane, Australia), si giocherà una partita molto particolare. In campo Australia e All Blacks, in una formazione di ex e vecchie glorie. Obiettivo è quello di raccogliere fondi per le vittime del sisma di Christchurch.
Un’idea venuta a Greg Martin, ex estremo dei wallabies (9 caps) nonché bandiera dei Queensland Reds, la squadra che gioca al Ballymore, e oggi noto commentatore sportivo.
I Reds hanno subito messo a disposizione il loro stadio.

Rugby in mischia (di solidarietà) per l’Africa

Da Repubblica.it

Dopo il calcio, anche il rugby azzurro è sceso in campo per l’Africa. Con Italia-Galles, terza partita del XV del ct Nick Mallett nel Sei Nazioni 2011 allo stadio Flaminio di Roma, ha preso il via un’importante collaborazione tra AMREF, principale organizzazione sanitaria no profit africana, e Federazione Italiana Rugby (FIR). La collaborazione punta a sensibilizzare gli appassionati della palla ovale e tutti gli sportivi italiani sulla difficile realtà africana e a raccogliere fondi a sostegno dei numerosi progetti di sviluppo promossi da AMREF nel continente, con il coinvolgimento attivo delle comunità, del personale medico e dei sistemi sanitari locali.

Il prossimo appuntamento. La collaborazione AMREF-FIR proseguirà sabato 12 marzo, giorno di un’altra appassionante sfida con la Francia vincitrice dell’ultimo Sei Nazioni, e coinvolgerà come testimonial alcuni nomi di primo piano del mondo della musica e dello spettacolo.

M’Illumino di meno: i rugbisti, la fonte energetica più economica!

Dalla pagina Facebook del Petrarca Padova:

Il Comune di Padova – Settori Servizi Sportivi ed Ambiente – in collaborazione con APS Mobilià organizzano “RUGbyBUS” in occasione dell’iniziativa “M’illumino di Meno” di Venerdì 18 febbraio 2011 promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio Rai 2 che si svolgerà a livello nazionale con orari della diretta tra le ore 18.00 e le 19.30.

Quest’anno alla fine di Giugno, il Veneto ospiterà alcune partite di Mondiali IRB Junior World Championship Under 20 di Rugby 2011, la massima competizione mondiale a carattere giovanile del panorama rugbistico, organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Rugby. Per dare risalto a questo prestigioso evento, annoverato tra i più importanti che la nostra regione ospiterà nel 2011, si è pensato di unire la passione del Rugby alla “giornata del risparmio energetico” e utilizzare la proverbiale “potenza” dei rugbisti come “energia” alternativa … e quindi trasformarla in movimento.

Sono state quindi coinvolte le quattro squadre cittadine Petrarca Rugby, CUS Padova Rugby, Padova Rugby 555 e Valsugana Rugby Padova che metteranno a disposizione i loro atleti per “spingere” il bus “Donatello” abitualmente denominato “Diretto Piazze” – ovviamente con motore spento – nel tratto tra Piazza delle Erbe – fianco fontana, a Piazza dei Signori – fronte Palazzo Capitaniato: di fatto il tratto che abitualmente compie il bus per trasportare i passeggeri nel centro storico provenienti da Prato della Valle verso la Stazione.

Tutti i cittadini potranno approfittare del “passaggio” pertanto l’appuntamento per gli appassionati di Rugby e non solo è dalle 18.00 alle 19.00 in Centro a Padova Venerdì 18 Febbraio 2011.

 

Il Super Rugby in aiuto dell’Australia

Come tutti sapete i tre Paesi coinvolti nel torneo che inizia tra un paio di giorni – Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica – sono stati colpiti da alcuni disastri naturali e alcuni incidenti. Soprattutto il Queensland australiano ha sofferto una serie di piogge torrenziali prima e il passaggio di un devastante uragano poi. Non solo: il KwaZula-Natal e le province del Free State – Sudafrica – sono state interessate da alluvioni (123 le vittime). In Nuova Zelanda il paese è ancora colpito dalla tragedia dei minatori di Pike River
La Sanzar, l’associazione che gestisce il Super Rugby, ha perciò deciso di dedicare il primo turno del torneo all’aiuto e al supporto delle regioni colpite. La prima giornata è stata perciò ribattezzata “Disaster Relief Round”, con l’obiettivo di raccogliere fondi.
Una sorta di telethon, con messaggi, informazioni e numeri di conti correnti che verranno mandati in sovraimpressione sulle partite  trasmesse in tv e nei programmi dedicati al rugby. Particolarmente coinvolta sarà il match tra Queensland Reds e Western Force che si terrà al Suncorp Stadium di Brisbane domenica. Ma ogni gara avrà i suoi eventi di solidarietà a fare da corollario.

 

Wheelchair rugby, niente palla ovale e un cuore grande così

Carmen Morrone per Corriere.it

Il wheelchair rugby nasce alla fine degli anni ’70 in Canada. Nel 2000 a Sydney esordisce come disciplina paralimpica e gli Stati Uniti d’America vincono la medaglia d’oro. Il wheelchair rugby, oggi, è giocato in 25 Paesi e in una decina di nazioni si sta sviluppando. Fra queste l’Italia, promosso dalla neonata Federazione sport sperimentali che il Comitato italiano paralimpico ha creato per diffondere attività sportive ancora di nicchia.

GLI ATTACCANTI – Tre sportivi scesi in campo per fare meta, vale a dire per far conoscere questo sport: Alvise De Vidi, Beppe Vella, Allegra Roccato, che hanno cominciato a organizzare eventi sportivi. «Da tempo c’è interesse per questo sport e in collaborazione con la Federazione e alcune società sportive di Veneto e Friuli Venezia Giulia abbiamo organizzato il primo raduno di appassionati a Lignano Sabbiadoro. Nostra ospite la nazionale austriaca che per tre giorni ha giocato diverse partite, anche con i dilettanti che hanno voluto provare. Ci siamo divertiti e soprattutto abbiamo riscosso molto interesse da parte di persone che non facevano sport», racconta il maratoneta, pluricampione, Alvise De Vidi.

I PLAYER – «È l’unico sport di squadra adatto ai paraplegici e agli amputati a più arti. Spesso queste persone non riescono a giocare a basket dove è richiesta una certa capacità muscolare. Anche il rugby è uno sport fisico e di contatto, ma è sufficiente una buona forza nella parte alta del corpo – spiega Alvise De Vidi -. È uno sport che unisce, non solo la squadra ma tutti i giocatori. Anche noi giochiamo il quarto tempo».

LA PALLA NON È OVALE – Il giocatore è seduto in carrozzina che guida con la forza delle braccia. La sedia è simile a quella del basket, con piccoli adattamenti che permettono di affrontare gli impatti. Ogni squadra è formata da quattro giocatori. La palla non è ovale, è una palla da pallavolo. Il giocatore la fa rotolare e la porta a meta. Si conquista il punto attraversando una porta che è larga 8 metri che sta sulla linea di fondo. Si gioca al coperto su un campo 28m x 15m, come quello da basket. Le regole di gioco sono un mix fra quelle del basket e quelle del rugby.

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