Sei Nazioni: un po’ di XV “ideali”

Le scelte di Planet Rugby per il quinto turno
15 Lee Byrne (Wales), 14 Tommy Bowe (Ireland), 13 Brian O’Driscoll (Ireland), 12 Sean Lamont (Scotland), 11 Vincent Clerc (France), 10 Jonathan Sexton (Ireland), 9 Morgan Parra (France), 8 Sergio Parisse (Italy), 7 David Wallace (Ireland), 6 Sean O’Brien (Ireland), 5 Lionel Nallet (France), 4 Richie Gray (Scotland), 3 Mike Ross (Ireland), 2 Ross Ford (Scotland), 1 Thomas Domingo (France).

Questo invece il XV migliore dell’intero torneo, sempre di Planet Rugby:
15 Ben Foden (England), 14 Chris Ashton (England), 13 Brian O’Driscoll (Ireland), 12 Sean Lamont (Scotland), 11 Max Evans (Scotland), 10 Toby Flood (England), 9 Morgan Parra (France), 8 Sergio Parisse (Italy), 7 Sam Warburton (Wales), 6 Sean O’Brien (Ireland), 5 Tom Palmer (England), 4 Richie Gray (Scotland), 3 Martin Castrogiovanni (Italy), 2 Matthew Rees (Wales), 1 Thomas Domingo (France)

Cucchiaio di legno o whitewash? Il grande dubbio (e l’Italia, quest’anno, non l’ha “vinto”…)

La questione è da sempre dibattutissima. Il fatto è che non esiste nulla di scritto o di codificato, quindi tutti hanno un po’ di ragione o di torto.
Sul whitewash, poche discussioni, è la squadra che arriva ultima in classifica senza mai vincere.
I problemi esistono sul cucchiaio di legno (il “riconoscimento” che le principali università inglesi davano – fin dal XVII secolo – al loro peggior studente, subito mutuato dal rugby). Nessun regolamento lo cita. Nessuna federazione o istituzione rugbistica ha fatto sua una delle due versioni che circolano. Ovvero:
a) il cucchiaio di legno va all’ultima classificata
b) il poco ambito “premio” va alla squadra che non ha mai vinto ed è uscita sempre sconfitta dal campo
Tra media e tifosi c’è una discreta confusione, proprio per questa situazione di stallo interpretativo.
Anni fa un mio amico e collega interpellò Vittorio Munari (uno che ha fatto anche parte del Technical Advisory Commitee dell’International Board, la commissione incaricata di proporre la prima serie di modifiche al regolamento) sul tema, senza averne risposte certe e definitive.
Generalmente la prassi è quella di seguire la “versione B”, ovvero il cucchiaio di legno va a chi rimane fermo al palo degli zero punti. Altri però la pensano diversamente, generando confusione…
Due i motivi sostanziali: primo, ché altrimenti sarebbe un doppione del whitewash, e non se ne vedrebbe la ragione.
La seconda è ancora più incisiva e affonda in una di quelle storie che rendono affascinante il rugby: fino al 1993 – sembra incredibile – non è mai esistita una classifica ufficiale del torneo. Si registravano vittorie e sconfitte, ma il numero di mete e i punteggi in realtà li tenevano solo i giornalisti. E stiamo parlando di due fattori determinanti per la compilazione della classifica.
La Scozia quest’anno ci è arrivata davanti solo per la differenza punti. Fatto ancora più clamoroso: nel 1973 tutte e cinque le squadre allora partecipanti finirono il torneo allo stesso punteggio e il trofeo venne assegnato a tutte ex-aequo, proprio perché non esistevano né regolamenti in merito e nemmeno classifiche.
Il Grillotalpa, se a qualcuno interessa, sta con la versione “b”.

Sei Nazioni 2011: il riepilogo

Riepilogo dell’intero torneo: Inghilterra vincitrice, Italia ultima (whitewash), ma niente cucchiaio di legno, Eppure per gli azzurri si può parlare di uno dei migliori Sei Nazioni di sempre, per quello visto in campo.

Venerdì 4 febbraio, Galles – Inghilterra, Millenium Stadium 19-26
Sabato 5 febbraio, Italia – Irlanda, Stadio Flaminio 11-13
Sabato 5 febbraio, Francia – Scozia, Stade de France 34-21

Sabato 12 febbraio, Inghilterra – Italia, Twickenham 59-13
Sabato 12 febbraio, Scozia – Galles, Murrayfield 6-24
Domenica 13 febbraio, Irlanda – Francia, Aviva Stadium 22-25

Sabato 26 febbraio, Italia – Galles 16-24
Sabato 26 febbraio, Inghilterra – Francia 17-9
Domenica 27 febbraio, Scozia – Irlanda 18-21

Sabato 12 marzo, Italia – Francia, Stadio Flaminio 22-21
Sabato 12 marzo, Galles – Irlanda, Millenium Stadium 19-13
Domenica 13 marzo, Inghilterra – Scozia, Twickenham 22-16

Sabato 19 marzo, Scozia – Italia, Murrayfield 21-8
Sabato 19 marzo, Irlanda – Inghilterra, Aviva Stadium 24-8
Sabato 19 marzo, Francia – Galles, Stade de France 28-9

Classifica: Inghilterra 8, Francia 6, Irlanda 6, Galles 6, Scozia 2, Italia 2.

Sei Nazioni: l’Inghilterra vince il torneo, ma l’Irlanda la frena 24-8- Niente Grande Slam

I sogni di Grande Slam dell’Inghilterra si scontrano con il 24-8 subito dal XV di Martin Johnson da parte di una volenterosa e rabbiosa Irlanda che viene guidata ottimamente da Jonathan Sexton.
L’Irlanda è semplicemente superba, mentre l’Inghilterra è la brutta copia della squadra vista in questo torneo.
Sexton giustifica in pieno la scelta di Declan Kidney di preferirlo a Ronan O’Gara inventando la prima meta di Tommy Bowe e segnando 12 punti al piede nel primo tempo che trascinano l’Irlanda negli spogliatoi sul 17-3.
La ripresa non cambia con Brian O’Driscoll che entra nella storia scavalcando Ian Smith nella classifica dei metamen di tutti i tempi dell’RBS 6 Nations.
La meta di Steve Thompson serve solo ad addolcire la pillola all’Inghilterra e a diminuire il gap, fattore importantissimo in vista del match di stasera tra Francia e Galles, con i britannici che dovranno espugnare Parigi con un margine di 26 punti almeno per diventare campioni.
L’Irlanda vince la battaglia psicologica in mischia, dove i tuttiverdi superano nettamente la rosa rossa.
Parte subito forte la formazione di casa e poco dopo l’avvio va subito in vantaggio con una penalità trasformata da Sexton.
L’indisciplina inglese continua e Sexton marca piazzato su piazzato fino al 9-0.
La risposta inglese è un piazzato di Toby Flood, mentre Tom Palmer si infortuna e viene sostituito da Simon Show.
Il vero break arriva al 28′ con la meta di Bowe. Prima sono le seconde linee Paul O’Connell e Donncha O’Callagan a spingere l’Irlanda nel territorio inglese e costringere con Jamie Heaslip gli inglesi a commettere fallo.
Sexton batte veloce, trovando la difesa inglese distratta, lancia Bowe che si invola in meta, con Sexton a trasformare.
Si arriva così all’intervallo con l’Irlanda nettamente in vantaggio e l’Inghilterra vede il grande vantaggio sul Galles ridursi pericolosamente.
La furia di Martin Johnson negli spogliatoi non cambia però il gioco inglese nella ripresa.

E’ sempre l’Irlanda a fare la partita e l’Inghilterra paga l’ammonizione comminata a fine primo tempo al mediano Youngs.
Ha bisogno di sette minuti, ma la squadra di Kidney chiude il match al 47′ quando O’Driscoll realizza la sua ventiseiesima meta nella storia del torneo.
Il resto del match ha ormai poco da offrire, con l’Inghilterra che cerca di ridurre lo svantaggio e ce la fa solo con la meta non trasformata dal tallonatore di scorta che si invola in meta come un’ala.
Ma non basta agli uomini di Johnson che vedono sfumare il Grande Slam e rimettono in gioco l’intero torneo.

 

IRLANDA – INGHILTERRA 24 – 8 (p.t. 17-3)

Sabato 19 marzo 2011, Aviva Stadium, Dublino, ore 18.00

Irlanda: 15 Keith Earls; 14 Tommy Bowe, 13 Brian O’Driscoll (c), 12 Gordon D’Arcy, 11 Andrew Trimble; 10 Jonathan Sexton, 9 Eoin Reddan; 8 Jamie Heaslip, 7 David Wallace, 6 Sean O’Brien; 5 Paul O’Connell, 4 Donncha O’Callaghan; 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy. All.: Declan Kidney
A disposizione: 16 Sean Cronin, 17 Tom Court, 18 Leo Cullen, 19 Denis Leamy, 20 Peter Stringer, 21 Ronan O’Gara, 22 Paddy Wallace.

Inghilterra: 15 Ben Foden; 14 Chris Ashton, 13 Matt Banahan, 12 Shontayne Hape, 11 Mark Cueto; 10 Toby Flood, 9 Ben Youngs; 8 Nick Easter, 7 James Haskell, 6 Tom Wood; 5 Tom Palmer, 4 Louis Deacon, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Alex Corbisiero. All.: Martin Johnson.
A disposizione: 16 Steve Thompson, 17 Paul Doran-Jones, 18 Simon Shaw, 19 Tom Croft, 20 Danny Care, 21 Jonny Wilkinson, 22 David Strettle.

Marcatori: 6’ c.p. Sexton; 14’ c.p. Sexton; 22’ c.p. Sexton; 27’ m. Bowe n.t.; 31’ c.p. Flood; 37’ c.p. Sexton; 46’ m. O’Driscoll tr. Sexton; 52’ m. Thompson

Arbitro: Bryce Lawrence (Nuova Zelanda)

 

Sei Nazioni: Francia-Galles 28-9

Due mete di Lionel Nallet spingono la Francia a un netto successo per 28-9 sul Galles e consegna all’Inghilterra il primo RBS 6 Nations dopo otto anni.
Un successo che ridà morale a Marc Lievremont dopo la disfatta d’Italia una settimana fa, e che dopo un primo quarto d’ora già mostra come il Galles non ha le forze per provare a superare l’Inghilterra nella corsa al titolo.L’idea che la Francia potesse essere quella brutta copia vista a Roma sparisce appena si vede come Thierry Dusautoir e Julien Bonnaire assaltano Mike Phillips rendendogli duro tirare fuori ogni palla dalla ruck.
Hook non è preciso al piede e Warren Gatland perde anche Sam Warburton dopo un quarto d’ora per un problema al ginocchio, con Jonathan Thomas che entra in campo.
Dan Lydiate commette fallo e Parra porta la Francia in vantaggio per la prima volta dopo 25 minuti, il Galles reagisce, ma Leigh Halfpenny viene fermato da una francesina di François Trinh-Duc che salva la Francia e la lancia verso il successo.
Parra sbaglia poi un piazzato che potrebbe far allungare i padroni di casa, ma quando il Galles sembra poter reggere botta ecco che arriva Nallet.
La seconda linea del Racing Métro, che aveva ammesso di aver pensato di venir tagliato dopo la pessima prova contro l’Italia, conclude una corsa di 40 metri, superando anche James Hook e Jonathan Davies per il primo break francese del match. Si arriva così all’11-3 all’intervallo.
La ripresa vede il Galles accorciare, ma subito dopo Nallet raccoglie l’ovale e per la seconda volta permette a Parra di trasformare la meta che chiude virtualmente il match. Subito dopo il Galles cede completamente, quando Vincent Clerc raccoglie l’ovale da Trinh-Duc e schiaccia tra i pali per il 28-9 che poi chiuderà il match.
Il Galles prova a reagire, si mette in vista George North, ma alla fine il risultato non cambia. La Francia rialza la testa, mentre il Galles concede il titolo all’Inghilterra.

FRANCIA – GALLES 28 – 9 (p.t. 11-3)

Sabato 19 marzo 2011, Stade de France, Parigi

Francia: 15 Maxime Médard; 14 Vincent Clerc, 13 David Marty, 12 Damien Traille, 11 Alexis Palisson; 10 Francois Trinh-Duc, 9 Morgan Parra; 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c); 5 Lionel Nallet, 4 Julien Pierre; 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Thomas Domingo.
A disposizione: 16 Guilhem Guirado, 17 Luc Ducalcon, 18 Pascal Papé, 19 Alexandre Lapandry, 20 Julien Tomas, 21 Fabien Estebanez, 22 Yoann Huget.

Galles: 15 Lee Byrne; 14 Leigh Halfpenny, 13 Jamie Roberts, 12 Jonathan Davies, 11 George North; 10 James Hook, 9 Mike Phillips; 8 Ryan Jones, 7 Sam Warburton, 6 Dan Lydiate; 5 Alun-Wyn Jones, 4 Bradley Davies; 3 Adam Jones, 2 Matthew Rees (c), 1 Paul james.
A disposizione: 16 Richard Hibbard, 17 John Yapp, 18 Jonathan Thomas, 19 Rob McCusker, 20 Dwayne Peel, 21 Stephen Jones, 22 Morgan Stoddart.

Marcatori: 2′ c.p. Hook, 7′ c.p. Parra, 25′ c.p. Parra, 37′ m. Nallet, 42′ c.p. Hook, 43′ m. Nallet tr. Parra, 48′ c.p. Hook, 52′ c.p. Parra, 58′ m. Clerc tr. Parra.

Arbitro: Craig Joubert (Sud Africa)