I XV scozzesi che affronteranno la Francia

Ecco la formazione scelta dal ct Andy Robinson e che scenderà in campo a Parigi, domenica alle 18 (dal sito della federazione scozzese):

15 Hugo Southwell (Stade Francais) 57 caps, 8 tries, 40 points

14 Nikki Walker (Ospreys) 18 caps, 5 tries, 25 points
13 Joe Ansbro (Northampton Saints) 2 caps
12 Nick De Luca (Edinburgh) 19 caps
11 Max Evans (Glasgow Warriors) 15 caps, 2 tries, 10 points

10 Dan Parks (Cardiff Blues) 56 caps, 4 tries, 11 conversions, 42 penalties, 13 drop-goals, 207 points
9 Rory Lawson (Gloucester) 22 caps

1 Allan Jacobsen (Edinburgh) 50 caps
2 Ross Ford (Edinburgh) 43 caps, 2 tries, 10 points
3 Euan Murray (Newcastle Falcons) 35 caps, 2 tries, 10 points
4 Richie Gray (Glasgow Warriors) 6 caps
5 Alastair Kellock (Glasgow Warriors) CAPTAIN 27 caps
6 Nathan Hines (Leinster) 67 caps, 2 tries, 10 points
8 Kelly Brown (Saracens) 40 caps, 3 tries, 15 points
7 John Barclay (Glasgow Warriors) 23 caps, 2 tries, 10 points

Substitutes

16 Dougie Hall (Glasgow Warriors) 33 caps, 1 try, 5 points
17 Moray Low (Glasgow Warriors) 10 caps
18 Richie Vernon (Glasgow Warriors) 6 caps
19 Ross Rennie (Edinburgh) 4 caps
20 Mike Blair (Edinburgh) 66 caps, 5 tries, 25 points
21 Ruaridh Jackson (Glasgow Warriors) 2 caps, 1 penalty, 3 points
22 Sean Lamont (Scarlets) 50 caps, 7 tries, 35 points

Sei Nazioni: ecco l’Irlanda per il Flaminio

Il ct irlandese Declan Kidney ha annunciato la formazione titolare che sabato pomeriggio affronterà allo Stadio Flaminio di Roma l’Itali.
Tanti, come sappiamo, gli infortunati.
Ecco il XV:

15 Luke Fitzgerald (Leinster), 14 Fergus McFadden (Leinster), 13 Brian O’Driscoll (Leinster, capt), 12 Gordon D’Arcy (Leinster), 11 Keith Earls (Munster), 10 Jonathan Sexton (Leinster), 9 Tomas O’Leary (Munster), 8 Sean O’Brien (Leinster), 7 David Wallace (Munster), 6 Denis Leamy (Munster), 5 Paul O’Connell (Munster), 4 Donncha O’Callaghan (Munster), 3 Mike Ross (Leinster), 2 Rory Best (Ulster), 1 Cian Healy (Leinster).
Riserve: 16 Sean Cronin (Connacht), 17 Tom Court (Ulster), 18 Leo Cullen (Leinster), 19 Shane Jennings (Leinster), 20 Eoin Reddan (Leinster), 21 Ronan O’Gara (Munster), 22 Paddy Wallace (Ulster)

Italia-Irlanda, prova di Mondiale

Fabrizio Zupo per Il Mattino di Padova

Sette mesi alla Coppa del Mondo in Nuova Zelanda e si apre il cantiere azzurro fra cinque giorni col debutto nel 12° Sei Nazioni: Irlanda a Roma (diretta alle 15.30 su Sky, differita alle 18 su La 7) e la settimana dopo a Londra contrai favoriti. Flaminio già quasi esaurito, pur con la rinuncia di 2000 biglietti dall’Irlanda (effetto crisi) e un pronostico che potrebbe anche vedere l’azzurro vincente. Diciamo subito che il Torneo nell’anno mondiale è un po’ “tarocco”: in costruzione tutte le nazionali che non hanno tour estivi da fare per rodare i motori, giocatori importanti che non vogliono farsi male e perdere l’unica vetrina più luccicante del Sei Nazioni. Non succede solo nel rugby, ovviamente. Uno sguardo alla storia: nel 2003 l’Italia di Kirwan batte per la prima volta in assoluto il Galles, pochi mesi dopo al mondiale australiano perde a Canberra l’appuntamento ai quarti di finale proprio nella sfida coi rossi del principato; nel 2007 gli azzurri di Berbizier battono per la prima volta in esterna la Scozia poi al mondiale francese lasciano i quarti al Xv del Cardo fallendo un piazzato di un niente nel finale a St.Etienne. Una questione di “fuoco” quindi: meglio ora o fra sette mesi? Meglio sempre. Ma al girone mondiale si passa in due e, tolta l’Australia in testa. Usa e Russia in coda, l’Italia si giocherà il passaggio in paradiso contro l’Irlanda di O’Driscoll il 2 ottobre a Dunedin. Ecco che l’antipasto di sabato diventa importante da pesare. La statistica dice che l’Irlanda ha perso 3 volte su 18 contro l’Italia, ma era l'”era” di Coste nel 1997: vittorie che aprirono l’accesso al 6 Nazioni. Poi nell’isola verde capirono che si doveva fermare il declino, irreggimentarono le 4 province, aderirono al progetto Celtic e in una decade hanno azzeccato un grande slam che mancava da 50 anni, e le franchigie hanno brillato in Heineken. Da allora nessun successo azzurro: se vogliamo essere ti-fosi l’arbitro Owens ci rubò la partita a Belfast (23-20) concedendo a O’Gara una meta viziata da un “in avanti”. Con equilibrio potremmo dire che Mallett meritava più fortuna nel suo esordio da et azzurro al Croke Park di Dublino (16-11) nel 2008. Stop. Ora l’Irlanda di Declan Kidney appare sperimentale perché arriva a Roma senza le tre “H”: il numero 8 Jamie Heaslip, i piloni John Hayes (inguine) e Marcus Horan (ginocchio) oltre alle ali-estremi Andrew Trimble, Rob Kearney e Geordan Murphy. Dubbi anche per Ferris e Bowe. Ma l’Irlanda ha però piazzato due team (Leinster e Ulster) nei quarti di Heineken assieme a due club inglesi e quattro francesi: al netto degli stranieri danno già una gerarchia di forze. Il Munster (primo in Magners League) sul cui pack si fonda l’Irlanda è stato eliminato ma era in girone con Ospreys, Tolone e London Irish. Il capocantiere Mallett ha altri problemi: deve vincere subito, o al Mondiale l’Italia ci andrà con Jacques Brunel. Brutta situazione per il carattere azzurro, che portò a sfaceli nel 2007 “mondiale” quando già a primavera i giocatori seppero del cambio Berbizier-Mallett. La Celtic League al netto della presunta stanchezza dei primi attori (Zanni 970 minuti, Geldehuis 930) ridisegna le gerarchie del gruppo dopo molto immobilismo e il Rating “italiano” di Berbizier (la terza gamba d’appoggio, 3° nel Top 14) ha rimesso in gioco Lo Cicero in la linea e Dellapé in 2a togliendo spazio ai favoriti Pavanello e Bortolami (che da ieri sono stati superati pure da Bernabò nella scelta). La Celtic League (buona sinora pur con frenata quella di Treviso, pessima a degli Aironi di cui si vocifera una corsa alla gestione diretta da parte della Fir) premia Rouyet che trova posto nel reparto più affollato dei piloni e Burton che sembra messo lì per piazzare drop nel match scansa cucchiaio di legno (Scozia), Sgarbi che è una sicurezza e il talento Benvenuti.

Italia & Sei Nazioni: opinioni da irlandese

Lo scorso 27 gennaio ho pubblicato questo articolo nella sua versione “originale”, in inglese. Questo invece è la traduzione dall’Irish Independent di Emanuele Fantoni per Aironi Rugby facebook page

Guidare nel bel mezzo del cuore pulsante del calcio italiano lo scorso weekend mi ha fatto pensare a proposito dell’Italia e del rugby.Mentre uscivo in macchina dalla città di Milano, sede di gloriosi club come Milan e Inter, vedere i cartelli autostradali che indicavano Torino, casa della Juventus, per poi guidare in direzione di Bologna e Parma, mi ha fatto sentire avvolto dal mondo del calcio italiano.

Dunque che posto trova il rugby nello sport italiano? Quali sono le speranze di vedere l’Italia diventare una leader del Sei Nazioni? Cosa giustifica la loro partecipazione al torneo? Bene, la mia risposta è che ci sono mille motivi, una moltitudine di ragioni.

Consideriamo per primo il contesto storico. La Francia ha partecipato al Cinque Nazioni per la prima volta nel 1910. Precedentemente aveva affrontato altre nazioni in gare singole, come contro l’Inghilterra nel 1906. Ma ci vollero ben 17 incontri prima che battessero gli inglesi per la prima volta, in una vittoria per 3-0 a Parigi nel 1927. La Francia infatti non fu in grado di vincere ciò che un tempo veniva chiamato “Campionato Internazionale” fino al 1959, sebbene arrivarono primi a parimerito nel 1954 e nel 1955. Queste statistiche sono rilevanti. L’Italia è stata ammessa al torneo delle Sei Nazioni nel 2000 e ha affrontato difficoltà simili a quelle della Francia nei primi anni, perdendo 47 delle 55 partite disputate sino ad ora.

Non c’è stato molto di cui gioire nemmeno in Heineken Cup. La Benetton Treviso ha perso tutte le sei partite giocate nel girone 5, l’ultima delle quali è stata una mazzata con il 62-15 subito da Leicester il fine settimana scorso. Gli Aironi, con sede a Viadana dove sono stato il weekend passato, hanno vinto una partita nel girone 4 – una sconffitta shock del Biarritz per 28-27 – ma più che altro perché il club francese si è addormentato e mentalmente non è mai entrato in partita. A parte questo successo gli Aironi sono stati letteralmente schiacciati da Ulster, Bath e Biarritz in Francia. Ci si può aspettare un risultato simile dalle partite che giocherà l’Italia in questo suo dodicesimo Sei Nazioni, che inizierà sabato prossimo a Roma contro l’Irlanda. L’Italia non ha mai battuto l’Irlanda e forse non lo farà nemmeno quest’anno. Ma gli italiani hanno battuto il Galles e la Scozia nelle passate edizioni del Sei Nazioni e saranno pronti a dare nuovamente battaglia quest’anno.

Ma dobbiamo giudicare l’Italia solo per i suoi risultati sul campo? O dobbiamo considerare anche altri elementi per giustificare la loro presenza nel top del rugby europeo? Io suggerisco la seconda. In un certo senso l’atmosfera vista alla partita degli Aironi il weekend scorso non è diversa da quella degli altri ambienti rugbystici italiani. Offrono sempre a tutti un caloroso e spontaneo benvenuto; sono sorridenti e cercano sempre di darti una mano e farti sentire a tuo agio mentre sei da loro.

Non sono forse questi alcuni dei grandi valori tradizionali del rugby? Ti occorre un posto all’interno della postazione stampa anziché in tribuna? Non c’è problema, qualcuno starà in piedi per lasciarti il suo posto. Non ti funziona la connessione internet nella sala stampa? Tranquillo, puoi venire negli uffici del club e usare la connessione dei dipendenti. Mezz’ora dopo la fine dell’incontro noi giornalisti stranieri dall’Irlanda eravamo presso gli uffici del club per trasmettere i nostri articoli grazie alla loro linea internet. Ti offrono un caffé, una chiacchierata piacevole e la loro amicizia. Vecchio stile? Certamente, ma dov’è il problema? Sicuramente meglio di certe facce irritate che si vedono in giro nei club di altri stati.

Le strutture allo Stadio Flaminio di Roma sono assolutamente ordinarie per il lavoro dei media, ma non c’è nulla al di sotto dello standard quando si parla di accoglienza da parte degli uomini di rugby italiani. E’ come se capissero implicitamente i valori su cui questo grande sport è stato forgiato e sono determinati a fare del loro meglio per mantenerli vivi, sebbene magari i risultati sul campo non siano dei migliori. L’allenatore dell’Italia Nick Mallett insiste sul fatto che l’aggiunta di due club italiani nella Magners League e in Heineken Cup porterà benefici nel lungo corso per il rugby italiano. Tuttavia sottolinea che ciò non avverà dall’oggi col domani e che è comprensibile in un paese ancora dominato dal calcio. Ma talvolta in un’equazione occorre considerare anche altri fattori. Ad esempio sarebbe bello vedere una delle partite di Sei Nazioni allo Stadio San Siro di Milano, che è molto più vicino alle zone tipicamente rugbystiche d’Italia. Sarebbe un’atmosfera sensazionale. Comunque gli italiani portano molti elementi positivi al Sei Nazioni. L’entusiasmo, la gioia di vivere e la cortesia del rugby d’altri tempi sono solo alcuni. Dal mio punto di vista la loro presenza nel Sei Nazioni è un valore aggiunto.

Bernabò, Sole e Pratichetti conquistano l’azzurro più importante

Al termine dell’incontro tra England Saxons ed Italia “A” disputato ieri sera a Worcester, il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby Nick Mallett ha convocato i giocatori Valerio Bernabò (Benetton Treviso, 15 caps), Josh Sole (MPS Aironi, 46 caps) e Matteo Pratichetti (MPS Aironi, 22 caps) che, da questa sera, saranno a Roma presso il Park Hotel “La Borghesiana” in vista delle prime due giornate dell’RBS 6 Nazioni contro l’Irlanda (Roma, sabato 5 febbraio) e l’Inghilterra (Twickenham, sabato 12 febbraio).

Abbiamo deciso di portare a ventisei il numero di atleti a nostra disposizione per consentire allo staff tecnico di essere poter preparare nel migliore dei modi le prime due giornate del 6 Nazioni, mentre continuiamo a monitorare l’evoluzione degli infortuni di Sergio Parisse, Robert Barbieri e Gonzalo Garcia che non sono, al momento, nella condizione di allenarsi con il gruppo. Per quanto riguarda Paul Derbyshire – ha dichiarato il Manager dell’Italia Luigi Troiani – abbiamo previsto il rientro al Club dal momento che il problema muscolare al soleo con cui ha iniziato il raduno non è risolvibile in vista delle prime due giornate”.

L’Italia “A” ha nel frattempo convocato il flanker degli Estra I Cavalieri Prato Luca Petillo, ex capitano dell’Italia U20, in vista dell’incontro con la Scozia “A” in programma venerdì sera a Galashiels.

La lista degli atleti convocati con la Nazionale Maggiore per le partite contro Irlanda ed Inghilterra è aggiornata come segue:

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 71 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 81 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 75 caps)

Ignacio FERNANDEZ-ROUYET (Benetton Treviso, 7 caps)


 

Tallonatori

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 31 caps)

Fabio ONGARO (MPS Aironi, 74 caps)


 

Seconde linee

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)

Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 60 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 48 caps)

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 16 caps)


 

Flanker/n.8

Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 10 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 72 caps) – capitano

Josh SOLE (MPS Aironi, 46 caps)

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 47 caps)


 

Mediani di mischia

Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 32 caps)

Edoardo GORI (Benetton Treviso, 2 caps)*


 

Mediani d’apertura/Estremi

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 4 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 24 caps)

Luciano ORQUERA (Brive, 17 caps)


 

Centri/ali

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 3 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 76 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 61 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 18 caps)

Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 55 caps)

Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 8 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”