Spettacolo Irlanda-Francia, finisce 22-25

Partita spettacolo a Dublino con i padroni di casa che tengono testa ai campioni in carica sino alla fine. Una prova, quella degli irlandesi, che certifica la bontà della gara azzurra di sette giorni fa proprio contro i verdi.

IRLANDA – FRANCIA 22-25 (15-12)
Irlanda: 15 Luke Fitzgerald; 14 Fergus McFadden, 13 Brian O’Driscoll (c), 12 Gordon D’Arcy, 11 Keith Earls; 10 Jonathan Sexton (22′ s.t. O’Gara), 9 Tomas O’Leary (28′ s.t. Reddan) ; 8 Jamie Heaslip, 7 David Wallace, 6 Sean O’Brien; 5 Paul O’Connell (39′ s.t. Cullen), 4 Donncha O’Callaghan; 3 Mike Ross, 2 Rory Best (35′ s.t. Cronin), 1 Cian Healy (16′ s.t. Court). All.: Declan Kidney.
Francia: 15 Clément Poitrenaud (10′ s.t. Clerc); 14 Yoann Huget, 13 Aurélien Rougerie, 12 Damien Traille (32′ s.t. Jauzion), 11 Maxime Médard; 10 François Trinh-Duc, 9 Morgan Parra (13′ s.t. Yachvili); 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire (13′ s.t. Chabal), 6 Thierry Dusautoir (c); 5 Lionel Nallet, 4 Julien Pierre (23′ s.t. Thion); 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Thomas Domingo (9′ s.t. Marconnet). All.: Marc Lievremont.
Arbitro: Dave Pearson (Inghilterra)
Marcatori: 4′ m. McFadden tr. Sexton (7-0), 10′ c.p. Parra (7-3), 15′ c.p. Sexton (10-3), 18′ c.p. Parra (10-6), 20′ c.p. Parra (10-9), 27′ c.p. Parra (10-12), 37′ m. O’Leary (15-12); s.t.: 8′ c.p. Parra (15-15), 14′ m. Medard tr. Yachvili (15-22), 22′ c.p. Yachvili (15-25), 27′ m. Heaslip tr. O’Gara (22-25)

Cose da dire su Inghilterra-Italia

Parlare di Inghilterra-Italia non è semplice. Quel risultato (59-13) non ammette repliche, poco ma sicuro. Un punteggio che ovviamente – e giustamente – ha dato subito il “la” a critiche anche durissime. E che ha ridato fiato alle tante trombe dei “gufi”, quelli che non aspettano altro che una sconfitta così per dare addosso a federazione, ct, dirigenti e giocatori. In rigoroso ordine cronologico. E non sono pochi in giro, soprattutto nella stampa che abitualmente segue le vicende ovali italiane.
Non che i protagonisti sopra elencati siano incolpevoli sempre e ecomunque, tuttaltro, ma un po’ di misura non guasterebbe. E la misura, assieme a un po’ di freddezza, dovrebbe portarci a ragionamenti un po’ meno prevenuti.
Ieri l’Inghilterra ha giocato una partita semplicemente mostruosa. Un gruppo di pit-bull che per 80 minuti non hanno mai smesso di azzannare caviglie e polpacci, o comunque qualunque cosa si muovesse sul prato di Twickenham con indosso una maglia azzurra. Quasi che una eventuale convocazione per i mondiali neozelandesi dipendesse da quanto fatto sul  campo ieri pomeriggio. 80 minuti passati interamente con il piede schiacciato sulla tavoletta del gas, anche quando il vantaggio era di 30 punti. Da quanto tempo non si vedeva una nazionale inglese così determinata e con le idee così chiare? Un anno e mezzo, due anni. Almeno. Forse avevano ancora nelle orecchie le critiche dopo l’inguardabile prova dello scorso anno al Flaminio, non lo sapremo mai. Di sicuro volevano lanciare un messaggio al mondo proprio in chiave-iridata, e quel messaggio è arrivato di sicuro anche nell’emifero australe.
L’Italia. Molti gli aggettivi usati per definire la prova di ieri degli azzurri. In tanti hanno scritto la parola “umiliata”. Non lo so, ma a me non convince. Schiacciata, tritata, chi più ne ha più ne metta. Ma non umiliata. Gli azzurri hanno trovato sulla loro strada una squadra di un altro livello. Punto. L’errore capitale è stato quello di non capirlo subito, dopo pochi minuti, e di affrontare a viso aperto gli inglesi. Ha ragione Totò Perugini quando dice “ci siamo un po’ sopravvalutati”. Poi gli errori, la touche disastrosa, i placcaggi mancati e bla bla bla. Tutto vero, anzi verissimo. Un atteggiamento diverso forse ci avrebbe evitato qualche guaio. Ma gli azzurri non sono stati “umiliati”. Perché hanno cercato di giocarsela, non si sono mai tirati indietro, la voglia e la grinta non sono mancate. L’umiliazione ci sarebbe stata se tutte queste cose non si fossero viste. Ma non è così. Peggio, molto peggio è stata la sconfitta di Verona con l’Argentina. Perdere a Twickenham contro un’Inghilterra così ci sta tutta. Forse nemmeno gli all blacks ieri pomeriggio ne sarebbero usciti vincitori, figuriamoci gli azzurri.
Una pesante sconfitta, quella di ieri, che però “rivaluta” se possibile ancora di più il ko di una settimana fa con l’Irlanda: questa Inghilterra è davvero di un altro pianeta, ma gli uomini in maglia verde assolutamente no. Quando Mallett e Dondi dicono che la nostra nazionale è al livello di quella irlandese hanno ragione. La differenza tra noi e loro – gli irlandesi –  sta nel “movimento” che alimenta le due rappresentative, ma questa è un’altra storia. E dopo aver visto ieri sera Galles e Scozia non possiamo che essere un po’ più ottimisti: anche loro parlano la nostra lingua.
Il bicchiere, con Francia e Inghilterra, è mezzo vuoto. Con Irlanda, Scozia e Galles invece è mezzo pieno. Non è poco.

Tutte le statistiche del secondo turno di Sei Nazioni

Tutti i dati sul match di Twickenham a questo link.

Qui invece numeri e cifre della sfida vinta dal Galles a Murrayfield

Queste infine le statistiche della vittoria della Francia in Irlanda

Il dopo-Twickenham, aria mesta tra gli azzurri

Flavia Carletti da Il Sole 24 Ore

“Oggi è stato un colpo duro, duro, duro”. Sta nell’enfasi con cui il capitano della Nazionale italiana di rugby, Sergio Parisse, ha riassunto il suo stato d’animo, al termine della partita persa per 59 a 13 con l’Inghilterra, l’atmosfera che regna tra gli azzurri all’uscita dagli spogliatoi di Twickenham, il tempio della palla ovale. Anche se per il numero otto italiano “questo non è uno dei giorni più tristi della mia vita, è molto brutto e sono molto deluso”, continua, sottolineando che anzi “siamo tutti delusi”, facendo riferimento ai suoi compagni di squadra.

(…)Mirco Bergamasco rincara la dose: “Penso che sia mancata l’aggressività che abbiamo mostrato di avere la settimana scorsa”. Infatti, nota il tre quarti azzurro “siamo stati meno reattivi di una settimana fa, abbiamo subito l’impatto degli inglesi”. In sintesi: “È stata una brutta prestazione”, conclude, senza però dimenticare che “il Sei Nazioni non è finito, ci sono ancora tre partite e dobbiamo cercare di rialzare la testa”.

Non usa mezzi termini anche Andrea Masi, per il giocatore aquilano “è stata una doccia fredda”, con “un mix di problemi fisici e mentali” che non hanno permesso agli azzurri di mostrare lo stesso gioco visto allo stadio Flaminio con l’Irlanda. Di fronte alla convinzione che “non c’è nulla da salvare di questa partita”, comunque gli azzurri, aggiunge infine Masi ritengono che di essere “più forti di quanto visto oggi in campo”.

Il Galles passa in Scozia: al Murrayfield finisce 6-24

Un Galles non esaltante ma determinato espugna Murrayfield. I dragoni sono sembrati più inquadrati dei padroni di casa, con le idee più chiare e con un’ottima difesa. La Scozia invece non ha avuto quasi mai il bandolo della matassa, e quando sembrava averlo trovato è arrivata la meta finale di Shane Williams.
Entrambe sono sembrate alla portata dell’Italia. Certo, non quella vista oggi a Twickenham

Scozia-Galles: 6-24
Scozia

15 Hugo Southwell, 14 Nikki Walker, 13 Joe Ansbro, 12 Nick De Luca, 11 Max Evans, 10 Dan Parks, 9 Rory Lawson, 8 Allan Jacobsen, 7 Ross Ford, 6 Euan Murray, 5 Richie Gray, 4 Alastair Kellock, 3 Nathan Hines, 2 John Barclay, 1 Kelly Brown
In panchina: 16 Scott Lawson, 17 Moray Low, 18 Richie Vernon, 19 Ross Rennie, 20 Mike Blair, 21 Ruaridh Jackson, 22 Sean Lamont

Galles
15 Lee Byrne, 14 Morgan Stoddart, 13 Jamie Roberts, 12 Jonathan Davies, 11 Shane Williams, 10 James Hook, 9 Mike Phillips, 8 Paul James, 7 Matthew Rees (cap), 6 Craig Mitchell, 5 Bradley Davies, 4 Alun Wyn Jones, 3 Dan Lydiate, 2 Sam Warburton, 1 Ryan Jones
In panchina: 16 Richard Hibbard, 17 John Yapp, 18 Jonathan Thomas, 19 Josh Turnbull, 20 Tavis Knoyle, 21 Stephen Jones, 22 Rhys Priestland

Marcatori: 7’ Shane Williams (m) + Hook (c), 13’ Hook (cp), 18’ Hook (cp), 21’ Hook (cp), 31’ Dan Parks (cp), 58’ Dan Parks (cp), 69’ Shane Williams (m)

Note: 23’ cartellino giallo Bradley Davies (Galles), 27’ giallo per Lee Byrne (Galles)