Scozia-Italia, cambia l’arbitro

Sarà l’arbitro australiano Steve Walsh e non l’irlandese Alain Rolland a dirigere sabato 19 marzo ad Edinburgo l’ultima giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011 tra Scozia ed Italia.

Walsh era stato originariamente designato per dirigere la sfida del 26 febbraio tra Inghilterra e Francia a Twickenham, ma è stato costretto a rinunciare per un lieve infortunio alla cartilagine del ginocchio. L’International Rugby Board ha pertanto deciso di affidare all’arbitro australiano la sfida di Murrayfield per consentirgli di accumulare minuti ed esperienza in vista dei Mondiali neozelandesi. Inghilterra v Francia è stata affidata all’irlandese Geoff Clancy.

Mallett, colpe e limiti di un ko che fa male

Lo stralcio di un bell’articolo di Pasquale Giordano su Giornalettismo

COSA IMPUTARE A MALLETT? Forse la scelta di utilizzare un mediano di apertura meno muscolare in un match dove tutti potevano aspettarsi una sorta di assalto continuo alla fortezza? Cavilosso. Occorre tener presente che la faretra di Mallett è fornita di una quantità esigua di frecce e le sue scelte ricadono su un numero limitato di opzioni. Forse gli si può imputare di non aver calcolato per tempo e in maniera debita la straripante baldanza propria degli inglesi? E’ già più plausibile, dato che dalle dichiarazioni di fine partita traspaiono sorpresa e stupore. Nessuno tra gli azzurri si aspettava un’Inghilterra così forte. “Non pensavamo di poter perdere in questo modo” ha detto a caldo Mallett. “Abbiamo consentito all’Inghilterra di sfruttare i propri punti forti, concesso troppi offload, non siamo stati avanzanti nei placcaggi. Abbiamo sofferto molto negli uno contro uno, mancato molti placcaggi, era inevitabile che finisse così. In touche – ha proseguito il ct – abbiamo sbagliato alcuni blocchi, alcune chiamate, alcuni lanci: con questa Inghilterra non è possibile concedere tanto senza pagare. Volevamo fare bene, sapevamo di affrontare un grande avversario non ci aspettavamo una sconfitta di queste proporzioni”.

LIMITI E COLPE – E’ pur vero che se Orquera, giornata nerissima per lui, fosse riuscito ad interpretare meglio la partita, forse non ci sarebbero tutti questi processi alle intenzioni. Allo stesso tempo se la touche avesse funzionato a dovere i danni sarebbero stati limitati. Occorre accordarsi su cosa si è sbagliato e su cosa invece è un limite. In sostanza: dove finisce la colpa e dove comincia la manifesta superiorità tecnica degli inglesi? E’ un interrogativo pressante che va interpretato, soprattutto, in funzione della preoccupante involuzione difensiva che rischia di minare nelle fondamenta il progetto mallettiano, che su una difesa ordinata si regge.

Sei Nazioni, turno due: il XV ideale

Queste le scelte di The Rugby Blog. Con la sorpresa Parisse…

1. Cian Healy
2. Dylan Hartley
3. Dan Cole
4. Donncha O’Callaghan
5. Julian Pierre
6. Sean O’Brien
7. Sam Warburton
8. Sergio Parisse
9. Morgan Parra
10. Toby Flood
11. Fergus McFadden
12. Jamie Roberts
13. Brian O’Driscoll
14. Chris Ashton
15. Sean Lamont

Supersub: Leo Cullen

E Mallett finisce sotto la lente d’ingrandimento

Pasquale Giordano per Giornalettismo

La responsabilità più grande di Mallett è non aver debitamente calcolato la forza inglese. Ma la sconfitta è solo colpa sua?

L’Italia sabato pomeriggio non è riuscita mai ad alzare gli occhi dal prato diTwickenham, intenta com’era a ricevere pugni sul naso dagli inglesi. Ciò nonostante per ventitre minuti buoni ha incassato senza colpo ferire, vacillando, d’accordo, ma non andandoknock out, anzi mantenendo il punteggio su un dignitoso 10-6. Poi la stanchezza ha fatto difetto in lucidità ed è stato il buio più totale. E’ il destino di chi si ritrova costretto a difendere per 80 minuti senza avere la necessaria confidenza tecnica per farlo.

La difesa è stata arrembante, per l’appunto, e ha retto finché i bianchi d’Inghilterra non hanno impresso un’accelerata al loro gioco. Di contro l’Italia ha cominciando ad appoggiare un ginocchio per terra e da quel momento degli azzurri si è persa ogni traccia. Nick Mallett è deciso a prendersi sulle spalle tutta la responsabilità per la sonora sconfitta rimediata dall’Italia contro l’Inghilterra dell’incontenibile Ashton. “Sapevamo che sarebbe stata dura, non ci aspettavamo che lo sarebbe stata così tanto” ammette sconsolato Mallett. “Contro l’Irlanda avevamo vinto molte rimesse laterali, oggi le cose non hanno funzionato ed abbiamo trovato di fronte una grande Inghilterra. Io sono l’allenatore, è giusto che prenda io la responsabilità di questa sconfitta”.

COSA IMPUTARE A MALLETT? Forse la scelta di utilizzare un mediano di apertura meno muscolare in un match dove tutti potevano aspettarsi una sorta di assalto continuo alla fortezza? Cavilosso. Occorre tener presente che la faretra di Mallett è fornita di una quantità esigua di frecce e le sue scelte ricadono su un numero limitato di opzioni. Forse gli si può imputare di non aver calcolato per tempo e in maniera debita la straripante baldanza propria degli inglesi? E’ già più plausibile, dato che dalle dichiarazioni di fine partita traspaiono sorpresa e stupore. Nessuno tra gli azzurri si aspettava un’Inghilterra così forte. “Non pensavamo di poter perdere in questo modo” ha detto a caldo Mallett. “Abbiamo consentito all’Inghilterra di sfruttare i propri punti forti, concesso troppi offload, non siamo stati avanzanti nei placcaggi. Abbiamo sofferto molto negli uno contro uno, mancato molti placcaggi, era inevitabile che finisse così. In touche – ha proseguito il ct – abbiamo sbagliato alcuni blocchi, alcune chiamate, alcuni lanci: con questa Inghilterra non è possibile concedere tanto senza pagare. Volevamo fare bene, sapevamo di affrontare un grande avversario non ci aspettavamo una sconfitta di queste proporzioni”.

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E’ già Italia-Galles: i 24 convocati da Mallett

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato ventiquattro giocatori per la terza giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011 che vedrà gli Azzurri affrontare il Galles  sabato 26 febbraio alle ore 15.30 allo Stadio Flaminio di Roma.

Due novità nella rosa dell’Italia rispetto al gruppo che ha preparato la partita di ieri contro l’Inghilterra: il pilone destro della Benetton Treviso Lorenzo Cittadini sostituisce il pari ruolo e compagno di club Ignacio Rouyet, mentre il tallonatore del Racing Metro-Paris Carlo Festuccia prende il posto di Fabio Ongaro.

La Nazionale si radunerà domenica 20 presso il Park Hotel “La Borghesiana” di Roma.

Questi i convocati:

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 73 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 83 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 77 caps)


 

Tallonatori

Carlo FESTUCCIA (Racing-Metro Paris, 49 caps)

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 34 caps)


 

Seconde linee

Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 62 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 50 caps)

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 18 caps)


 

Flanker/n.8

Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 11 caps)

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 17 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 74 caps) – capitano

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 49 caps)


Mediani di mischia

 

Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 34 caps)

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 1 cap)


Mediani d’apertura/Estremi

 

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 6 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 26 caps)

Luciano ORQUERA (Brive, 19 caps)


 

Centri/ali

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 3 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 78 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 63 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 20 caps)

Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 57 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 10 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”